Natalia vince le elezioni nelle quali è vero tutto e anche il contrario

I risultati del turno di Ballottaggio nella notte hanno consegnato i nuovi sindaci. E molti dubbi. Perché per ogni chiave di interpretazione del risultato ce n'è una esattamente opposta maturata in un altro Comune vicino

Non c’è una regola. Nessun denominatore comune che possa unire i risultati del ballottaggio andato in scena ieri in otto centri del Lazio, riconvocando alle urne mezzo milione di elettori. Per ogni risultato ce n’è uno uguale e contrario che dice l’esatto opposto del primo.

 

I risultati opposti

L’avvocato Daniele Natalia è il nuovo sindaco di Anagni: il giovane politico di vecchio corso ha battuto il candidato civico. La professoressa Paola Villa è la prima donna sindaco nella storia di Formia: la candidata civica ha sbaragliato l’avvocato sostenuto dalla politica.

Il Movimento 5 Stelle vince a Pomezia con Adriano Zuccalà: senza Fucci, dimostrando che era il cavallo ad essere vincente e non il fantino. A Roma però la seconda bandiera stellata viene ammainata in due settimane: al III Municipio (grande quanto Parma) ha vinto il candidato del centrosinistra Giovanni Caudo ex assessore di Ignazio Marino, dimostrando che il cavallo da solo non basta.

Esterino Montino ed Orlando Pocci sono i sindaci di Fiumicino e Velletri, dimostrando che il Partito Democratico c’è e vince quando usa la formula Zingaretti. Quando si spacca invece finisce come a Viterbo: dove il nuovo sindaco è Giovanni Arena (centrodestra).

Ad Aprilia si conferma il sindaco uscente, il civico Antonio Terra ribaltando la regola secondo cui l’amministrazione che cade non viene rieletta.

 

Il fattore Casapound

Sono state elezioni amministrative vere. Nelle quali la politica ha contato poco: sono stati i sindaci con la loro credibilità a fare la differenza.

Ad Anagni ad esempio Daniele Natalia ha vinto ma Daniele Tasca non ha perso. Il funzionario della Regione è sceso in campo appena quaranta giorni fa contro un avversario esperto e navigato. Ma non è stato questo a pesare. I messaggi lanciati in questi giorni dai poli esclusi dal voto sono stati chiari: con Tasca c’era Casapound, più a destra della destra Salviniana a sostegno di Natalia. Per impedirgli la vittoria, i numeri dicono che parte del centrosinistra si è turato il naso ed ha votato dall’altra parte.

Solo le prossime ore diranno se in quella vittoria c’è anche qualche stella grillina, in ossequio al patto di governo nazionale.

Un dato è certo: in quella vittoria c’è qualche stella di Franco Fiorito. Che stesse dalla parte di Natalia, senza se né ma, è stato chiaro dall’inizio. Con discrezione. Ma un ruolo lo ha giocato. Non per tornare in amministrazione. Ma in politica si.

 

Il fallimento della politica

Il tramonto della Seconda Repubblica è andato in scena in riva al mare di Formia. La professoressa Paola Villa è il più genuino prodotto civico: sganciata dai Partiti, non ha nulla di ideologico nel suo programma. Solo concetti amministrativi.

In questi quindici giorni di ballottaggio il centrodestra l’ha attaccata. Facendole un favore: perché le ha consentito di dire: “Ma l’ospedale cittadino è di destra o di sinistra? Tagliare l’erba e fare la manutenzione è di destra o di sinistra?

Colpiti, affondati e mandati a casa. A questo va aggiunto che il centrodestra si è presentato diviso: se fosse stato unito, i numeri dicono che avrebbe chiuso la partita al primo turno. È stato un fallimento della politica.

 

Il potentissimo cavallo a Cinque Stelle

A Pomezia la vittoria di Adriano Zuccalà rappresenta un punto fisso nel ragionamento politico. Esattamente opposto a quello fissato a Parma. È il Movimento ad essere vincente e non chi lo capeggia. Fabio Fucci si era ribellato al regolamento del Movimento e si era ricandidato. Perdendo.

Le pessime esperienze fatte negli anni precedenti con la politica tradizionale hanno segnato l’elettorato.

 

Ma senza fantino non si vince

Le elezioni nel III e nell’VIII Municipio di Roma sono state votazione di medio termine per la sindaca Virginia Raggi. Un paio di anni fa in quei Municipi aveva spopolato. Le sue mini amministrazioni sono andate a zampe all’aria.

Ora sono tornati al centrosinistra. Che ha applicato la lezione Zingaretti.

Che è quella vecchia della sinistra italiana: includere sempre, perché è solo uniti che si vince.

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