Beppe, esci dal corpo di Maria Spilabotte !

Il senatore Maria Spilabotte giura di non avere sfanculato. Buona parte delle 70 persone presenti al dibattito di venerdì sera da Memmina a Frosinone, sostengono di si. (Leggi qui il resoconto dello ‘sfanculamento’)

Non ci sarebbe altro da aggiungere. Poteva finire lì. Se non fosse che la parlamentare minaccia di portare la questione in tribunale. Facendola diventare maledettamente seria.

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook, al culmine di un dibattito sempre più acceso. Lo apre lei, commentando la tumultuosa serata precedente. «Sedicenti difensori della Carta Costituzionale. Togliere il diritto di parola e di espressione… Così applicate i principi costituzionali? Bravi a parole. Pensavo si entrasse nel merito invece solo gente prevenuta e molti maleducati».

Le risponde Angelino Loffredi. Non è uno a caso. Ma è uno che ha una storia politica alle spalle. Dirigente provinciale e regionale del Partito Comunista Italiano fino al giorno della Bolognina, consigliere provinciale Pci per 11 anni, sindaco di Ceccano per 4 anni, consigliere comunale Pci per 11 anni. E’ lui, con la testata on line unoetre.it, ad avere promosso il dibattito abbandonato poi dal senatore. E mette i classici puntini sulle i: «La senatrice Maria Spilabotte nel post che apre la discussione utilizza argomenti non veri e insultanti che vengono smentiti dal video messo, fortunatamente sotto gli occhi di tutti. Come fa la Senatrice ha scrivere che è stato tolto il diritto di parola e di espressione?». Insomma: come sono andate le cose? «Il video esprime la realtà senza manipolarla. La senatrice ha parlato per 38 minuti. E’ vero che ha avuto 4 contestazioni in corso d’opera, sgradevoli, mai comunque oltragiose e personalizzate. Che ritengo stigmatizzabili e fuori luogo. Ma se dobbiamo vedere fino in fondo il tema della maleducazione politica, alla fine dobbiamo pure ricordare che la sfanculata finale è stata usata da una donna delle istituzioni e dirigente di Partito».

C’è un passaggio che però un uomo di Partito, come è stato Angelino Loffredi, fatica a mandare giù. «Il fatto ancora più sconcertante è che la senatrice, al termine del suo intervento, con un atto inaspettato e da teatrante, ha provato a delegittimare non le pochissime persone che velocemente l’avevano “disturbata”. Ma ha provato a delegittimare l’iniziativa in quanto tale, chiedendo all’onorevole Pilozzi e ai suoi amici di Partito di abbandonare l’incontro. Una verà squallida scenata. Fortunatamente questa perfido tentativo non è riuscito».

A moderare il dibattito c’era Sonia Sirizzotti. Interviene nella discussione elettronica e dice: «Maria 70 persone ti hanno sentito inclusa me!»
Maria non ci sta e reagisce: «Provalo…è un reato…io rinuncio all’immunita …»
Sonia replica: «Io non devo provare nulla abbiamo sentito tutti»
Maria Spilabotte: «Lo vedremo in tribunale»
Sonia Sirizzotti: «Va bene. Ci vado tutti i giorni,ma noi non ci sentiamo offesi dal tuo vaffa…»
Maria Spilabotte: «Io calunniata si»
Sonia Sirizzotti: «Nessuna calunnia»
Maria Spilabotte: «Non lo stabilisci tu»

La via d’uscita proposta da Alessioporcu.it per accertare la verità, nello spirito del motto Castigat Ridendo Mores, è stata quella di proporre un sondaggio sul blog.

In pieno spirito referendario, il quesito potrebbe essere:
Dopo avere voi ascoltato i 39 minuti di intervento della senatrice Spilabotte da Memmina, ritenente che nel concludere abbia detto:
a) Ma vai a fare con il mulo
b) Ma vai a fare un mutuo
c) Mavaffanculo
d) Chiamiamo Ermisio Mazzocchi e vediamo cosa dice il regolamento

La senatrice invece punta i piedi. E, scherzi a parte, sostiene di avere detto “Ma vai a quel paese“.

Fa tanta differenza? «Sono una signora. Mai detto… Riascolta… Ne sono più che sicura visto che non dico mai parolacce… Abituata da mio padre che mi avrebbe fatto cadere i denti a suon di schiaffi. E mi sarei vergognata di me stessa se l’avessi fatto in un consesso pubblico… comunque mi sarei scusata io per prima».

Insomma, Maria vuole portare tutti in tribunale così si stabilisce la verità. Forse potrebbe essere necessaria una perizia, ricorrere all’uso di esperti nell’esame del labiale. Magari servirà un esperto in cinematografia.

Noi, proponiamo un’altra via d’uscita, fedeli al sopra citato motto.

Non è stata Maria a pronunciare la parolaccia. Ma è stato Beppe Grillo che si è impossessato per un attimo del suo animo politico, approfittando della confusione nella sala. E ne ha esaltato l’animo pentastellato nascosto.

Ora che hai fatto casino abbastanza, Beppe esci dal corpo di Maria! Nel quale vorrebbero entrare in tanti.

Ps: politicamente, s’intende, altrimenti ora si scatena il dibattito sulle battute sessiste.

Pd al Ps: mi ci mando o non mi ci mando?

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