Basso Lazio, scordatevi il mondo come l’avete conosciuto

L'analisi della Camera di Commercio del Basso Lazio. Inutile usare i numeri del 2021 per capire il 2022: il mondo è cambiato e sarà ancora più diverso. Ecco cosa cambia. E da dove partiamo nelle province di Frosinone e Latina

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Dimenticate il mondo come lo avete conosciuto fino ad oggi. Smettete di immaginare il futuro come lo avete pensato fino a ieri. Il nostro domani sarà tutta un’altra cosa: diverso da quello che avevamo conosciuto, lontano da come avevamo immaginato. È con una doccia di realismo che la Camera di Commercio del Basso Lazio, l’ottava in Italia per dimensione conomica, presenta i numeri del 2021 nelle province di Frosinone e Latina. Per la prima volta non serviranno ad immaginare il domani: perché da qualche settimana il mondo non è più quello che conoscevamo.

Si deve partire da una base diversa per leggere i dati sull’export 2021 delle province di Frosinone e Latina. Leggere a che punto eravamo nel 2021 disegna il punto da cui partire per studiare le scelte imprenditoriali e confrontarsi col dopo. Perché andiamo verso un dopo che sarà fatto sicuramente di reti e filiere più corte e diverse, a causa dei mutati assetti geopolitici.

Un bel colpo agli scenari che tutti conoscevamo, in ogni caso, era stata già data dal Covid, che aveva ridisegnato rotte e confini dopo mesi e mesi di chiusure. 

Due province contrastate, ma forti

Torniamo ai dati dello scorso anno, quando la guerra non c’era e quando il rapporto tra Occidente e Russia era quello che abbiamo sempre conosciuto. Non amici, ma neanche nemici. I dati sottolineano una cosa: lo sconvolgimento del quadro delle esportazioni portato dal Covid non era momentaneo e legato solo al 2020; i dati dello scorso anno confermano questo ridimensionamento.

In Ciociaria le vendite all’estero hanno pesato per 6,7 miliardi di euro, in linea col 2020. Le esportazioni dopo un primo semestre di crescita (+6,5% rispetto al 2020) hanno visto un calo brusco, con la chiusura d’anno in negativo. A Latina situazione opposta, sia sul totale dell’anno, sia sulle porzioni. Nel 2021 rispetto al 2020 l’export è stato in flessione del 2,7%, raggiungendo un volume d’affari pari a 8,1 miliardi.

Nonostante il calo, si registra un poderoso recupero del 35% in chiusura d’anno dopo i primi nove mesi in negativo. Il tutto in un quadro in cui l’export rappresenta un punto di forza per le due province, Latina al 19esimo posto e Frosinone al 23esimo a livello nazionale.

I farmaci il nostro oro e l’allarme Catalent

Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Le esportazioni nel basso Lazio sono trainate dal chimico farmaceutico, con cifre che dalla Camera di Commercio definiscono “eccezionali“.

In Ciociaria l’export del settore rappresenta i due terzi delle vendite all’estero, quota ancora più alta nel pontino, dove pesa per oltre l’80%. La situazione di Ciociaria e Pontino, che vede un sostanziale equilibrio proiettato al ribasso per il chimico farmaceutico, comunque, è in linea con le dinamiche nazionali.

In questo settore, nonostante i numeri assoluti molto alti, le dinamiche hanno visto scendere i flussi in concomitanza con l’evolversi della pandemia. Le vendite di farmaci all’estero sono infatti diminuite, da un lato perché ci si è curati di meno per le altre patologie, ma anche in virtù di una maggiore produzione delle altre nazioni rispetto all’Italia.

In questo contesto si inserisce la vicenda Catalent che, come afferma la Camera di Commercio, deve essere da monito nella tutela e nel consolidamento di un settore strategico per economia ed occupazione. “Queste sono notizie – si sottolinea in neretto sul comunicato – che in un momento come quello attuale non sono tollerabili, anche alla luce delle incertezze che si profilano a causa della guerra, che sta sconvolgendo le catene del valore e le traiettorie degli approvvigionamenti“. Per l’ente camerale il territorio è frenato da una zavorra di regole che lasciano sul campo solo occasioni perdute E vanno in altre latitudini del mondo.

Quanto pesa la guerra sul nostro mondo

Foto: Aleksey Ohrimenko

Ma sul tema export il conflitto in Ucraina quanto pesa per il basso Lazio? Poco, ma anche qui le dinamiche sono molto divergenti.

Bisogna infatti suddividere tra le due nazioni coinvolte direttamente dal conflitto e quelle dell’area del Mar Nero, ovvero quelle nazioni da cui partono le rotte per le merci che arrivano in Italia, ma che sono forti partner commerciali della Russia.

Tornando al territorio, la Ciociaria esporta verso quell’area principalmente tessile ed elettronica, ma già nell’ultimo biennio il ridimensionamento del flusso a causa della pandemia è stato netto. La quota di merci spedite dalla provincia di Frosinone è passata da 348 milioni del 2019 a 48 milioni del 2021.

Latina invece è cresciuta molto negli ultimi due anni, arrivando a 52 milioni di euro con un +81% rispetto al 2019 e quindi partendo da una base molto più bassa. I prodotti principalmente esportati sono quelli alimentari, che oggi a causa dei vari blocchi rischiano di vedere un ulteriore sconvolgimento nell’offerta con successivo crollo dei listini. “Due frame diversi – concludono dall’ente camerale – che senz’altro sottostimano l’interscambio complessivo in un’area che interessa un bacino più ampio di nazioni che non sono tracciabili, ma che nei prossimi mesi attraverseranno ulteriori complessità“.

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