Berlusconi e Ronaldo, due lampi in Ciociaria che non tutti hanno capito

Non tutti si sono accorti che è stata una domenica da incorniciare per la provincia di Frosinone. Siamo stati al centro della politica e dello sport. A Fiuggi il leader di Forza Italia fa capire che il Partito è tutt’altro che morto e avverte Salvini. Allo Stirpe il fuoriclasse portoghese fa volare i bianconeri a punteggio pieno. Al centro del Paese. E non per smog, povertà, posti persi

Silvio Berlusconi a Fiuggi, Cristiano Ronaldo a Frosinone. Il primo di scena al Grand Hotel Palazzo della Fonte, per la conclusione della settima edizione dell’Italia e l’Europa che vogliamo di Antonio Tajani. Il secondo in campo al Benito Stirpe, per spezzare l’assedio ad un Frosinone combattivo e determinato.

Per un giorno intero il nome della provincia di Frosinone è stato al centro dell’attenzione nazionale. E non per via di una catastrofe, né per la classifica sullo smog o sulla povertà. Non sono casualità né la scelta di Fiuggi per la convention nazionale in cui Berlusconi traccia la rotta del suo Partito, né la presenza allo stadio Stirpe della squadra italiana più titolata.

Ma è indispensabile ora lavorare affinché non si tratti di due colpi e via.

La Fiuggi di Silvio

Da Fiuggi Silvio Berlusconi ha fatto capire che Forza Italia non è affatto finita e le centinaia di persone presenti erano lì a dimostrarlo. Ha indicato nel Movimento Cinque Stelle l’avversario politico, addirittura più pericoloso degli ex comunisti.

Ma ha anche avvertito la Lega di Matteo Salvini che se la corda si spezza poi il centrodestra comincerà a non vincere più nelle Regioni, che sono il vero punto forte della coalizione. Senza le Regioni un’intera classe dirigente di Forza Italia, della Lega e perfino di Fratelli d’Italia andrebbe in apnea. (leggi qui Silvio e Giorgia, il patto si sfascia sull’asse Fiuggi – Atreju)

Per non parlare delle comunali. Salvini vorrebbe annettersi Forza Italia puntando all’elettorato più che ai dirigenti, ma teme la “rappresaglia” berlusconiana nelle regioni. Dal Veneto alla Lombardia.

Segnali così strategici per la rotta di Forza Italia partono ancora una volta da Fiuggi. Il cui nome è indissolubilmente legato allo sdoganamento della Destra italiana dopo quasi mezzo secolo di isolamento.

La vocazione congressuale è un’evidenza. Sulla quale si sta investendo: il centro congressi che la Regione sta ultimando non è lì per caso. Ma senza una strategia di insieme, senza una proiezione internazionale, rischia di restare una splendida cattedrale. Nel deserto termale di Fiuggi.

Quelli che tifano Juve e non Frosinone

Cristiano Ronaldo ha fatto il Cristiano Ronaldo, segnando il primo gol della Juventus, che lascia i bianconeri a punteggio pieno e i canarini a quota 1, con zero nella casella dei gol segnati.

La provincia di Frosinone, però, è stata su tutti i telegiornali e sulle trasmissioni politiche e sportive.

Nemmeno questo è un caso. Ad allarmare sono quelli che tifano Juventus. E denigrano Frosinone.

Chiariamoci subito, altrimenti la provocazione prende la direzione sbagliata.

Rispetto per chi ha nel cuore sportivo i colori bianconeri. Ciò che non è condivisibile sta nella denigrazione che molti di loro in queste ore stanno facendo del Frosinone. E dei suoi attuali limiti tecnici.

Troppi non si rendono conto che la Juventus allo stadio Stirpe significa che Frosinone ha dimostrato al Paese:

  • di sapere gestire una squadra fino a portarla (e riportarla) in Serie A, con i conti in ordine, zero debiti, un progetto sportivo di lungo termine, uno stadio ed una cittadella dello sport
  • di saper realizzare uno dei tre migliori e più moderni stadi del Paese, in due anni, senza scandali, perfettamente funzionale al punto che fino ad oggi non c’è stata una lamentela.

Andare allo Stirpe e tifare Juve? Turandosi il naso e facendo appello al proprio senso della democrazia, beh ci può stare. Ma non ci sta foderarsi gli occhi con una benda bianconera, evitando di vedere la capacità organizzativa e realizzativa che questa terra ha potuto dimostrare.

Se anche il Frosinone avesse perso 5 a 0 contro la Juventus ci sarebbe stato comunque da togliersi il cappello. Anziché mettersi a contare i tiri in porta fatti dai canarini. Tifare la Juve è lecito (personalmente, anche poco comprensibile) ma denigrare il Frosinone no.

Perché c’è un dato incontrovertibile: la Juventus è venuta a giocare qui soltanto perché c’è il Frosinone.

Rispetto.