Assunzioni alla Saf, il sindaco scrive al prefetto

PIERFERDERICO PERNARELLA

per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE

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Approda sul tavolo del prefetto il caso delle assunzioni a chiamata diretta alla Saf. A sollevarlo è stato il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco, che in un paio di lettere, inviate anche alla Prefettura, ha chiesto al presidente della società, Mauro Vicano, chiarimenti sui criteri con cui la Saf ha proceduto in questi ultimi due anni ad affidare incarichi professionali e a reclutare personale, soprattutto quello che è stato inquadrato con contratti a tempo indeterminato. Assunzioni, tutte, avvenute senza alcuna selezione o concorso. Dal 2015 ad oggi la Saf ha assunto in pianta stabile otto persone: 5 (operai) nel 2015 e 3 amministrativi nel 2016 (due legali e un addetto all’ufficio acquisti). Proprio queste ultime avrebbero fatto innescare la miccia. Vicano ha risposto al sindaco Donfrancesco e Il Messaggero ha letto il carteggio intercorso tra i due quest’estate. La prima missiva risale al 4 luglio e apparentemente sembra innocua. Il primo cittadino di Colfelice chiede al presidente della Saf nomi, tempi e modalità delle assunzioni e degli incarichi.

La risposta di Vicano arriva il 19 luglio e sebbene il sindaco di Colfelice non abbia fatto accenni alle presunte illegittimità delle procedure, il presidente della Saf si butta avanti e si sente in dovere di precisare che tutte le procedure sono state adottate «in assoluta conformità con i criteri ai quali si è da sempre conformata la dirigenza Saf».
Vicano quindi spiega i parametri in base ai quali sono state effettuate le assunzioni: «Verifica dell’effettiva sussistenza di particolari e acclarate esigenze aziendali di carattere tecnico e/o amministrativo; esame dei profili in base a validità e attinenza di titoli posseduti e delle competenze professionali documentate, subordinatamente al fattore cronologico di acquisizione delle domande o delle proposte di collaborazione».

 

SINDACO E LEGGI ALLA MANO

La risposta è stata soddisfacente? Secondo Donfrancesco no e lo scrive a chiare lettere in una nuova nota datata 30 agosto: i principi a cui si è attenuta la Saf, si legge, «non sono da ritenersi conformi alla normativa vigente». Il sindaco spiega che la sua attenzione al caso è stata indotta dalle «reiterate, ad avviso dell’amministrazione comunale giustificate, lamentele dei cittadini che ritenevano e ritengono illegittimi e discriminatori i criteri di assunzione e di attribuzione degli incarichi».

Il primo cittadino di Colfelice cita i riferimenti normativi che la Saf avrebbe violato: l’articolo 3 del decreto legislativo 30 del 2001 secondo cui, tra le altre cose, nelle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni devono essere rispettati i principi di «adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità». In pratica l’obbligo di una selezione pubblica. Cosa che nel caso della Saf non è stata fatta. A quei principi, ricorda ancora Donfrancesco, devono attenersi anche le società a partecipazione interamente pubblica, come Saf, in base a quanto disposto dall’articolo 18 del decreto legislativo 112 del 2008. A suffragio della propria tesi, il sindaco cita una sentenza del 2015 del Tribunale di Monza secondo cui le assunzioni a tempo indeterminato nelle società totalmente pubbliche, se effettuate senza concorso, sono da ritenersi illegittime e quindi nulle.

 

VICANO IRREMOVIBILE

Argomentazioni che tuttavia non scalfiscono le convinzioni del presidente Vicano che torna a rispondere a Donfrancesco con una lettera del 1 settembre. Vicano ribadisce che la Saf, pur essendo una società a capitale pubblico, «opera in piena autonomia e senza vincolo di dipendenza». Il presidente in merito alla normativa citata da Donfrancesco, quella sul reclutamento del personale nelle società pubbliche (articolo 18 del decreto legislativo 112 del 2008), scrive che «l’interpretazione che la condivisa giurisprudenza ha dato della norma non ha l’effetto di vincolare tutti gli enti strumentale della pubblica amministrazione stessa, ma solo quello di estendere alle società controllate i medesimi divieti e limiti alle assunzioni, al fine di evitare eccessi di spesa».

 

IL PUBBLICO COME IL PRIVATO

E quindi il manager aggiunge: «In assenza di un divieto alle assunzioni per la finalità di stabilità della finanza pubblica, non sussiste a carico della scrivente obbligo di osservazioni di particolari modalità procedurali in deroga a quelle assunzioni nelle società private».

Tradotto: se i conti della società sono a posto e ci sono margini finanziari per assumere, il reclutamento del personale, anche per i contratti a tempo indeterminato, può avvenire in maniera diretta, senza selezione di evidenza pubblica. Si può procedere a chiamata diretta, proprio come accade in qualsiasi altra società privata. Proprio come avrebbe fatto la Saf.

 

L’ONORE DELLE ARMI

In conclusione però Vicano sembra concedere l’onore delle armi della disputa epistolare al sindaco di Colfelice: «Si fa presente che, essendo prevista a breve l’adozione del modello organizzativo aziendale, nel prossimo futuro si terrà presente quando segnalato da codesto Comune».

 

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