Autostrada Roma-Latina, Toninelli gela Zingaretti: «Rifacciamo la Pontina»

Nulla dei fatto nell'incontro di oggi pomeriggio tra il governatore Zingaretti ed il ministro delle Infrastrutture. Al centro, l'autostrada Roma-Latina. Toninelli: non si sa quando finirà il braccio di ferro giudiziario. Nel frattempo ci riprendiamo la Pontina. E Anas la sistema.

La situazione è delicata. Bisogna aspettare i tempi per eventuali altri ricorsi alla magistratura. verificheremo insieme la possibilità di andare avanti per la realizzazione dell’autostrada Roma – Latina“. Nicola Zingaretti non fa i salti di gioia quando esce dal Ministero delle Infrastrutture.

Ha appena finito di parlare con il ministro Danilo Toninelli.Gli ha spiegato la situazione dell’autostrada Roma-Latina: il progetto finanziato, pronto a partire, convalidato dai giudici del Tar, bloccato alla fine dal Consiglio di Stato. (leggi qui Autostrada Roma-Latina, annullato il maxi appalto: tutto da ripetere)

 

Incontro utile

Ai taccuini dei cronisti, il governatore del Lazio affida frasi che un tempo venivano definite “interlocutorie”.

«Il ministro era molto informato. C’é la consapevolezza della delicatezza della situazione. Ora dobbiamo aspettare i tempi tecnici per permettere a chi ha vinto la gara di poter espletare, eventualmente, altri ricorsi. C’e’ l’impegno a vedersi appena questi tempi tecnici saranno superati. A quel punto verificheremo insieme come andare avanti, con le varie formule che sono possibili».

In sostanza, nulla. Nicola Zingaretti non incassa un no e considerato il clima è già un dato positivo. Che lo spinge a dire «Mi sembra ci sia un buon clima, sia di consapevolezza che di volontà di collaborazione. Siamo molto contenti».

 

Siamo realisti, facciamo la Pontina

La doccia fredda arriva in serata. Quando Danilo Toninelli sposta l’asse sulle posizione storicamente grilline. E cioè: meglio allargare la Pontina anziché realizzare la n uova autostrada Roma-Latina.

In serata il ministro annuncia che dal 1 gennaio 2019 la Pontina «tornerà sotto la gestione diretta dello Stato, attraverso Anas. A quel punto il Ministero avvierà tutti gli interventi necessari per la messa in sicurezza della strada».

Nel corso del faccia a faccia il Ministro ha evidenziato «la necessità di essere onesti e trasparenti sulle prospettive dell’opera in questione, sulla quale certo c’è una grande attenzione pubblica, ma su cui al contempo, stante la controversia giudiziaria in atto, né il Ministero né tantomeno altri soggetti possono in ogni caso essere in grado di annunciare una qualsivoglia soluzione».

Traduzione: caro Nicola, parliamoci chiaro, qui non si sa tra quanti secoli finirà questa serie di ricorsi e controricorsi. Nel frattempo, per non sapere né leggere né scrivere, porto avanti i lavori sulla Pontina e faccio contenti quelli della mia parrocchia. Con i quali avevamo preso questo impegno.

 

Non gettare la spugna

Nicola Zingaretti prima dell’incontro aveva rivendicato di avere combattuto «come un pazzo fino all’ultima sentenza del Tar. Ora non bisogna gettare la spugna, i 470 milioni del Cipe non si possono spendere in modo diverso».

Quell’opera è stata giudicata strategica per lo sviluppo economico del Lazio. Metterebbe in circolo circa mezzo miliardo di fondi per realizzare l’opera. Come intende recuperare la situazione il governatore: «superando il meccanismo del ‘project financing’ e aprendo una stagione per la costruzione con una società di costruzione in house. Così potremmo partire subito con gli espropri. Non arretriamo di un millimetro per dotare di questa infrastruttura la parte sud del Lazio, per costruire un grande rettangolo di autostrade».

 

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