Se la sciarpa gialloazzurra ti avvolge ancora in una favola (di E. Ferazzoli)

Nella serata in cui meno te lo aspetti torna la favola. Torna il Frosinone che conosci: non una squadra perfetta bensì una Squadra che non ha paura né di se stessa né dell’avversario, che se ne frega del palo preso a meno di 10’ dalla fine e continua a giocare come se il goal sia solo questione di tempo.

Elisa Ferazzoli

Giornalista in fase di definizione

L’hai messa in macchina di prima mattina, te la sei portata a spasso tutto il giorno. E mentre fingevi che fosse un martedì qualunque, più volte le hai lanciato un’occhiata rapida sorridendo e sospirando.

Hai sperato che la giornata passasse in fretta, che la routine di un martedì – che qualunque non era – ti distraesse da quel pensiero fisso. Ma solo quando hai avvolto la tua sciarpa giallo azzurra intorno al collo hai finalmente smesso di aspettare.

 

I turni infrasettimanali sono ossigeno puro per chi dopo il triplice fischio inizia a fare il conto alla rovescia. Ancora di più se si tratta di una trasferta. Non contano i chilometri, non conta se dormirai tre ore, non conta niente e neppure il risultato. Conta l’attesa, il viaggio con la tua famiglia adottiva, gli aneddoti da raccontare, l’odore delle gradinate umide, la tua squadra in campo.

 

Ieri al Partenio di Avellino c’era un settore ospiti contenuto nel numero ma dilagante nel tifo. C’era la doppia consapevolezza che saresti sì potuto uscirne con le ossa rotte e i sogni infranti, dopo i tre punti conquistati dal Parma ad Ascoli la sera prima, ma che in nessun caso avresti rimpianto quei 90’. Il lupo se ne stava lì di fianco pericoloso e non a distanza di sicurezza come quando a inizio campionato calpestavi la curva sud in attesa dello Stirpe. Con le sue fauci spalancate a ricordarti che nelle storie è lui quello che di solito spazza via con una sbuffata le case di paglia, che divora tutto e tutti, sogni compresi.

 

Invece, nella serata in cui meno te lo aspetti torna la favola. Torna il Frosinone che conosci: non una squadra perfetta bensì una Squadra che non ha paura né di se stessa né dell’avversario, che se ne frega del palo preso da Citro a meno di 10’ dalla fine e continua a giocare come se il goal sia solo questione di tempo.

Torna l’urlo liberatorio per un gol di Dionisi su azione, torna la falcata di Paganini, torna il secondo posto in solitaria.

Per chi tifa col cuore stasera tutto torna.

E mentre rientrando a casa sorridi da solo a Dionisi, a Konè, alla classifica, a una notte che non dimenticherai mai, ti sfili la sciarpa, la stringi ancora un po’, la sistemi al solito posto e già pensi a lunedì.

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