Balena bianca a cinque stelle: il nucleo storico di Grillo conquista il Parlamento

Il nucleo storico di Frosinone del M5S conquista in blocco il Parlamento. E si prepara a passare dalla fase di protesta a quella di proposta e di governo. Nella quale rischia di avverarsi la previsione di Bersani. Che paragono il M5S alla Dc. Ecco perché.

Il gruppo storico, il nucleo fondatore del Movimento Cinque Stelle in Ciociaria, arriva compatto in Parlamento. Ilaria Fontana con un’impresa inimmaginabile: battere Mario Abbruzzese, plenipotenziario di Forza Italia, nel suo collegio cassinate. A casa sua. Luca Frusone con una conferma scaturita da una prova di forza nella compilazione delle liste: primo nel collegio plurinominale della Camera, quello che racchiude le province di Frosinone e di Latina. Enrica Segneri favorita dalla vittoria della Fontana nell’uninominale, ma comunque lei è sempre stata lì. Nel 2012 accettò una candidatura di servizio alla carica di sindaco di Frosinone.

Giovani, pentastellati, con una militanza di lotta alle spalle. Ora si preparano alla fase di governo. Beppe Grillo ha detto, tra il serio e il faceto, che i Cinque Stelle vincono perché sanno adattarsi, che sono un po’ come la Democrazia Cristina, che c’è chi guarda a sinistra e chi a destra. Luigi Di Maio “tenta” l’ala antirenziana dei Democrat e assicura che non disdegnerà un confronto con tutti.

Il primo a paragonare il Movimento Cinque Stelle alla Democrazia Cristiana fu Pierluigi Bersani nel 2013. Quell’intuizione ha rappresentato una sorta di “sindrome di Cassandra”. Aveva ragione Bersani, nessuno gli ha creduto però, la sinistra si è dissolta, il centrodestra è resuscitato e i Cinque Stelle continuano a crescere.

Ma esiste il paragone con la Dc? Dal punto di vista elettorale sì: il sostanziale 33% di oggi vale perfino il 40% della Dc in un sistema totalmente proporzionale. La Democrazia Cristiana era un partito cattolico, moderato, centrista, diviso in correnti e guardava a sinistra. Un partito capace di sviluppare alleanze anche quando non ne aveva bisogno.

I Cinque Stelle contengono tutto e il contrario di tutto. Finora non hanno fatto alleanze su nulla. Al loro interno hanno diverse correnti, ma non lo sottolineano. Beppe Grillo è l’unico vero leader, anche se Luigi Di Maio ha saputo smarcarsi in questa campagna elettorale.

I provvedimenti simbolo dei pentastellati saranno tre se riusciranno ad ottenere l’incarico di formare il governo: reddito di cittadinanza, dimezzamento delle indennità di senatori e deputati, abolizione della legge Fornero. Il punto sono i conti dello Stato.

Intanto però il paragone con la Dc rassicura gli industriali e Sergio Marchionne ha detto di non essere affatto preoccupato da un’ipotesi di governo dei Cinque Stelle. Aggiungendo: “Abbiamo visto di peggio”.
 Dalla Balena Bianca all’ex popolo del “vaffa”. Da Giulio Andreotti a Beppe Grillo. Dallo scudocrociato al colore giallo. E’ tutto vero: siamo in Italia.

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