I sorani a Fiuggi: vogliono l’onorevole e pure il coordinatore

Ernesto Baronio

Conte del Lungoliri

 

di Ernesto BARONIO
Conte del Lungoliri

 

 

Erano in quattordici, sabato, i sorani (e le sorane) presenti alla convention forzista promossa ed organizzata in quel di Fiuggi da Antonio il Presidente Tajani e da Mario Magnum Abbruzzese.

Una rappresentanza cittadina, probabilmente la più numerosa fra quelle presenti, che però è arrivata nella città termale divisa in due “componenti”.

Quella cosiddetta Di Carliana, composta dal suo ispiratore (cospiratore) Vittorione Mani di Forbice Di Carlo, dalla sua fedelissima consigliera comunale e coordinatrice cittadina degli azzurri sorani, Serena Petricca, dal dirigente nazionale dei giovani forzisti, Giancarlo Baglione. I tre, al tavolo dei quali si è aggiunta la new entry, già Sorellina d’Italia, Martina Sperduti, sono accomunati da un fondamentalismo di tipo simil-islamico contro il sindaco Roberto Sua Eccellenza De Donatis.

In particolar modo, Vittorione Mani di Forbice, rimasto a bocca asciutta all’indomani delle ultime elezioni amministrative, sogna e spera una caduta imminente e rovinosa della Giunta De Donatis per ritornare sullo scenario politico sorano. E per prendersi una rivincita contro chi lo ha lasciato in sartoria a far camicie su misura. Avrebbe addirittura fatto il voto, in un santuario locale, di rinunciare per un anno al tris del primo piatto se Robertino dovesse cadere prima di Natale. Roba da far impallidire l’eroico presidente dell’indomita Comunità Montana di Arce (pervicace alla liquidazione) Gianluca Quadrini, presente in consiglio comunale ma non in prima persona bensì con il suo ologramma geneticamente modificato Antonio il cinese Farina.

Di gran lunga più consistente, sul piano dei numeri elettorali espressi alle ultime amministrative e sul piano dei ruoli ricoperti nell’attuale squadra guidata dal sindaco Roberto Sua Eccellenza De Donatis, era la seconda componente sorana presente alla corte di Antonio e Mario.

Sono arrivati a Fiuggi in tre macchine. In una, la prima, guidata con serafica andatura dal già presidente del consiglio comunale di Sora-autista Giacomino amoroso Iula da Matera, al quale è stata affidata la responsabilità di portare nella sua nuova bianca sudcoreana l’attuale Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Lecce, e i due consiglieri Francesco De Gasperis e Massimiliano Bruni. Quest’ultimo in diritto e in fatto ancora appartenente al partito di Giorgia Meloni, ma in forte avvicinamento a Forza Italia.

Nelle altre due macchine c’erano rispettivamente i consiglieri comunali Lino Caschera, Simona Castagna, l’assessore Veronica Di Ruscio, il vice sindaco Fausto Baratta e il coordinatore del gruppo Maurizio Tomaselli.

Il caso (il caso?) ha voluto che si siano seduti in un tavolo inizialmente riservato a senatori e deputati venuti da ogni parte d’Italia, accanto (si proprio accanto) a quello diAntonio il Presidente Tajani e Mario Magnum Abbruzzese.

E con la scusa del brusio di fondo presente in sala hanno iniziato a parlare ad alta voce per far si che i super vicini, e non solo, ascoltassero i loro messaggi più o meno in codice.

Le cronache riferiscono che nella sostanza avrebbero detto quanto segue.

«Alle prossime competizioni elettorali Sora avrà un ruolo comprimario con Cassino e Frosinone. L’elettorato della nostra città è storicamente e tradizionalmente di centrodestra, però se non gli diamo la possibilità di votare un nostro concittadino si rischia la deriva populista e qualunquista. Siamo stanchi di giocare le partite di beneficenza per gli altri. L’anno scorso ha festeggiato la città martire. Oggi festeggia il capoluogo. Domani vogliamo festeggiare noi».

Quando però sono passati a parlare del sindaco di Sora le facce si sono fatte molto più serie e preoccupate. Hanno iniziato ad osservare i paralumi e controllare sotto ai tavoli, temendo che vi si fosse mimetizzato qualcuno di Alessioporcu.it. Per non correre rischi hanno cominciato a comunicare scrivendosi: si sono scambiati messaggi brevi sui cartoncini pubblicitari del Palazzo della Fonte. Alcuni dei quali, raccolti a fine pranzo da una sorridente e solare giovane cameriera, sarebbero finiti nelle mani di Gianluca Quadrini che li starebbe facendo analizzare dai partecipanti al corso di criminologia promosso ed organizzato dalla Fondazione Cicerone, ispirata dalla Comunità Montana (a proposito, ma poi che c’entra la criminologia con la mission delle Comunità montane?)

L’unico assente dello squadrone forzista sorano è stato il consigliere capogruppo Alessandro Mosticone. Molti lo davano a mare per una nuotata di riscaldamento da Terracina all’isola di Ponza; tanti altri invece giurano che l’assenza del capogruppo sia dovuta ancora a screzi e divergenti vedute politico amministrative con la Petricca.

Serena Petricca è sotto attacco da più fronti e, d’altronde, un buon conoscitore di dinamiche comunicazionali capirebbe al volo che anche il posizionamento in due tavoli diversi nella sala da pranzo del Palazzo della Fonte fa preludere a possibili imminenti cambiamenti nel coordinamento cittadino della nuova Federazione di Centro Destra costituita a Sora solo qualche giorno fa.

Anche Serena è avvertita.

 

 

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