Il regalo di Babbo Abbruzzese a Carlo snellissimo (di M. Molisani)

Strilli in municipio a Cassino. E Babbo Abbruzzese accontenta il sindaco regalandogli un capo segreteria. Niente regali all'assessore Verde: costano troppo

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

LO HA SENTITO ANCHE CHI NON C’ERA

Sono stufo! Devo sempre correre a mettere le pezze da tutte le parti. In questa amministrazione c’è molta incompetenza”: lo ha detto a chiare lettere CMD’A, al secolo Carlo Maria D’Alessandro, non più snellissimo (capita, quando si molla la dieta) sindaco di Cassino per grazia di Dio e volontà di Mario Abbruzzese. 

Lo ha ribadito in queste ore. Ancora una volta, sbattendo i pugni sul tavolo e facendo riecheggiare in tutto il municipio, il suo possente registro da baritono.  Insomma,  facendosi sentire anche da chi non c’era.

 

E RESTA AL BUIO PURE PAOLA VERDE

Avrà forse strillato per le bollette? La riccioluta professoressa di Benevento Paola Verde, assessore per grazia di Dio e volontà di Mario Abbruzzese, da mesi lavorava ad una delibera  che prevede interventi di ammodernamento sull’impianto di illuminazione pubblica.

Come una bambina da tenere buona durane una cena dei “grandi”, l’assessora Verde era stata lasciata a giocare e immaginare un giocattolo troppo costoso da comprare. Così, quando ormai tutto sembrava fatto e la piccina è arrivata con il suo giocattolo davanti alla cassa, amici e genitori le hanno detto di non avere i soldi.

Qualcuno sostiene che abbia fatto i capricci. Altri, più correttamente, riconoscono che i pugni sbattuti sul tavolo della sala Giunta erano più che giustificati. Non lo erano gli sguardi bassi. Facile intuire di chi.

In attesa del Consiglio Comunale prenatalizio, nella letterina dell’assessore Paola Verde c’è la richiesta a Babbo Comune dei fondi necessari alla stipula della convenzione con la Consip.

Chissà se per la prof riceverà il regalo o se troverà solo un pacco vuoto. Ma il vento di burrasca tira forte tra i corridoi del Palazzo.

 

PERDI TEMPO IN RICEVIMENTI

L’eco delle parole fuoriuscite dalla bocca di Carlo non più snellissimo D’Alessandro,  gigante con lo zainetto, sospinte da un Benedetto venticello, sono arrivate addirittura al fine orecchio del  Commander in Chef, Mario Abbruzzese intento nel suo studio a sfogliare elenchi di contatti per far partire la sua possente macchina elettorale.

Pochi minuti dopo M.A. è già nella stanza di Carlo non più snellissimo D’Alessandro. Con le gambe accavallate e sigaro spento in bocca, si spazzola via la forfora dal colletto della giacca, come per distrarre l’avversario, prima di affondare la stoccata.

«Caro Carlo qui non è un problema di competenza è una questione di organizzazione. Se tu passi le giornate a fare ricevimento ed a perdere tempo con i cittadini, come potrai mai pensare ad un progetto serio per la città?».

CMD’A osserva il commander in silenzio senza replicare. Nemmeno a lui è consentito contraddire il supremo. «Comunque  – argomenta ancora M.A.facciamo finta che tu abbia ragione. Cosa occorre secondo te per dare una svolta a questa amministrazione?».

Con gli occhi lucidi per la gioia, Carletto con lo zainetto enuncia felice: «Ho bisogno di una persona che gestisca la mia Segreteria, quella politica. Uno che faccia da filtro con i consiglieri, che prepari le carte e che abbia un’agenda delle priorità».

Chi? Incalza il commander in Chef.

«Vincenzo Marrone. Un uomo di cui mi fido ciecamente e che ha un ottimo rapporto anche con te».

 

ALTRE ORECCHIE PER IL COMMANDER

M.A. sorride, non gli sembra vero. Infatti, anche questa soluzione a lui sembra soltanto un palliativo e non un intervento risolutivo per far ingranare almeno la prima a un amministrazione che da un anno e mezzo sta in “folle”.

Ma è un brodino caldo che a lui va benissimo. Sa che così avrà a disposizione un altro paio di occhi e di orecchie all’interno di Palazzo De Gasperi. Insomma ora non gli potrà veramente più sfuggire niente. Dovrà soltanto far collimare l’attività di Benedetto largo al factotum Leone, con il nuovo capo staff.

Perché a tutti gli effetti, il buon Vincenzo Baciamo le Mani Marrone prenderà il posto vacante lasciato dal nuovo sindaco di Piedimonte San Germano per delega e benedizione di Mario Abbruzzese:  Gioacchino il silente Ferdinandi.

 

 

LE CAMBIALI ELETTORALI

Per la cronaca, e prima che piova l’interrogazione di Enzo calcolatrice Salera,  è  opportuno avvertire che Vincenzo Baciamo le Mani Marrone non percepirà un euro per il lavoro che andrà a svolgere. Perché? I contratti di collaborazione a disposizione per la segreteria del sindaco sono già stati tutti assegnati.

Com’è possibile? Non avanzavano ancora due caselle da coprire? Non più. Per pagare alcune cambiali elettorali e cercare di rimediare alle carenze di personale dell’area tecnica, lo scorso giugno sono stati chiamati – come staff fiduciario del sindaco, quindi senza troppe selezioni – due stimati ingegneri di cui uno dell’ala a cui fa riferimento Claudio Trotta, rimasto ancora in attesa di uno scranno in consiglio comunale.

Povero Claudio. Il Tar gli ha dato torto: ha detto che Sarah Grieco aveva più preferenze. Barbara Di Rollo è stata impallinata sulla via della presidenza Saf e quindi non s’è più dimessa per liberare lo spazio a lui. Ora Claudio aspetta fiduciosamente che qualcuno si tolga dai piedi. Nel frattempo però, le cambiali politiche gli vengono regolarmente quietanzate.

Sorge però un dubbio, di natura giuridico – amministrativa. Se non avrà un ufficiale rapporto di collaborazione con l’ente, Vincenzo Marrone come potrà sbrigare pratiche, interloquire con i consiglieri e preparare documenti per nome e per conto di Carlo non più snellissimo D’Alessandro?

 

IL DONO DI BABBO ABBRUZZESE

Anni trascorsi a fare il dirigente del Catasto, oltretutto decorato come il più efficiente nel Lazio, a qualcosa sono serviti. Infatti, CMD’A ha trovato una soluzione. «Lo abbiamo inserito nel comitato per l’attuazione del programma elettorale» ha rivelato ai più intimi.

Basterà questa nomina per abilitarlo? Chi vivrà vedrà.

Intanto il gigante con lo zainetto se ne torna a casa soddisfatto. Babbo Abbruzzese gli ha appena lasciato sotto l’albero un pacco regalo non da poco.

Ma attenzione c’è sempre la Befana con la cenere e il carbone.

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