Banane e cetrioli: così si combatte la guerra (mediatica) dei rifiuti in Ciociaria

Sindaci e responsabili politici parlano solo alla pancia degli elettori. Il Pd lascia soli Zingaretti e Migliorelli, l’opposizione si oppone e basta. L’obiettivo è “bombardare il quartier generale” della Saf. La conseguenza sarebbe l’emergenza rifiuti non solo a Roma ma anche in Ciociaria. Ma nessuno se ne cura

Una classe politica, quella ciociara, che si preoccupa soltanto di parlare alla “pancia” dei cittadini, nella speranza di guadagnare qualche voto. O soprattutto, di non perderlo. Con i tempi che corrono sono tutti in discussione.

Sulla vicenda dei rifiuti di Roma, ancora una volta è scattata la rincorsa al sorpasso e al controsorpasso nel circuito della logica “contro”. Diversi aspetti vengono saltati con una non chalanche sorprendente.

Intanto la Regione Lazio ha esercitato i poteri sostitutivi per evitare un’emergenza ambientale, igienica, sanitaria, di decoro. Il Comune di Roma, guidato dalla sindaca Virginia Raggi (Cinque Stelle) non sa fare altro che confidare nell’intervento del Governo per salvare i conti della Capitale (salva Roma) o per far raccogliere, trattare e smaltire da altri impianti quantità enormi di immondizia che hanno sfregiato per sempre il volto della Città Eterna agli occhi internazionali. (leggi qui)

In questo contesto, il centrodestra contesta Nicola Zingaretti. Ma un’opposizione che non sa fare altro che opporsi, può davvero candidarsi a guidare una Regione come il Lazio?

Il Partito Democratico della provincia di Frosinone non soltanto non dice nulla per sostenere la linea di Zingaretti (piccolo particolare: è il segretario nazionale del Pd) o per appoggiare la presa di posizione del presidente della Saf Lucio Migliorelli, ma addirittura “bombarda” la decisione di smaltire i rifiuti negli altri impianti del Lazio, in particolare in quelli ciociari.
Come si dovrebbe affrontare l’emergenza? E’ davvero possibile opporsi alla decisione presa dalla Regione con strumenti diversi dal ricorso al Tar? Domande alle quali nessuno risponde. L’importante per i sindaci e gli amministratori locali è far vedere ai propri elettori che c’è la contrarietà ai rifiuti romani.

Il presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo (numero uno anche dell’Upi Lazio) è un elemento di punta del Pd. Scrive: “Basta rincorrere le emergenze, è arrivato il momento di programmare un nuovo modello di gestione del ciclo dei rifiuti rispettando i territori e  la dignità e la salute dei cittadini che lo abitano. Nelle prossime ore provvederò a rappresentare direttamente al Presidente Zingaretti le preoccupazioni della province del Lazio e chiederò,  pur comprendendo l’esigenza di intervenire da parte della Regione, di riconsiderare i tempi e le modalità del provvedimento adottato invitando al contempo ad un  coinvolgimento diretto dei territori”.

E ancora: “Abbiamo una grande opportunità davanti a noi, sfruttiamola: quella della redazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Ogni provincia, Roma compresa, deve avere l’obbligo di chiudere il ciclo della gestione dei rifiuti a livello territoriale, il che significa dotarsi di impianti adeguati, non gravando sulle popolazioni di altre aree della Regione. Condividerò con i Sindaci e gli amministratori, coinvolgendo anche le altre province, il percorso da seguire per mettere la parola fine ad una situazione non più tollerabile ed evitare di essere complici del disastro Raggi”. 

In sostanza è un appello a Zingaretti ad evitare che la Raggi arrivi sistematicamente “sotto emergenza”. Ma intanto Pompeo mette all’angolo il presidente della Regione e segretario nazionale del Pd.

Domenico Alfieri, sindaco di Paliano e segretario provinciale del Pd, si dice pronto a tutto pur di evitare che i rifiuti trattati vengano poi smaltiti a Colleferro. (leggi qui Rifiuti da Roma, le province del Lazio insorgono e dicono no)

Due posizioni, quelle di Antonio Pompeo e Domenico Alfieri, che suonano come un tana libera tutti all’interno del Pd.

Sull’altra “corrente”, silenzio assoluto di Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Sara Battisti. Forse era il caso di provare a spiegare la posizione di Zingaretti, magari difendendola. Magari provando anche a sostenere il ragionamento del presidente della Saf Lucio Migliorelli, il quale ha spiegato che a Colfelice non arriverà la frazione organica (cioè la parte che fermenta e puzza, trattata ora a Padova) e che gli “scarti” dei rifiuti di Roma non resteranno in provincia di Frosinone: non verranno interrati nelle nostre discariche e quindi non ci sottrarranno suolo.

Dunque, non ci saranno disagi per i cittadini della Ciociaria. Ma niente, quando divampa il sacro fuoco del populismo viene travolto tutto. Perfino il Segretario Nazionale del Partito può essere oggetto di un attacco politico concentrico.

Sull’altro versante, quello del centrodestra, va dato atto al vicecoordinatore regionale Gianluca Quadrini (Forza Italia) di aver piantato la prima bandierina: “Non siamo la discarica di Roma, non vogliamo più sentire la puzza dei loro rifiuti”. Dichiarazione forte ed efficace mediaticamente. Molto. Il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli (FI) non ha voluto essere da meno.

Mentre il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani (Lega) vuole vedere se ci sono le condizioni per “bombardare il quartier generale”. Una posizione maoista così argomentata: “I sindaci e i Comuni della provincia di Frosinone, alla prossima assemblea della Saf, siano coerenti e votino no ai rifiuti provenienti da Roma – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani. A cosa serve? Nella logica di Ottaviani serve a rendere chiaro che i Comuni sono contrari, a ribadire il principio che ogni territorio deve rendersi autosufficiente nella gestione dei rifiuti, evidenziare che Roma ha i soldi per percorrere la via alternativa del trasferimento all’estero delle proprie immondizie. Obiettivo chiaro: mandiamo in minoranza i vertici della Saf all’assemblea dei soci del 18 luglio, non approvando il consuntivo.

Danilo Magliocchetti, capogruppo di Forza Italia al Comune di Frosinone, scrive: “oltre alle legittime e sacrosante proteste manifestate dalla politica e dai sindaci del territorio, è necessaria anche un’azione concreta e corale. Il presidente della provincia, quindi, convochi subito l’assemblea dei Sindaci e si faccia dare mandato pieno per impugnare davanti al Tar, da parte della provincia e di tutti comuni del territorio, la ormai famosa ordinanza, chiedendone l’annullamento e la immediata sospensione dell’efficacia“.Come dire: lasciamo il “cetriolo” a Pompeo e al Pd.

Mentre Vincenzo Iacovissi, segretario provinciale del Psi, afferma: “Rifiuti romani in terra ciociara. La cosa che più stupisce dell’ordinanza della regione Lazio che dispone il trattamento coatto della spazzatura di Roma nelle altre province non sta solo nella capacità degli impianti coinvolti, Colfelice e Roccasecca, bensì sul segnale politico che esprime. Una provincia che vive da decenni una grave emergenza ambientale viene obbligata a risolvere problematiche e inefficienze altrui, senza neanche una preventiva consultazione. Sarebbe stato preferibile esonerare la Ciociaria da questo ulteriore onere, perché un territorio che attende da troppi anni una seria bonifica non può fare da stampella alle incapacità politiche, gestionali e relazionali dei qualunquisti a cinque stelle“.

Alla fine posizioni diverse dialetticamente ma uguali nella sostanza: far vedere ai cittadini che si è contro. Anche a costo di bocciare il conto consuntivo della Saf.

Quello che davvero stupisce (e avvilisce) è che nessuno considera un fatto ovvio: il circuito ciociaro dell’immondizia funziona alla perfezione da anni e questo territorio non ha conosciuto l’emergenza. Mandare a gambe all’aria la Società Ambiente Frosinone produrrebbe l’emergenza rifiuti in Ciociaria. Con la differenza, rispetto a Roma, che nessuno ha il peso politico per poterla risolvere.

Intanto però si agitano banane (come allo stadio) e si promettono cetrioli.

Lucio Migliorelli ha scritto: “Purtroppo profetizzare soluzioni di gestione del ciclo dei rifiuti basate su logiche del tipo “rifiuti zero” o teorie simili genera i disastri che hanno ricondotto la nostra Capitale allo spettacolo indecoroso di questi giorni”. Qualcuno ha avuto modo di leggerlo?

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