Bassetta: «Se mi sfiduciano mi ricandido, io non me ne vado»

Foto: courtesy Ettore Cesaritti

Il sindaco di Anagni annuncia che non si dimetterà. Sfiducia? Mi ricandido. Elezioni a giugno? Troppo presto, non avrebbero una coalizione. Per Bassetta, l'unica alternativa è Bassetta.

“Barcollo ma non mollo”, disse in un momento di evidente difficoltà politica il sottosegretario del Regno d’Italia Augusto De Marsanich. Un concetto reso più radicale qualche anno più tardi da Giovannino Guareschi (lo scrittore che generò, tra gli altri, don Camillo e Peppone) affermando: “Non muoio nemmeno se mi ammazzano

A distanza di qualche anno ancora, Fausto Bassetta sindaco di Anagni riprese il concetto di entrambi. Ed in una conferenza stampa disse: «Se mi sfiduciano mi ricandido. Io non me ne vado: non mi dimetto».

 

 

IO NON MOLLO

Se qualcuno si aspettava un sindaco dimesso, turbato dal passaggio del Pd ai banchi dell’opposizione (leggi qui The End il Pd decide di staccare la spina al sindaco Bassetta), spaventato dall’idea di dimissioni in massa con cui staccare la spina alla sua amministrazione (leggi qui Anagni, ipotesi dimissioni in massa: contattato già il notaio), deve rifare i conti.

Fausto Bassetta lo ha detto in modo cristallino durante la conferenza stampa tenuta nel pomeriggio.

Ma allora come intende governare la città? Come spera di andare avanti se non ha i numeri?

 

 

LA GIUNTA DI SALUTE PUBBLICA

Il quesito semmai diventa un altro. E chi lo dice che i numeri non li abbia? Il sindaco nel pomeriggio ha spiegato che punta «ad una coalizione allargata, anche ai vari Alberto Floridi e Antonio Necci. Cioè esponenti di un’espressione politica ben lontana dalla coalizione con la quale è stato eletto sindaco.

Non solo. Il sindaco è pronto anche a riaprire al Partito Democratico. Anzi: lascia capire che lui il Pd non lo ha messo alla porta.

Ma come? Ha mandato il messo comunale a notificare all’assessore al Bilancio Aurelio Tagliaboschi la revoca dell’incarico e adesso dice che non ha messo fuori il Pd?!

Certo: il sindaco spiega che la revoca dell’incarico è personale per Tagliaboschi a causa del caos sul Bilancio che si è determinato ad inizio anno (leggi qui Una pezza sul Bilancio per tappare il buco dei cinque posti saltati).

Ma domenica scorsa il Pd ha giurato che nessuno di loro sapeva niente: se il problema era politico andava affrontato con il Segretario, non con il messo notificatore. «Ma lo abbiamo detto in tutte le riunioni che il Pd doveva assumersi le sue responsabilità»

 

Il Partito Democratico l’altro giorno ha definito ‘un pretesto‘ la questione del Bilancio, perché a creare il corto circuito amministrativo erano appena 960 euro, di esclusiva competenza dei tecnici, non frutto delle scelte politiche dell’Assessore.

Il sindaco oggi replica facendo nootare che non ha ancora nominato un altro assessore al Bilancio. E che se il Pd vuole dargli un nome alternativo a quello dell’assessore defenestrato, lui è pronto a riaccoglierli a braccia aperte.

 

 

 

 

VOTA FELLI VOTA FELLI

In attesa che il Partito Democratico torni sui suoi passi, il sindaco si ritiene libero di assestare un paio di colpetti sotto la cintura a Mauro Buschini e Francesco De Angelis. Lo fa durante la conferenza quando invita a votare alle prossime Regionali il suo vice sindaco, l’avvocato Giuseppe Felli. Che non è del Pd bensì è un civico, candidato nella lista civica del governatore Nicola Zingaretti.

Per il sindaco, Giuseppe Felli «deve andare in Regione perché abbiamo bisogno di una rappresentanza regionale degna». Messaggio chiaro all’assessore regionale all’ambiente Buschini che fino a pochi giorni fa contava con certezza su quei voti.

 

 

IL SALTO NEL BUIO

Fausto Bassetta invita tutti i consiglieri comunali «a non fare salti nel buio». Cosa intende? Se si dimettono in massa dopo il 24 febbraio la città finirà nelle mani di un commissario per oltre un anno, prima che sia possibile agganciare la nuova finestra per tornare a votare.

Ma è proprio per questo che Pd e opposizioni vorrebbero sbrigare subito la faccenda, anche nelle prossime ore (leggi qui Anagni, ora o mai più: dimissioni e decreti entro il 24 febbraio o passerà un anno)

Il sindaco però li avverte: se vi dimettete subito andate alle elezioni a giugno ed in così poco tempo non riuscite a costruire una coalizione robusta, il sindaco che ne uscirà non avrà un quadro politico di riferimento chiaro e gli sarà impossibile governare.

Allora? Per Bassetta, l’unica alternativa a Bassetta è solo Bassetta. E se non dovessero dargli retta?

Poco male: «Se mi sfiduciano mi ricandido. Io non me ne vado». Appunto: barcollo ma non mollo. E non muoio nemmeno se mi ammazzano.

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