Il nostro uomo è Beatrice: l’annuncio il 30 settembre

Cinque comunicati in un giorno solo. E tutti su temi importanti: Chukungunya, Ius Soli, diffusione dei tumori, Ius Culture, distribuzione dei vaccini. Il lavoro di spianamento mediatico del terreno è in atto. Culminerà il 30 settembre nel corso di una convention nazionale. Durante la quale Alternativa Popolare dirà: “Il nostro uomo è Beatrice Lorenzin“.

 

La strada è stata tracciata l’altro giorno nel corso di un vertice ristretto di Ap. Durante il quale sono stati decisi i posizionamenti tattici in vista della prossima tornata elettorale. Chi deve essere l’uomo immagine di Alternativa Popolare? E chi eventualmente andrà a fare il ministro?

 

Gli strateghi non hanno avuto dubbi. Hanno spiegato che non è questo il tempo di Angelino Alfano. Perché durante la campagna elettorale rischia di finire sotto i colpi mediatici di Silvio Berlusconi, che non gli perdona d’avere lasciato Forza Italia per fondare il Nuovo Centrodestra, diventato Alleanza Popolare e ora Alternativa Popolare. Le azioni del leader sono appannate soprattutto da quello che sta accadendo in Sicilia: Orazio Ragusa ha preso cappello e salutato i centristi di Gian Piero D’Alia (compagno di banco del presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico, consultato sul tema alleanze il mese scorso durante una riunione a Capo d’Orlando). Ma pure Nino Germanà e Giovanni Lo Sciuto, che lasciano Ap, insieme a Totò Lentini. Tutti in viaggio verso Forza.

 

Invece Beatrice Lorenzin è un’altra storia: il ministro rimasto alla guida della Salute per più tempo nella storia della Repubblica, mai toccata da scandali, sempre fuori dalle polemiche, solida preparazione politica; oltretutto gradita a Berlusconi che la considera una sua creatura politica, avendola designata segretario dei Giovani di Forza Italia (al tempo in cui Massimiliano Mignanelli era il suo vice).

 

Il 30 settembre Ap lancerà Beatrice come l’uomo guida del Partito. Lo stesso giorno, o in quelli immediatamente precedenti, Angelino Alfano farà un passo di lato per lasciare la segreteria nazionale a Maurizio Lupi. È il tentativo di recuperare l’ex ministro, evitando che prenda la rotta di Berlusconi.

 

Alfredo Pallone, come sempre, lo ha capito con anticipo. È anche questo uno dei motivi per i quali ha aggiustato la rotta tra la primavera e l’estate scorsi. Spostandosi, lentamente ma in modo costante, verso la ministra. E sul suo referente locale Massimiliano Mignanelli. Con il quale ha ricucito dopo il profondo strappo culminato nella decisione dell’ex presidente del Consiglio comunale di Cassino di non ricandidarsi in Ap alle Provinciali di gennaio scorso. Nonostante fosse consigliere provinciale uscente aveva chiesto ospitalità al Pd, come indipendente. E Francesco De Angelis non se lo era fatto ripetere nemmeno una volta. Accolto, candidato, eletto.

 

Pallone allora aveva riesumato l’avvocato Michele Nardone, già vice sindaco di Cassino, tornato a tempo pieno all’attività forense. Ma con la politica rimasta nei globuli rossi. Ad Alfredo era bastata una cena per sedurlo e riportarlo al centro della scena. Contrapposto a Mignanelli. Ma il nuovo scenario nazionale gli  ha imposto un cambio di rotta. Per questo l’estate scorsa, durante una cena a Terracina (leggi qui) aveva deciso di mollare Nardone e fare il nome di Mignanelli per la candidatura a Montecitorio. E ora, di rallentare la sua aspirazione alla presidenza provinciale del Partito (leggi qui ‘Il trono e la trappola’).

 

L’avvocato, che non esce dal convento delle Orsoline ma ha frequentato Alleanza Nazionale ai tempi di Gianni Alemanno e Franco Fiorito, ha già capito tutto. Sarà forse per questo che un autonoleggio di Cassino ha ricevuto la sua prenotazione per una corriera (forse due) per il 30 settembre, destinazione Roma e ritorno. Michele Nardone sarà presente alla convention per Beatrice Lorenzin e non si presenterà solo.

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