Bankitalia: «Il Lazio cresce, recuperati i posti di lavoro, tornati gli investimenti»

La Banca d'Italia pubblica i dati sull'economia del Lazio. Recuperati i posti di lavoro, sono tornati gli investimenti, si torna a comprare casa ed a fare rate per auto ed elettrodomestici. La Regione: Giuste le nostre politiche

Aumentano gli investimenti e cresce l’occupazione nel Lazio. A dirlo sono le cifre presentate oggi da Bankitalia. Ha fornito i dati sull’economia regionale, disegnando una situazione in espansione nel 2017 con l’aumento degli investimenti e la crescita degli occupati.

I numeri di Banca d’Italia dicono che le imprese vedono più possibilità di investimento nel Lazio, il turismo ha segnato un aumento del 2,3%, mentre il tasso delle esportazioni (+17,2%) conferma la vitalità di segmenti come automotive e farmaceutica. Molto vitale anche il settore manifatturiero in cui cresce l’integrazione con i mercati di sbocco.

 

Le imprese

Dai numeri forniti da Bankitalia emerge che il miglioramento congiunturale ha interessato tutti i settori. Una sola eccezione: le Costruzioni, lì permangono segnali di debolezza.

Il forte aumento delle esportazioni ha trainato al rialzo gli indicatori. Su questo capitolo, la provincia di Frosinone ha recitato la parte del leone: Fca Cassino Plant ha contribuito in maniera decisiva con le produzioni di Giulia e Stelvio, così come tutte le industrie del polo Chimico – Farmaceutico di Anagni – Latina. Un altro grande contributo è arrivato dalle aziende dell’aerospaziale lungo l’asse Anagni – Roma.

Il comparto dei servizi è stato favorito dal buon andamento dei flussi turistici e dal consolidamento della spesa per i consumi.

Bankitalia rileva che l’attività di investimento si è rafforzata, soprattutto per le imprese della metalmeccanica e quelle di medie dimensioni. Una boccata d’aria fresca è arrivata dalla congiuntura favorevole, del basso costo del denaro e dagli incentivi messi a disposizione dal Governo.

I prestiti alle imprese, pressoché stazionari nel corso dell’anno, sono tornati a diminuire negli ultimi mesi del 2017.

La flessione dei finanziamenti riflette alcune operazioni straordinarie di grandi aziende della regione, al netto delle quali il credito al tessuto produttivo sarebbe rimasto stabile.

Per Bankitalia, le politiche di offerta delle banche sono caratterizzate da condizioni nel complesso distese ma rimangono selettive: i prestiti sono cresciuti per le aziende meno rischiose mentre si sono ridotti per quelle che presentavano livelli di rischio più elevati.

 

 

I posti di lavoro

Siamo tornati ai livelli prima della grande crisi. Nel 2017 gli occupati nel Lazio sono aumentati più della media nazionale. Anche in questo caso, la crescita ha interessato tutti i comparti ad eccezione delle Costruzioni.

C’è stato un netto aumento dei posti di lavoro a tempo determinato. Le assunzioni hanno riguardato il personale esperto: in media con almeno 44 anni di età.

Il tasso di occupazione, dato dall’incidenza degli occupati sulla popolazione in età da lavoro, è tornato ai livelli di prima della crisi e il tasso di disoccupazione è ulteriormente diminuito.

 

Le famiglie

Più posti di lavoro significano più contante che circola, più spese, più economia. Scrive nella sua relazione la Banca d’Italia che «Il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro ha influito positivamente sul reddito e sui consumi delle famiglie».

Spendiamo di più. Ma l’aumento era stato più netto lo scorso anno.

Si muove il mercato immobiliare: la gente è tornata a cercare casa. È aumentato il numero di compravendite ed i prezzi sono rimasti stabili. I bassi tassi d’interesse hanno favorito la domanda di mutui delle famiglie, in ampliamento soprattutto nella prima parte dell’anno.

Le famiglie hanno indirizzato gli investimenti verso i prodotti del risparmio gestito. Ed hanno ripreso a comprare le cose facendo rate: segno che c’è fiducia nel futuro e nella capacità di onorare quelle rate.

Il debito delle famiglie in rapporto al reddito rimane stabile, sui valori di inizio decennio, ma superiore alla media nazionale: la causa p il maggiore indebitamento finalizzato all’acquisto della prima casa.

 

 

Il mercato del credito

Nel Lazio, alla fine del 2017 il credito al settore privato non finanziario (famiglie e imprese) è lievemente diminuito: la dinamica positiva dei prestiti alle famiglie è stata bilanciata da quella negativa dei finanziamenti alle imprese.

La qualità del credito bancario è ancora migliorata: il flusso di nuovi prestiti deteriorati sul totale dei prestiti è ulteriormente diminuito per le imprese ed è rimasto su valori storicamente contenuti per le famiglie.

La quota dei crediti deteriorati rimane elevata, ma si sta contraendo per le dismissioni delle sofferenze dai bilanci bancari. È proseguita la riduzione del numero di banche con sede nella regione, in seguito alle aggregazioni delle banche di credito cooperativo.

 

La finanza pubblica

Nel periodo 2014-16 è proseguito il calo della spesa corrente e in conto capitale delle Amministrazioni locali. Ciononostante la spesa pro capite continua a collocarsi su un livello superiore alla media.

Alla diminuzione della spesa corrente ha contribuito per circa il 40 per cento la riduzione delle spese per il personale.

Nello stesso periodo gli investimenti fissi lordi, che rappresentano gran parte della spesa in conto capitale delle amministrazioni locali, si sono pressoché dimezzati, attestandosi a circa un miliardo di euro.

 

Strategie regionali hanno funzionato

«Sono tutti indicatori che confermano la validità della strategia di sviluppo della Regione Lazio: un’azione che negli ultimi anni è stata basata sull’aiutare le nostre produzioni a internazionalizzarsi e aprirsi nuovi mercati» ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella.

L’assessore ha anche posto l’accento sulla competitività del tessuto imprenditoriale che nel Lazio è cresciuta. Un risultato ottenuto grazie ad un maggior dialogo tra mondo della ricerca e delle imprese.

Sulla promozione dei valori dell’innovazione e della creatività, l’assessore ha evidenziato che la Regione Lazio continuerà con determinazione a puntare su scuole e università. «C’e’ un impegno della politica preciso; ci sono risorse europee disponibili, atti di programmazione che danno un quadro di investimento per i prossimi anni, una piena sintonia con il mondo dell’Universita’ e con quello dell’Impresa».

 

 

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