Assicurazioni: italiani più esposti ai rischi e meno assicurati. L’allarme di Panetta

Il presidente dell'Ivass Fabio Panetta lancia l'allarme: Italiani più esposti al rischio ma meno assicurati. È un problema culturale. Siamo tra i meno consapevoli ed i meno informati. Facciamo solo Assicurazioni R.C.Auto ma perché è obbligatorio. Presto novità

Gli italiani preferiscono affidarsi alla sorte piuttosto che assicurarsi dai rischi futuri. A lanciare l’allarme è il direttore generale della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo ruolo di presidente dell’Ivass, l’Istituto che vigila sul corretto comportamento delle società di Assicurazioni.

Fabio Panetta, origini ciociare e figlio dello storico sindaco di Pescosolido Paolino Panetta, ha delineato il quadro della situazione questa mattina nel corso di un convegno tenuto a Torino. La situazione è evidente: gli italiani sottovalutano il rischio.

Manca la percezione

Il presidente dell’Ivass Fabio Panetta

Per il presidente dell’Ivass «La maggior parte della popolazione italiana non percepisce il bisogno di assicurare sé stessa, i propri beni o i propri congiunti».

Non percepiamo il rischio che corriamo, ci sentiamo sicuri e se non lo siamo ci affidiamo comunque alla buona sorte.

La definizione di ‘rischio’ «inteso come possibilità che si verifichi un evento futuro e incerto, la facoltà di coprire tale rischio o, ancora, la presenza di una serie di strumenti che si possono utilizzare per vivere con maggiore tranquillità, sono concetti ancora troppo spesso estranei al modo di pensare dei cittadini» spiega Fabio Panetta.

Auto si ma perché…

I numeri dicono che assicuriamo le nostre auto ed i mezzi sui quali viaggiamo. Ma non facciamo altrettanto contro i danni che la casa potrebbe subire, contro gli infortuni, per coprirci dalle malattie… Il motivo è chiaro: «Si acquistano polizze R.C. Auto perché obbligatorie, ma pochi mostrano propensione ad assicurarsi contro infortuni, anche domestici, malattie, o per l’arrivo della senilità, per i danni che la propria abitazione potrebbe subire in caso di catastrofi naturali o per il danno che può causare il proprio animale domestico» spiega Fabio Panetta.

Assicurazioni RC ma solo perché obbligatorie

È una questione di mentalità: «Molti sembrano attratti più dalla possibilità, sia pure infinitesima, di un grosso guadagno che dalla eventualità, tutt’altro che infinitesima, di evitare una grossa perdita».

Questo concetto è spiegato da alcune semplici cifre: nel 2018 gli italiani hanno speso 107 miliardi di euro in giochi e lotterie legali (più del doppio rispetto a 10 anni prima). Al confronto, i 17 miliardi di premi del ramo danni-non auto, sempre nel 2018, rappresentano una cifra irrisoria.

Più esposti, meno assicurati

Il presidente Fabio Panetta ha fatto anche un parallelismo con la situazione negli altri Paesi dell’Ue. L’Italia risulta più esposta ai rischi dovuti alle calamità naturali. Allo stesso tempo è la meno assicurata.

Più esposti ma meno assicurati

«Il caso delle catastrofi naturali è emblematico. L’Italia è nello stesso tempo il Paese europeo più esposto al rischio di terremoti e alluvioni e quello con la più alta quota di ricchezza, oltre due terzi, investita in case e immobili. Ciò farebbe presupporre che fosse anche il Paese con la più ampia diffusione di questo tipo di coperture, data l’elevata probabilità, soprattutto in più aree del Centro-Sud, di subire danni ingenti a un bene primario come l’abitazione -continua Panetta-. Nulla di tutto questo si riscontra sul nostro mercato assicurativo, dove appena il 2,4 per cento delle abitazioni è coperto da rischi relativi a catastrofi naturali. Per di più, la diffusione territoriale delle polizze è inversamente proporzionale all’esposizione al rischio».

In pratica ci si assicura di più dove si rischia meno.

Il nuovo portale

Da anni, al fine di stimolare la concorrenza tra le compagnie di assicurazione, Ivass ha realizzato un portale dove è possibile inserire i propri dati e quelli della propria auto o moto; con pochi click si ottengono in un solo foglio decine di preventivi elaborati dalle varie compagnie. Risparmiando tempo ed evitando di dover compiere la stessa operazione sui singoli siti.

Efficace ma piuttisto obsoleto e farraginoso in alcuni punti. Proprio per questo, presto sarà pronto il nuovo sito dell’Ivass dove si potranno confrontare i prezzi delle polizze Rc auto. Lo ha annunciato Fabio Panetta in un altro passaggio del suo intervento al convegno di Torino sul mercato assicurativo italiano.

In arrivo il nuovo portale Ivass per i preventivi sull’RC Auto

«E’ in corso di realizzazione da parte dell’Ivass un progetto fortemente innovativo, finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, per consentire di confrontare tutta l’offerta di polizze R.C.Auto» ha spiegato Panetta.

Stando alle anticipazioni, il nuovo sito sarà accessibile facilmente da qualunque tipo di ”supporto” (computer, tablet, smartphone), gratuito, pubblico e vincolante per tutte le imprese e gli intermediari, relativo a una copertura che, per legge, è la più diffusa e la più nota ai consumatori italiani.

Le previsioni

Il presidente Panetta ha ammesso che «Sarà difficile raggiungere l’obiettivo di innalzare il livello di copertura assicurativa nel nostro Paese se non migliorerà il livello di alfabetizzazione in materia finanziaria, oggi ancora molto basso».

In pratica, sappiamo poco di finanza e di assicurazioni, ci mancano molti concetti fondamentali. per questo – è stato detto durante i lavori di Torino – deve aumentare nella popolazione la capacità di comprensione dei concetti e dei rischi finanziari. E insieme, le competenze, la motivazione «e la fiducia in sé stessi finalizzata ad assumere decisioni finanziarie».

Fabio Panetta e Ignazio Visco © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

A dire che siamo poco preparati sulla materia sono i dati provenienti da indagini dell’Ocse. Sottolineano come l’Italia sia ancora arretrata in termini di competenze diffuse e di consapevolezza in campo finanziario da parte dei consumatori. Gli studenti italiani, in particolare, hanno meno esperienza su prodotti e servizi finanziari rispetto agli studenti degli altri Paesi.

L’ignoranza è un rischio. Sul quale però nessuno è disposto a stipulare assicurazioni.

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