Berlinguer con il M5S? Come candidare Garibaldi con i papalini

La Berlinguer con i 5 stelle? Come candidare Cavour con i borbonici e Garibaldi con i papalini. E Coletta ci sta a pensare

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Mai dire mai era il titolo di uno dei film di 007. Avvincente e psichedelico come è James Bond, ma la politica oggi può essere anche più avvincente, più rocambolesca.

Pensate solo se fosse andata in porto la candidatura di Bianca Berlinguer alla guida della Regione Lazio per il Movimento 5 stelle. Sarebbe stato come far correre Enzo Ferrari alla guida di una Mercedes, come candidare Cavour con un un Partito di Borboni, Garibaldi con i papalini.

La cosa, alla fine, non è andata in porto. La conduttrice di “Cartabianca” su Rai3 ed ex direttore del Tg3, ha fatto sapere «Non è la prima volta che mi prospettano una candidatura, ho sempre detto no e non cambio idea adesso». Ma resta la politica dove tutto è possibile perché esiste un vuoto della politica che rende indifferente Peppone e Don Camillo: il primo impegnato a dir messa, il secondo specialista in rivoluzioni.  

Assalto al Pd

Tonino Terra

E resta l’assalto al Partito Democratico: senza esclusione di colpi. Un PD che, da parte sua che si chiude a fortezza, lungo una linea Maginot che rassicura sulla carta ma rischia l’aggiramento nella realtà. La corsa della Berlinguer sarebbe stata un cavallo di Troia dentro la città futura che papà Berlinguer sognava. È il principio a dover allarmare: se l’avversario può bussare alla porta di quella che dovrebbe essere una delle tue icone significa che non sta dove dovrebbe e cioè nel tuo pantheon.

A Latina? Qui la destra torna ad essere centro della politica dopo che il sindaco Tonino Terra ad Aprilia e soprattutto l’ex sindaco Damiano Coletta avevano inaugurato una linea civico di sinistra. Che, ora, è incanalata in una china sterile perché si smarrisce la sinistra di riferimento, essendoci sinistre inedite e incertezze edite.

Damiano Coletta (Foto: Stefano Carofei © Imagoeconomica)

Coletta giocherà la carta per le Regionali. Senza la Berlinguer. Ma con chi. E contro chi? Insomma tra meno di un mese si voterà nel Lazio, solo che ancora non sappiamo chi è cosa voteremo. 

Tutti i candidati possibili hanno perplessità comprensibili, la destra (il centro destra) un vantaggio lo ha: la coscienza di essere uniti nelle diversità (anche abissali). La sinistra invece ha una debolezza: l’essere divisa anche davanti ad un avversario fortissimo. Il rischio? Per gli elettori una gran confusione, per i candidati una scommessa al buio, e per la democrazia avere il peso di un vincitore troppo vincitore. 

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