Assalto al Pd: via alle Opa ostili

Assalto al Pd. Le Opa ostili in campo da Bono fino alla Campagna, passando per Coletta e Zuliani. Senza tacere degli avversari

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Quando il leone è in difficoltà i leoncini si sentono re della foresta e cercano il colpo gobbo. In questo momento il Pd si trova a dover definire se stesso, a gestire una sconfitta manco solo elettorale ma strategica. È un partito centrista che guarda a “Crucco e Tonto“, le guardie maldestre dello sceriffo di Robin Hood di Walt Disney; per essere più chiari: a Matteo Renzi e Carlo Calenda. O è un Partito che si riscopre di sinistra e guarda al Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte.

Sta di fatto che tutti i possibili alleati, e non sono loro, sono anche i certi concorrenti.

Quelli dell’Opa

Gianluca Bono

A Latina l’assalto parte da Gianluca Bono che alle politiche del 25 settembre è arrivato al 16% dei voti, contro il 19% del Pd. Insomma un competitore non proprio banale che potrebbe, per esempio, ingaggiare alle Regionali l’ex sindaco di Latina Damiano Coletta (lo hanno già sostenuto nel periodo dell’anatra zoppa, cioè quando non aveva i numeri in Aula) con una base che se non garantisce l’elezione poco ci manca.

Potrebbero ambire anche gli uomini di Calenda-Renzi che hanno nella sempre pronta e non certo poco ambiziosa Nicoletta Zuliani un campione da spendere. Loro, quelli di Crucco e Tonto, alle politiche stavano poco sopra il 6%. Alle Regionali andranno su Alessio D’Amato in compagnia del Pd: del quale si presenteranno come valida alternativa. Puntando ad erodere il consenso di quella parte del mondo Dem poco contenta di Letta & co.

C’è poi la Valeria Campagna, che si fa vedere sempre di più con la ex vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Elly Schlein, la cui proposta politica poco o nulla si capisce se non l’idea che “possa prendere ampio spazio una nuova classe dirigente”. In soldoni è dire “voglio comandare io, perché sono io”.

La stagione di magra

Valeria Campagna

Il tutto in un momento in cui l’acqua nel fiume della sinistra era in piena. Ora la sinistra va verso una stagione di magra.

Si pone allora il problema della conquista del seggio, in un quadro che, stando ai sondaggi, preoccupa. In condizioni ordinarie il Pd ha sempre eletto un deputato regionale in provincia di Latina, due con la norma che premia i territori e le loro percentuali alte. Ora la prospettiva rischia di essere dimezzata o addirittura azzerata: la vittoria del centrodestra non farebbe scattare il secondo consigliere eletto nel Pd; il sorpasso del M5S unito alla vittoria del centrodestra non farebbe scattare alcun eletto Dem.

In acque difficili si vedono i marinai buoni, ma certo le condizioni del mare, quelle della barca, e la distanza dal porto non sono favorevoli. I consiglieri regionali Pd uscenti sono due, Salvatore La Penna e Enrico Forte. C’è anche l’assessore all’agricoltura Enrica Onorati, e c’è Carmela Cassetta presidente del parco Riviera di Ulisse. Manca ancora qualche casella. Ma la sfida è titanica.

Comunque bisogna anche vedere gli altri gli avversari-avversari: il centrodestra, che ha “incassato”, dopo il voto, un sottosegretario di Stato, Claudio Durigon della Lega. E due presidenti di Commissione al Senato (Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia e Claudio Fazzone di Forza Italia) . Insomma un potere di fuoco mai avuto prima.

Il tutto nella prospettiva delle elezioni di primavera quando si sceglierà il sindaco di Latina, Terracina, Aprilia che non è proprio un giro marginale.

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