Berlusconi parla, Renzi twitta, Grillo posta

Cercano di capire cosa potrà succedere dopo il 5 novembre, quando la politica italiana effettuerà le scelte che contano in vista del rinnovo del Parlamento: candidature, alleanze, patti segreti, manovre inconfessabili. Perché soltanto dopo il test delle regionali siciliane si capirà davvero come può andare a finire. Perfino l’ipotesi di cambiare la legge elettorale verrà esaminata dopo il 5 novembre.

 

L’accelerazione del Movimento Cinque Stelle è notevole: il passo indietro di Beppe Grillo spalanca la porta al doppio incarico per Luigi Di Maio (candidato premier e leader politico dei pentastellati). Matteo Renzi e Silvio Berlusconi vogliono verificare come andrà sul campo siciliano. Poi decideranno se anticipare le larghe intese per una legge elettorale che possa star bene ad entrambi. In funzione anti Cinque Stelle naturalmente. Anche se potrebbe essere ancora una volta la Corte Costituzionale a decidere con quale sistema gli italiani andranno al voto.

 

A livello locale provano a capire come si metterà la situazione. Francesco Scalia ha in Luca Lotti e Lorenzo Guerini i referenti nazionale, mentre Francesco De Angelis telefona almeno sei volte al giorno a Matteo Orfini. Le correnti nazionali determineranno le candidature, ma bisognerà vedere fino a che punto e con quale ordine di priorità. Il Pd è costantemente una polveriera. Alle regionali tutto dipenderà dalla ricandidatura o meno di Nicola Zingaretti: Mauro Buschini e Marino Fardelli, in ogni caso, dovranno guardarsi da Antonio Pompeo e Simone Costanzo.

 

In Forza Italia la tre giorni di Fiuggi ha detto che Mario Abbruzzese è l’unico leader sul territorio e ha l’endorsement di Antonio Tajani. Domani al Grand Hotel Palazzo della Fonte è atteso l’intervento di Silvio Berlusconi. Subito dopo massima attenzione al tweet di Matteo Renzi e al blog di Beppe Grillo. La campagna elettorale sta per iniziare.

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