Berlusconi a Minoli: «Tajani sarebbe perfetto». Ma lui non ci pensa

Il Cav continua ad incensare Antonio Tajani. Lo ha detto anche a Giovanni Minoli: »Sarebbe perfetto come premier». Ma il presidente del Parlamento Ue non ci pensa proprio.

LA PERFEZIONE DI ANTONIO

«Antonio Tajani sarebbe perfetto»: Silvio Berlusconi torna sulla possibile candidatura a premier del Presidente del Parlamento Europeo, ma ancora una volta non ufficializza l’investitura del fidato Antonio. «Darebbe all’Italia una forza per quanto riguarda i rapporti con l’Europa, perchè in Europa è molto considerato»: così il Cavaliere intervistato questa sera al “Faccia a faccia” di Giovanni Minoli su La7.

Alla domanda su chi sceglierebbe per guidare il suo governo, Berlusconi però non risponde: «Passiamo alla seconda domanda…».

Poi aggiunge: «Tireremo fuori nostra carta vincente quando saremo al governo».

Si conclude con questo assolo di Sivio Berlusconi l’ennesima puntata del dibattito tra le forze di centrodestra sulla designazione del Presidente del Consiglio dei Ministri in caso di loro vittoria elettorale.

 

TAJANI: CAMBIAMO L’EUROPA

Antonio Tajani sembra disinteressato dalle voci che lo vedono come possibile candidato premier e al dibattito all’interno del centrodestra. Si concentra, piuttosto, sulla sua attività.  L’Unione europea “va cambiata“. Dice in un’intervista a Francesco Storace su Il Giornale d’Italia.

«In un mondo caratterizzato da giganti come Stati Uniti, Cina, India, Russia o Brasile, per tutelare gli interessi dei cittadini italiani abbiamo bisogno di esercitare la nostra influenza anche a Bruxelles  – ha detto il già Commissario Europeo all’Industria – che, dopo Roma, è la nostra seconda capitale. In un mondo globale abbiamo bisogno dell’Ue.
Detto questo, l’Italia deve contare di piú in Europa».

L’ITALIA INCAPACE

Secondo Antonio Tajani l’Italia è incapace, ormai da decenni, di raccogliere i giusti frutti dai finanziamenti che l’Europa mette a disposizione. “I Paesi dell’Est corrono veloci grazie agli aiuti Ue, – ha spiegato il Presidente del Parlamento europeo –  così come gran parte delle regioni spagnole e portoghesi che, un tempo, erano molto indietro, in tutte le graduatorie, rispetto alle regioni italiane. Dobbiamo migliorare la nostra programmazione e progettazione e ridurre, al tempo stesso, una burocrazia farraginosa e soffocante.Le regioni del Sud devono cambiare e imparare ad utilizzare i fondi Ue”.

UN PIANO MARSHALL PER L’AFRICA

Sul fenomeno dell’immigrazione e riuscire bloccare il flusso migratorio dai paesi africani Tajani propone un Piano Marshall di almeno 40 miliardi. “Entro il 2050, l’Africa raddoppierá la propria popolazione, raggiungendo i due miliardi e mezzo di abitanti. – ha proseguito –  Se non offriremo delle prospettive agli africani è serio e concreto il rischio che a milioni si riverseranno sulle nostre coste. Dobbiamo essere fermi nel respingere e rimpatriare, rapidamente, tutti quelli che non hanno diritto a venire in Europa. Ma, allo stesso tempo, l’Europa deve dare prospettive a questo continente. Per questo ho proposto di inserire nel prossimo bilancio un Piano Marshall per l’Africa di almeno 40 miliardi di euro, capace di mobilizzare fino a 500 miliardi d’investimenti. Questo rappresenta anche un’opportunitá per le imprese italiane che, giá oggi, operano in Africa“.

LA SOLITUDINE DELL’ITALIA

Alla domanda perchè l’Italia è lasciata a sola di fronte all’azione migratoria Tajani risponde che il regolamento di Dublino prevede che il Paese di primo arrivo si faccia carico dei migranti. Ciò a suo avviso rappresenta una distorsione inaccettabile. “Il Parlamento europeo ha votato una posizione chiara e forte per la riforma di questo principio. Vogliamo un’azione collettiva e solidale dell’Unione, a cominciare da piú risorse e ricollocamenti tra tutti gli Stati membri. Ora spetta proprio ai Paesi membri, in sede di Consiglio europeo, giungere al piú presto ad un accordo, sulla base della proposta del Parlamento europeo“. Ha concluso il Presidente del Parlamento europeo.

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