Autorità portuale, salgono le quotazioni di Lucio Pavone

Gaeta potrebbe esprimere per la prima volta la massina espressione di governance dei tra grandi porti laziali, con Fiumicino e Civitavecchia assieme alla perla pontina. Lucio Pavone in pole per diventare Segretario Generale. La scelta cade nel momento in cui la holding Intergroup guarda alle coste sarde

Nel borsino le sue azioni stanno salendo. In fretta. Ed in maniera sempre più compatta. Gli esperti scommettono che dal primo settembre Lucio Pavone sarà il nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centro Settentrionale. Si tratta dell’ente che governa i tre principali porti del Lazio: Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia.

Cinquantadue anni, gaetano doc, dirigente della filiale cittadina dell’ex Autorità portuale del Lazio. Sopratutto, ombra fidata del suo presidente, l’avvocato romano Francesco Maria di Majo.

Macii va via, l’aria non le piace

Roberta Macii con il presidente Di Majo

Il nome di Pavone figura in cima ad un elenco di papabili in grado di rimpiazzare, almeno sino alla fine di novembre la dimissionaria segretaria generale Roberta Macii. Questo quando scadrà il primo mandato quadriennale dello stesso presidente.

La funzionaria dell’ex Autorità portuale di Livorno e Piombino ha deciso di andare via. Lo ha fatto dopo tre anni di conflittuale mandato quale massimo dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centro Settentrionale.

La decisione di prendere cappello e salutare è arrivata dopo un colloquio definito «franco, sereno e trasparente». Con chi? Con l’attuale numero uno di Molo Vespucci. Tra i due i rapporti non sono mai stati facili. Dal primo giorno in cui è iniziata la collaborazione tra il vertice politico e quello burocratico dell’ente.

Queste conflittualità hanno raggiunto nelle ultime settimane un punto di non ritorno. In particolare sulla gestione finanziaria dell’ente.

Lettera al ministro, ma Di Majo ha lavorato bene

La ministra Paola De Micheli

Gestione sulla quale, dopo i rilievi del Collegio dei Revisori dei Conti, si è inserito il sindaco leghista di Civitavecchia Ernesto Tedesco. Ha preso carta e penna e ha scritto una dura lettera al Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Lo ha fatto ufficialmente per chiedere “chiarimenti” circa l’abbandono della segretaria Macii. Ma sostanzialmente per sollecitare il commissariamento dell’Adsp di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Questo su richiesta di diverse componenti del centro destra locale e romano.

L’istanza difficilmente andrà in porto perché la governance di Di Majo, nonostante gli immancabili detrattori, ha superato indenne la fase sanitaria ed il lock down provocati dal Covid 19.

Al ministro De Micheli in questo delicato momento della portualità italiana non piacciono “ribaltoni”. La conferma è arrivata dalla gestione dell’ex Autorità portuale di Venezia, la più importante in Italia dopo quella di Genova. Il locale comitato di gestione è stato sì commissariato ma a svolgere questo ruolo è stato chiamato lo stesso presidente. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.

Il battage politico del papabile

LUCIO PAVONE

Perché Pavone è favorito nella mansione di “traghettatore” dell’Adsp? Semplice, nella rescissione consensuale del rapporto con la segretaria Macii il presidente di Majo si è impegnato. In cosa? A non ricorrere a dirigenti esterni per la sostituzione della funzionaria di Piombino.

Per evitare di incorrere negli eventuali ‘fulmini’ dei revisori dei conti e, di conseguenza, della Corte dei Conti, è orientato ad una scelta interna. Ripetendo cioè quanto avviene nel calcio con il mister della Primavera che sostituisce quello, appena esonerato, della prima squadra in serie A.

Pavone, che potrebbe essere il primo dirigente espressione del sud pontino alla segreteria dell’Adsp, è conosciuto per le capacità e qualità di fedeltà. Sotto ogni profilo.

In politica è considerato un storico luogotenente in provincia di Latina di Massimiliano Smeriglio. Cioè il parlamentare Ue che prima fu ‘vice’ di Nicola Zingaretti. Il dirigente della sede di Gaeta dell’Adps il suo contributo elettorale l’ha dato proprio alle regionali del febbraio 2018. Lo ha fatto candidandosi per la lista civica che portava il nome del candidato governatore, poi rieletto.

Sul piano professionale è considerato un “globetrotter” fin dai tempi in cui lavorava al Ministero delle Infrastrutture. Il presidente di Majo lo sa da sempre. Da quando gli ha affidato la guida della sede di Fiumicino, del controllo analogo della “Port Security” del porto di Civitavecchia ed il comando della filiale di Gaeta. Quindi coordinando le delicate fasi di completamento dei lavori di ampliamento e potenziamento e di rilancio del porto commerciale intitolato a Salvo D’Acquisto.

La freccia nell’arco di Pavone

IL PORTO DI GAETA

Pavone per assumere ad interim la segreteria generale dell’Adps senza alcun aggravio finanziario per l’ente ha una freccia pronta per essere scoccata. E’ quella dell’ottimo rapporto che ha instaurato con la base, gli operatori e le rispettive associazioni di categoria.

Di Majo ora ha poco meno di venti giorni per decidere per la sostituzione della sua ex segretaria generale. Che nell’accordo per togliere il disturbo ha concordato una buonuscita economica, stipendio garantito fino a novembre.

«Con grande rammarico e col nodo in gola lascio, alla fine di agosto, questo porto e questo ruolo. Non certo perché ho sottoscritto un atto che formalmente sterilizza un altro, ennesimo, potenziale contenzioso “all’attivo” di questa Amministrazione».

Macii: ecco perché lascio

«L’ho fatto perché la condivisione di intenti, visione ed indirizzi è elemento fondante e imprescindibile per la guida di qualsiasi azienda. E lo è a maggior ragione per un’azienda complessa e complicata come lo sono il porto di Civitavecchia e la gestione del sistema portuale del Lazio. Condivisione, che in alcuni momenti ho sentito e vissuto con l’entusiasmo che mi contraddistingue, che è venuta meno irrimediabilmente per entrambi».

Intergroup allarga gli orizzonti

Una delle navi della Intergroup

Intanto la più importante realtà economica ed imprenditoriale di Gaeta che gravita nel porto commerciale della città, “Intergroup”, sbarca anche in Sardegna. “Intergroup” ha recentemente rilevato una piattaforma logistica nel porto di Oristano che si aggiunge a quella di Cagliari in cui è operativa dal 2017.

E’ un gruppo di logistica integrato nato nel 1986. A tutt’oggi operante sull’intero territorio nazionale attraverso 9 piattaforme logistiche e presente dal 2016 anche con una branch a Londra. (leggi qui Arriva Frieda: Gaeta diventa regina del pellet in Italia).

La piattaforma logistica di Oristano, specializzata nell’handling e lavorazione delle rinfuse solide, sarà oggetto di significativi investimenti. Investimenti che ne ridisegneranno ed amplieranno il layout dei magazzini. Poi che raddoppieranno le linee e capacità produttive utilizzando cablature e logiche distributive supportate da sistemi IT di ultima generazione.

“Intergroup” è attiva nel settore del break- bulk, general e special cargo. Inoltre di servizi per navi ro pax. Il tutto con attività che vanno dai terminal Portuali, tra cui Civitavecchia e Gaeta, piattaforme logistiche distributive, packaging, trasporti internazionali e trading di commodities.

«Esprimiamo soddisfazione per l’operazione. Atto che è in linea con il progetto aziendale di aggregare realtà frammentate nel settore logistico portuale». Così ha commentato Pietro Di Sarno, Presidente del consiglio di amministrazione di Intergroup Holding.

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