Intrighi e scenari dopo il voto dei frusinati all‘Assemblea Pd

Hanno corso in lungo e in largo. Telefonato a qualunque ora del giorno e della notte. Sgomitato, organizzato incontri, seduto a tavola sindaci e grandi elettori. E alla fine, una settimana fa, grazie a quei voti, sono riusciti ad entrare nell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico.

Francesco De AngelisBarbara Caparrelli (area Scalia), Nazzareno Pilozzi, Sara Battisti (Orfini), Carmelo Messore (area Simone Costanzo), Francesca Gatta (area Scalia), Alessandra Maggiani (mozione Orlando), Salvatore Fontana (mozione Emiliano), Maria Spilabotte (eletta invece direttamente dal Gruppo Pd al Senato) hanno alzato la mano nella sala delle conferenze al Marriot e votato. Chi a favore e chi contro Matteo Renzi segretario nazionale del Pd.

 

Tutto qui? Pare proprio di si. Per Dario Facci, direttore de La Provincia

“Tanto rumore… per nulla. Nemmeno un posticino nella Direzione nazionale del Pd, cioè tra i 120 dirigenti, è toccato alla folta compagine ciociara ieri presente all’Assemblea nazionale del Pd.

Per la verità, oltre ai parlamentari ciociari che sono invitati di diritto (non componenti) dell’organo di direzione del partito, comparirà tra i dirigenti nazionali un giovane che ha dimora in Ciociaria e precisamente a Ferentino, anche se partenopeo, cioè Marco Sarracino, cooptato nella direzione tra i Millennials. Quello di Sarracino, in verità, è un nome già molto in vista poiché è stato il portavoce nazionale della campagna elettorale di Andrea Orlando.

Così le grida di giubilo, lanciate all’indomani del voto per le Primarie, per le quali in provincia di Frosinone si sono recati alle urne circa 22.000 persone, cioè più di quelle delle precedenti consultazioni, non ha partorito “vantaggi” per alcuno dei locali (così non è stato per Latina, dove invece è stata designata Sesa Amici).

La faccenda, però, è da osservare attentamente. Perché la zampetta in direzione l’ha messa, per esempio, in area renziana, Bruno Astorre. Il quale è notoriamente in stretta sintonia con Francesco Scalia. Come pure tra i Giovani Turchi ha varcato le soglie del tempio Claudio Mancini che, se una parolina potrà spenderla in chiave candidature lo farà per Sara Battisti.

Dinamiche che, però, vanno fatte con calma, analizzando tutti i nomi della Direzione. Cosa che al momento in cui scriviamo non è ancora possibile.

La domanda da porsi, però, all’indomani della configurazione dei nuovi organismi dirigenti del Pd è se gli echi romani cambieranno qualcosa negli equilibri locali”.

 

Una risposta la fornisce Corrado Trento su Ciociaria Oggi. Che, a proposito dell’Assemblea Nazionale, analizza proprio le possibili conseguenze sullo scenario provinciale.

“Tutti presenti ieri al Marriot, insieme anche ad altri esponenti dei Democrat. Intanto però a livello provinciale rimane una situazione di tregua armata dopo che il segretario provinciale Simone Costanzo ha detto che la maggioranza che lo ha eletto (più di un anno fa) non c’è più. Chiaro il riferimento all’asse spezzato con la componente di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti.

Di strategie però parlano tutti. Fabio Di Fabio, uno dei fedelissimi di Scalia, commenta così il dato delle primarie: «E così, ad una forte basa renziana, già maggioritaria in provincia nel 2013 con quasi il 60% (quando era ufficialmente appoggiata solo dalle aree che fanno riferimento a Scalia e Costanzo), si sono aggiunti molti altri voti che hanno portato la mozione a superare il 75%».

La traduzione dal politichese è chiara. La base di partenza renziana (senza De Angelis) sarebbe del 60%. Anche se poi Di Fabio aggiunge: «Ora, a tutti gli eletti, compresi quelli delle altre mozioni, e a cominciare dal nostro capolista De Angelis, va l’augurio di buon lavoro».

Un messaggio politico evidente”.

 

Nello scenario tenterà di inserirsi Salvatore Fontana. Le prossime settimane diranno se è solo meteora di passaggio nell’Olimpo Pd provinciale. Oppure se sarà in grado di recitare un ruolo. Per dimostrarlo dovrà far vedere però i voti nelle scadenze che contano. E dimostrare di avere proposte politiche, alternative a quelle che ha contestato. Ha le idee chiare l’immobiliarista Cassinate, candidatosi all’Assemblea Nazionale contro gli accordi della Direzione Provinciale, che secondo lui sono stati anti Cassino alle scorse Comunali.

Spero in Simone Costanzo. Spero che il segretario provinciale si renda conto che per i prossimi appuntamenti elettorali abbiamo bisogno di affrontare e risolvere i problemi del nostro territorio. Non possiamo permetterci di perdere tempo con le beghe per qualche poltrona.

 

Nel linguaggio politico, invece, è proprio un modo per chiedere spazio.

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