L’attacco in Siria – Good bless syrians (di L. Marziale)

L'attacco in Siria. La prospettiva di Lucio Marziale: gli angloamericani onorano il loro impegno per la Pace nel mondo, mentre l'Italia si avvia a varare un governo succube delle satrapie Mediorientali

Lucio Marziale

Idee Controcorrente

È la seconda volta che gli USA inviano missili sul territorio siriano per bloccare l’uso di armi chimiche da parte del regime di Bashar al-Assad.

Non vi è dubbio che a Douma vi sia stato utilizzo di armi vietate dalla legalità internazionale.

La riprova di ciò sta proprio nel rituale moltiplicarsi di post che puntualmente compaiono sul web a confutare la realtà, sino ad affermare che si è trattato solo di una messinscena mediatica. Un film, insomma.

Del resto, anche lo sbarco sulla luna del 1969 trova convinti assertori di un film girato a Hollywood, mentre nessun dubbio che furono gli americani -aiutati dai soliti ebrei- a minare le Torri Gemelle nel 2011.

Ordinaria propaganda antiamericana e antinglese, laddove si salda la sete di vendetta verso chi smantellò l’Europa nazifascista con chi ancora perpetua la potenza comunista sovietica, e che oggi si chiama Vladimir Putin.

Intanto il popolo siriano è stato macellato, come lo fu quello iracheno.

E la fine di Assad è segnata, poiché non esiste nella storia un uomo rimasto vivo al comando dopo una guerra civile di tali dimensioni per numero di vittime e di profughi.

È solo questione di tempo, un po’ come quello che occorre per formare un Governo in Italia.

Inghilterra e Francia onorano il ruolo della civiltà europea, l’Italia si appresta a varare un Governo guidato dagli amici delle satrapie mediorientali e avversi al Patto Atlantico e al mondo libero occidentale.

La Russia ha sottovalutato Trump, snobbato anche dagli italiani, che intanto ha silenziato il regime nordcoreano e messo nuovamente e speriamo definitivamente in allarme il siriano Assad.

Ancora una volta, le speranze di vita e di libertà dei popoli sono nelle mani degli angloamericani, cui si aggiunge un Macron ormai vero e unico leader politico dell’Europa continentale.

Per l’Italia, priva come è di autentica forza politica e di senso di appartenenza, resta il solito ruolo di piattaforma di accoglienza degli ultimi e dei disperati.

God bless Siria.

 

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