Barillari finisce i panini e chiede asilo politico alla Svezia

La mesta fine dell'occupazione della Regione Lazio avviata dagli onorevoli Davide Barillari e Sara Cunial. Il barman vieta l'ingresso alla bouvette: senza viveri. E senza bagno. Nessuno cerca di esfiltrarli. Dopo una giornata se ne vanno. E chiedono Asilo Politico alla Svezia.

Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno scrisse Dante nel Canto XXXIII dell’Inferno. È il, celebre passo sul conte Ugolino della Gherardesca murato insieme ai figli nella Torre della Muda a Pisa, condannati a morire di fame. I più truculenti interpretano il passo spiegando che alla fine il conte impazzito per la fame si cibò dei figli; l’interpretazione più comune è che il conte infine morì per la fame che lo uccise laddove il dolore per la morte dei figli non era riuscito a sopraffarlo.

Il consigliere Regionale del Lazio Davide Barillari e la deputata Sara Cunial, non sono dovuti arrivare a tanto per scoprire se sia più forte la fame o il dolore. Per protestare contro l’obbligo dell’uso del Green Pass, si erano asserragliati nell’ufficio di lui alla Pisana giurando che ne sarebbero usciti solo se li avessero portati via con l’uso della forza pubblica. Sono usciti dopo meno di una giornata: secondo una versione, nessuno si è scomodato né a cercarli né a tirarli fuori e loro avevano finito i panini. Più che il Green Pass poté il digiuno. (Leggi qui Barillari si barrica in Regione: “Mi tirino fuori con la forza”).

Asilo Politico alla Svezia

Barillari con la pistola al braccio

Più eroica la versione fornita dal Consigliere che il Movimento 5 Stelle candidò contro Nicola Zingaretti per la guida della Regione Lazio.

Dal resoconto affidato alla sua bacheca Facebook si apprende che “Ci hanno obbligato ad uscire perché, guarda caso, hanno scovato proprio ieri pomeriggio”. Il racconto prosegue, fino a spiegare che l’infetto è un dipendente regionale vaccinato e con Green Pass. Proprio il fatto che sia vaccinato gli eviterà l’ospedale ed il rischio della vita. Il protocollo prevede una sanificazione dei locali. E quindi gli onorevoli Barillari e Cunial sono dovuti uscire.

Con tanta fame e non poca amarezza. “Tv e giornalini che sono corsi ieri a urlare ‘occupazione dei novax della Regione Lazio’ non hanno detto una sola parola sul positivo vaccinato. Zingaretti dovrebbe solo vergognarsi. Ora siamo al consolato svedese a chiedere asilo politico“.

Asilo politico? Al Regno di Svezia? Abbiamo chiesto asilo politico all’ambasciata svedese. Lo chiederemo anche a tutti gli altri Paesi che ancora possono dirsi democratici. In Italia non sono più riconosciuti i diritti fondamentali dell’uomo, il diritto alla salute, al lavoro, allo studio, alla casa… Per questo chiediamo asilo come rifugiati. Qui non ci sentiamo più tutelati da uno Stato che si è dimostrato regime ostile ai cittadini e alla Costituzione“.

Davide Barillari e Sara Cunial hanno chiesto di poter conferire direttamente con l’ambasciatore assegnato alla sede diplomatica di Roma da Re Carlo Gustavo XVI di Sveziaper denunciare i crimini contro l’umanità che stanno avvenendo in Italia“.

Più che il Green Pass poté il digiuno

La sede della regione Lazio

Davide Barillari e Sara Cunial si erano chiusi nell’ufficio di lui in Regione Lazio la sera del 14 ottobre: prima che entrasse in vigore l’obbligo del Green pass. Il primo video dal fronte è stato affidato alla rete un quarto d’ora dopo la mezzanotte, annunciando la protesta. E promettendo: “Da questo momento aspetto le forze dell’ordine che mi dicano che non posso più stare nel mio ufficio a lavorare. Aspetto che le autorità di questo Stato, che dovrebbero difendere la Costituzione della Repubblica Italiana, mi vengano a prendere per farmi uscire con la forza. Io non opporrò resistenza: il mio è un atto simbolico, politico, istituzionale, per svegliare le coscienze”.

Impegnate in cose ben più importanti, le Forze dell’Ordine della Repubblica Italiana si sono ben guardate dall’andare a perdere tempo con l’esfiltrazione di Barillari e Cunial. Lì hanno lasciati tranquilli alla loro civilissima protesta non violenta.

La strategia del Non Assedio scelta dal presidente d’Aula Marco Vincenzi ha colto di sorpresa i due parlamentari. Che verso il mezzogiorno successivo all’occupazione hanno affidato alla rete un secondo messaggio. In cui garantivano di essere ancora nell’ufficio del consigliere. Ma iniziavano a far capire che poteva essere un imprevisto tale da poter sabotare l’intera missione. Quale?

Rimaniamo dentro. Lo facciamo per solidarietà con tutti quelli che non sono riusciti a entrare al lavoro. Rimaniamo a oltranza, finché la polizia non ci caccia. Anche se – tentenna Barillari -, anche se, a proposito di viveri, confesso che stamattina avevo messo in conto di andare al bar qua dentro a prendere un po’ di roba in più. Il fatto è che non mi hanno fatto entrare, perché non avevo il Green pass”.

E il barman sventò la rivoluzione di Barillari

Davide Barillari

Né teste di Cuoio né truppe speciali: a mandare all’aria l’eroica occupazione della Regione Lazio è stato un barman che all’ingresso della bouvette ha intimato “Senza Green Pass qui non si entra”. Rivoluzione o non rivoluzione, occupazione o non occupazione dell’edificio.

È stato un brutto colpo. Sia per la deputata eletta nel Movimento 5 Stelle e poi espulsa dal Partito dopo avere accostato l’obbligo del Green pass all’olocausto; e sia per il consigliere regionale che su Twitter aveva postato una sua foto con una pistola puntata al braccio paragonando il vaccino ad una roulette russa.

In attesa degli incursori della Marina, attenti ad eventuali elicotteri che calassero gli uomini del battaglione Col Moschin, si è fatta avanti un’altra necessità: quella fisiologica. Ma i due eroici No vax resistono. Il Corriere della Sera telefona ed entra in contatto con i due occupanti. A Tommaso Labate assicurano “Abbiamo ancora dei panini, qualche snack, dell’acqua. Tutto quello che serve per sopravvivere qua dentro il più possibile. L’ho detto nei comunicati precedenti, mi raccomando lo scriva correttamente: usciremo da qui solo se ci tireranno fuori con la forza. Ma lo faremo senza opporre alcuna resistenza”.

A sera, ancora nessuno è andato a cercarli né a tentare di farli uscire. Nemmeno i vigilanti ai quali è affidata la sorveglianza. Tutti si sono tenuti ben distanti dall’esplosivo fronte della protesta. 

Un po’ per la fame, un po’ per le esigenze, Barillari e Cunial decidono che è arrivato il momento di uscire. Non prima di avere pubblicato un ultimo video messaggio.

Siamo obbligati a lasciare un edificio a causa di una sanificazione necessaria e urgente. A suo dire, a causa di un dipendente regionale positivo al Covid. Dipendente quasi certamente vaccinato e in possesso di regolare Green pass. Mentre i sani vengono isolati, screditati, allontanati, i diritti divengono privilegi solo per i vaccinati. Ma sono privilegi a tempo e anche chi oggi si sente al sicuro prima o poi pagherà il prezzo della propria viltà. Zingaretti compreso”.

Poi la richiesta di asilo politico. Chissà quanto sarà contento Re Carlo Gustavo di abbracciare i due patrioti. Prima di partire però è consigliabile consultare la lista dei vaccini consigliati per poter risiedere a lungo nel Regno.

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