Barillari via al procedimento La difesa: “Sono colpevole ma di coerenza al M5S”

Davide Barillari è sotto procedimento dei probiviri del Movimento 5 Stelle. È stata chiesta la sua espulsione dal Partito. Lui invia una lettera di controdeduzioni. In cui si dichiara colpevole "ma di coerenza verso il MoVimento"

I probiviri del Movimento 5 Stelle si sono messi al lavoro. Hanno avviato un procedimento disciplinare nei confronti del consigliere regionale Davide Barillari. Stanno esaminando la sua posizione. Rischia l’espulsione. A confermarlo è stato lo stesso consigliere, che nel 2013 sfidò Nicola Zingaretti per la guida della Regione Lazio. «Mi è arrivata una lettera dei vertici del Movimento 5 Stelle in cui mi avvisavano che è stato avviato nei miei confronti un procedimento disciplinare, cioè espulsione, sollecitato da Roberta Lombardi».

Davide Barillari con Roberta Lombardi. Foto © Stefano Carofei, Imagoeconomica

I rapporti tra Davide Barillari e la sua capogruppo in Regione Lazio sono da tempo ridotti allo zero. Lei è la Golda Meir del MoVimento, l’impietosa autrice del massacro in diretta streaming su Pier Luigi Bersani, la pragmatica guardiana della coerenza pentastellata: Roberta Lombardi è colei che ha detto si al dialogo con Nicola Zingaretti ed il suo centrosinistra ma a condizione di non varcare il confine dell’opposizione, di mettere alla luce del sole il loro confronto sulle parti coincidenti tra i loro diversi progetti politici. In questo modo ha portato a casa un bel numero di provvedimenti che aveva promesso agli elettori durante la campagna elettorale. Davide Barillari è l’uomo dell’ortodossia grillina, più grillino dello stesso Beppe Grillo, l’uomo del no al governo nazionale con il Pd ma no anche alla Lega.

Chiedo un salvataggio e mi cacciate

Davide Barillari

È per questo che non si spiega l’avvio del procedimento disciplinare che potrebbe concludersi con la sconfessione, la scomunica e l’espulsione. Per lui ciò che sta accadendo è un paradosso.

«Chiedo che ci sia un salvataggio del Movimento 5 Stelle e potrei essere espulso per avere cercato di salvarlo: è ridicolo e assurdo. Aspetto la sentenza e spero che si vada nella direzione giusta: molliamo questo governo, torniamo in mezzo ai cittadini e recuperiamo la promesse che abbiamo fatto e non mantenuto». Davide Barillari lo ha scritto nella lettera di controdeduzioni ai probiviri. Lì ha riassunto le ragioni delle sue ultime azioni politiche.

Ad innescare il procedimento è stata la vicenda del sito messo on line ‘clonando‘ il nome del portale con cui la Regione Lazio dall’inizio ha tenuto aggiornati i cittadini sull’evolversi della pandemia di coronavirus. (leggi qui Barillari imita il sito ufficiale anti coronavirus: sconfessato da M5S, Pd “Irresponsabile”). Un gesto condannato in maniera unanime da tutti i fronti politici. Anche dalle persone storicamente più vicine a Barillari. Che alla successiva riunione del Gruppo M5S in videoconferenza non ha partecipato, non ha portato spiegazioni. Nello stesso momento ha messo on line una seconda versione del sito dicendo d’avere fatto tana ai suoi colleghi. «Era solo una scusa perché facevano paura i contenuti – ha spiegato Barillari – Perché in quel sito, oltre a rendere pubblici gli atti che sto facendo in Regione, ho ricostruito una mappa del potere in cui attacco il Pd e raccolgo le loro ‘grinfie’ sulla sanita’ nel Lazio». (leggi qui Niente alibi per Barillari: il M5S decide di non votare. Lo fa cacciare dai probiviri).

Non mi allineo al Pd

Foto © A.S. Photo / Andrea Sellari

Nella nota ai probiviri Davide Barillari sostiene che il sito sia solo un pretesto. E che il vero motivo per cacciarlo sia che «non mi sono mai allineato all’alleanza M5S-PD, perché eravamo una cosa diversa. Ma poi per arrivare al governo a tutti i costi, prima ci siamo alleati con un nostro nemico, la Lega. Poi c’è stato il tradimento estivo di Salvini e ci siamo alleati con un altro nostro nemico che abbiamo contestato per anni: siamo andati a letto prima con Salvini e poi con Zingaretti».

Colorito ma efficace il paragone con cui Davide Barillari riassume la situazione: «Siamo diventati la stampella del sistema e la escort di lusso della politica. Da forza irreprensibile che non doveva scendere a compromessi con nessuno. Questa cosa non l’ho mai accettata».

In Regione, lentamente ha preso sempre più le distanze dal resto del Gruppo. Lui sostiene che ha «ho continuato a fare la mia attività di opposizione. Ma mentre prima ero un combattente, ora sono un dissidente, una scheggia impazzita che va per conto suo».

Pertanto Barillari si ritiene “colpevole di coerenza e ho inviato una lettera ai probiviri dove racconto tutto questo».

Nel frattempo ricorda che sono ben 1.300 sostenitori che chiedono il ritorno del M5S delle origini. Il suo no alla Lega e no al Pd lo ha riassunto nel documento chiamato ‘La Carta di Firenze 2019‘ con cui fare presente ai vertici «che non si può più andare avanti così e bisogna dare di nuovo potere alla base. Chiedo di essere condannato dalla base, nel caso, e non da un vertice né da un tribunale legittimato solo da se stesso».

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