Bandierina delle mie brame, chi è il più visibile del reame?

Uno statista guarda alla prossima generazione, non alla prossima elezione”: l’insegnamento di Alcide De Gasperi è quantomai attuale. Di statisti non ce ne sono più a livello nazionale, figuriamoci sul piano locale.

Le tante reazioni all’articolo sui Gattopardi (leggi qui) dicono che abbiamo centrato il punto. I giornalisti raccontano le situazioni e le analizzano, ma è la politica deputata a decidere e a provare a cambiare le cose.
La provincia di Frosinone ha meno peso politico rispetto al passato, questo è evidente. Altrimenti non subirebbe ipotesi di accorpamenti (sempre a vantaggio di Roma o di Latina) un giorno sì e l’altro pure.

Altrove il Dea di secondo livello è previsto, lo faranno. Dalle nostre parti si parla, si ipotizza, ma non si realizza. A presentare interrogazioni, mozioni e interpellanze sono spesso senatori, deputati e consiglieri regionali, i quali in realtà hanno a disposizione mezzi diversi per poter imprimere un’accelerazione. Invece l’obiettivo è quello di piazzare la bandierina.

Sul servizio idrico da quanti anni c’è la contrapposizione politica tra centrodestra e centrosinistra? Ha ragione chi oggi dice che alla fine il risultato finale è che aumentano le bollette e a pagare sono i cittadini. L’assemblea dei sindaci, quando tra pochi giorni dovrà esprimersi sulla proposta di risoluzione della convenzione, dovrebbe discutere sulle conseguenze che andranno a riverberarsi sulla gente. Non su chi è più “avversario” di Acea.

Stesso discorso sul piano dei rifiuti e sull’individuazione di una nuova discarica.

Se si guarda sempre e soltanto alla prossima elezione, il territorio non crescerà mai. Fra l’altro le generazioni giovani se ne stanno andando. La libera stampa ha il dovere di raccontare.

La politica dovrebbe agire, non chiacchierare dei massimi sistemi.

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