Beppe Grillo giovedì a Frosinone potrebbe chiedere scusa

Beppe Grillo giovedì sarà a Frosinone per il suo spettacolo teatrale Insomnia. Lontano anni luce quel 2013 in cui, a Figline Valdarno, il leader del Movimento 5 Stelle si lasciò andare a battute di basso profilo sulla Ciociaria. Oggi ha l'occasione per chiedere scusa.

Sarà Frosinone, giovedì 17 maggio, la tappa conclusiva del mini tour in nove date di Beppe Grillo. “Insomnia” il titolo dell’evento che si terrà al Teatro Cinema Nestor. Il filo conduttore, come nel titolo della manifestazione, è proprio quell’insonnia che tiene sveglio Grillo, che palese difficoltà di… digestione. E quindi si fa domande scomode, si interroga sul futuro, su un mondo che sta cambiando a velocità supersonica, su una politica che non riesce letteralmente a stare al passo con le esigenze della società. Una narrazione pensata e disegnata con la formula di un work in progress creativo. Uno spettacolo comico, ma ovviamente non potranno mancare i riferimenti all’attualità politica. 

 

Intanto però, chissà, Beppe Grillo potrebbe anche chiedere scusa alla Ciociaria per quella scivolata targata 1 giugno 2013, qualche mese dopo che i Cinque Stelle avevano ottenuto il 25% alle politiche. In un ristorante di Figline Valdarno (Firenze), il comico genovese sentenziò: «Gli esperimenti potete farli lì, in Ciociaria: la differenziata e i pannelli solari. Potete cambiare veramente un senso di civiltà».

E via con altre battute ironiche e risate in sottofondo dei presenti, a proposito anche del fatto che se il Movimento si fosse radicato in Ciociaria, allora poteva espandersi fino alla Mongolia.

Le battute sulla Ciociaria purtroppo fanno parte di una vasto campionario di superficialità e nemmeno Grillo è rimasto esente.

 

Le polemiche furono al calor bianco. Adesso però, a distanza di cinque anni, alcune considerazioni vanno fatte. Senza astio o rancore.

Intanto il Movimento Cinque Stelle alle politiche del 4 marzo ha eletto ben tre parlamentari: l’ormai veterano Luca Frusone, Ilaria Fontana (che nel maggioritario ha battuto un mostro sacro della politica locale come Mario Abbruzzese), Enrica Segneri.

Il Movimento non si è ancora radicato sul territorio per quanto riguarda elezioni comunali ed enti intermedi, ma alle Regionali, per esempio, è riuscito a portare alla Pisana Loreto Marcelli.

Non male, considerando le aspettative di Beppe Grillo nel 2013, quando comunque i pentastellati avevano eletto il senatore Marino Mastrangeli (subito espulso dal Movimento per una partecipazione televisiva: a pensarci oggi l’episodio fa più ridere di una battuta di Grillo) e il deputato Luca Frusone. Non male insomma.

Il riferimento ai rifiuti fa sorridere ancora di più, perché l’impianto della Saf a Colfelice in questi anni ha trattato l’immondizia di Roma, evitando l’emergenza nella Capitale governata dalla sindaca Virginia Raggi, sacerdotessa del Movimento e pupilla dello stesso Grillo. Se non era (anche) per la Ciociaria la situazione dei rifiuti romani sarebbe stata ben peggiore.

 

Tutti elementi che potrebbero portare Grillo ad un gesto di scuse verso un territorio ricco di storia, di cultura e di tolleranza.

Un territorio che però adesso si aspetta molto dal governo gialloverde di Lega e Movimento Cinque Stelle. Con tre parlamentari che non potranno avere alibi facendo parte di una maggioranza forte e desiderosa di fare.

Servono politiche di rilancio economico-industriale più che il reddito di cittadinanza, servono nuovi insediamenti, eccellenze, serve un piano per rilanciare l’edilizia, serve attenzione da parte del Governo nazionale.

Altrimenti l’insonnia continuerà a tormentare le notti di tanti padri e madri di famiglia.

 

I Cinque Stelle hanno superato il 32% dei voti, hanno rotto il tabù delle alleanze. Hanno ondeggiato tra Pd e Lega, ma alla fine al Governo sono arrivati. Beppe Grillo resta il leader vero del Movimento, quello che ha i voti veri della gente, quello che ha costruito una corazzata di vaffa e di governo. Davide Casaleggio è secondario e, si dice, non abbia neppure più il rapporto privilegiato con il fondatore. Luigi Di Maio è il capo politico temporaneo del Movimento, la prossima volta ci sarà Alessandro Di Battista.

 

Ve lo do’ io il governo”. Il capo è Beppe Grillo. Certo al Nestor vestirà i panni del comico. Ma non può dimettersi da leader. Potrebbe chiedere scusa alla Ciociaria per quella battuta infelice. Anche perché il giorno dopo il Frosinone calcio di Maurizio Stirpe gioca ancora una volta la serie A. Un’eccellenza sportiva con pochi precedenti.

 

Figline Valdarno è lontana anni luce. Frosinone dreaming pure.

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