La pace in Forza Italia: «Basta gufi e cornacchie, uniti abbiamo vinto»

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Antonello Iannarilli ha partecipato ad una riunione di Forza Italia insieme a tutti gli altri. E già questo merita un titolo. Non accadeva da anni, più o meno da quando Mario Abbruzzese aveva spostato la sede del Coordinamento Provinciale. Ma è nulla rispetto a quello che l’ex deputato ed ex presidente della Provincia ha detto intervenendo nella Casa della Cultura di Frosinone durante l’analisi del voto fatta in presenza di Antonio Tajani: Iannarilli ha detto la frase «Per una volta sono d’accordo con Mario Abbruzzese». Roba da far parire subito le rotative e stampare un’Edizione Straordinaria. Eppure, tutto questo è poca roba rispetto al messaggio politico che è emerso durante la serata.

Il Partito c’era tutto. Niente assenze diplomatiche né strategiche, per una volta. In prima fila, accanto a Mario Abbruzzese, c’è Nicola Ottaviani: come a sottolineare che ora non ci sono distanze tra il padrone di casa ed il il leader maximo che ha conquistato il rispetto di tutti vincendo un turno elettorale sul quale nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato.

L’analisi è chiara. Il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli dice: «Siamo andati bene modello, Frosinone è un modello da esportare e che in Italia dovrebbero prendere come esempio».

Nicola Ottaviani individua una chiave del successo: «A Cassino e Sora è andata in scena una campagna elettorale diversa dal passato, siamo stati più ‘civici’ nei nostri contenuti, dai palchi abbiamo parlato di amministrazione e non di politica, la gente vuole questa concretezza».

Il presidente del consiglio provinciale Danilo Magliocchetti ricorda «i valori di Forza Italia, perché senza valori e senza ideali non si tiene insieme un Partito».

Un tema sul quale interviene anche il responsabile nazionale del dipartimento Lavori Pubblici Silvio Ferraguti: «Valori come i nostri non li ha nessuno nel panorama politico nazionale, sono la nostra forza. Gli elettori ci hanno detto con chiarezza che dobbiamo stare da una parte e non dobbiamo condividere responsabilità di governo con il Pd perché rischiamo di essere travolti dai loro disastri».

Vittorio Di Carlo dice che «è il momento di fare pulizia nel Partito, devono tornare le regole al centro di tutto, chi non si comporta secondo le regole deve essere messo fuori».

Prende la parola Antonello Iannarilli. Chi pensa che stia per parlare un trombato, uno che ha perso le elezioni, uno che è venuto al Coordinamento come Enrico IV inginocchiato a Canossa, non sa di che pasta è fatto Iannarilli. Parla Antonello, e da subito strappa gli applausi a tutta la platea. Ad incitare l’applauso è il presidente della Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini. Non sono applausi di circostanza ma quelli che vengono dalla pancia dei quadri di Forza Italia che riconoscono in Iannarilli il vecchio leader al quale rendono onore perché gli devono la vittoria alle Provinciali, alle Regionali ed alle Politiche negli anni precedenti. «Non mi sento uno sconfitto – dice Iannarilli – se fossimo stati uniti anche ad Alatri avremmo vinto. Io sono qui nel Partito. e per una volta sono d’accordo con Abbruzzese e con quello che ha detto durante la trasmissione di Alessio Porcu la notte delle elezioni, bisogna cacciare i traditori da questo Partito». Si sente provocato dal giovane Samuel Battaglini contro il quale si scaglia in un battibecco in perfetto stile Antonello: «Tu stavi nel comitato del mio avversario a farti le foto con lui su Facebook e poi con che faccia vieni quei al Coordinamento di Forza Italia?»

Antonio Tajani benedice il risultato dicendo: «A Frosinone l’arma che ci ha consentito di vincere è stata la capacità di restare uniti e di aprirci all’ascolto della gente, il centrodestra unito e le liste civiche insieme è la formula vincente». Riconosce la capacità di Abbruzzese dicendo: «A Cassino e Sora sono state messe in campo strategie perfette».

Ma il vero mattatore è stato Mario Abbruzzese. E’ stato lui il padre delle due vittorie impossibili, delle due città strappate a suon di voti al centrosinistra. Sfodera la finta modestia del superbo che sa di non dover umiliare gli sconfitti perchè questo accresce ancora di più il suo potere: «Il modello Frosinone è quello che ci ha consentito di vincere alle Europee, alle Provinciali ed ora anche alla Comunali. Noi adesso governiamo Frosinone, Cassino e Sora cioè le tre città più grandi in provincia. E’ vero, durante la trasmissione di Alessio Porcu ho detto che bisognava cacciare i traditori. Ma adesso, a freddo, vi dico che dobbiamo chiudere questa brutta fase, nella quale ci sono stati gufi e cornacchie anche all’interno del Partito, che hanno contribuito al linciaggio mediatico, anche da parte di dirigenti ed amministratori del nostro Partito (ad Alessioporcu.it fischiano le orecchie nda). Chiudiamo questa fase. Concentriamoci sulle prossime sfide, innanzitutto su quella di Frosinone: a pancia a terra dobbiamo vincere e confermare un grande sindaco come Nicola Ottaviani»

L’orgoglio azzurro è tornato.

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