Bersani-Meloni, il Rosso e il Nero di cui l’Italia ha bisogno

Lo scontro via social sulla gestione della pandemia ha evidenziato il bisogno di contrapposizione che c’è nella politica italiana. La leader di Fratelli d’Italia spopola nei sondaggi e vuole prendersi tutto, l’ex capo della Ditta non ha paura dell’impopolarità e presidia i confini della sinistra. Perché sono un esempio.

Tutto è nato  dalla valutazione, fatta nel salotto di Lilli Gruber a Otto e mezzo, da Pier Luigi Bersani sulla gestione della pandemia da parte del ministro Roberto Speranza. Ha detto: “E’ il capitano della nave che ci ha portato fuori dalla tempesta”.

Ma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, non c’è stata e allora e via social ha risposto: “Speranza. Quello del coprifuoco insensato, del piano pandemico mai attivato, dei verbali della task force tenuti nascosti, colui che non ha mai ascoltato i medici sulle terapie domiciliari. Se Bersani sta parlando della stessa persona, speriamo che abbandoni la nave al più presto…”.

Pier Luigi Bersani da Lilli Gruber

Bersani, storicamente tignoso, ha controreplicato. Così: “Meloni. Quella che il coprifuoco alle 23, applicato in mezzo mondo, era “un sopruso liberticida, un guinzaglio messo al collo degli italiani”. Con un capitano così, dove sarebbe la nave?”.

Rosso e nera

Due politici molto diversi sotto tutti i punti di vista. Giorgia Meloni è il personaggio del momento: straripa nei sondaggi, invitata in tutti i talk show del pianeta, regina della campagna acquisti che sta riscrivendo i rapporti e gli equilibri nel centrodestra.

Pierluigi Bersani è l’uomo della Ditta, quello che  milita in un Partito, Articolo 1, che nei sondaggi è bassissimo. Senza alcuna possibilità di incidere. Eppure Pierluigi Bersani non ha paura di dire la sua. E, visto ora, lo streaming del 2013 con i Cinque Stelle, era profetico. Bersani aveva capito prima e meglio di tutti che l’unica alternativa vera era quella rappresentata da un accordo tra Partito Democratico e Cinque Stelle.

Ma il botta e risposta sulla pandemia raffigura quello che potrebbe essere il campo del confronto tra destra e sinistra. Perché destra e sinistra esistono ancora. Giorgia Meloni ambisce alla leadership della coalizione e respinge al mittente ogni ipotesi di Partito unico avanzata da Silvio Berlusconi. Dimenticando però  che senza il Partito unico, l’allora Pdl fondato da Berlusconi sul predellino, lei non sarebbe diventata ministro a 31 anni.

Gianfranco Fini, allora leader di An, disse sì all’intuizione di Berlusconi. Seppure dopo aver detto che il Cavaliere era alle comiche finali. Adesso Giorgia Meloni cavalca l’onda e le elezioni comunali d’autunno diranno quanto sono fondate le sua ambizioni.

Cose di sinistra

Pierluigi Bersani (Foto: Imagoeconomica, Rocco Pettini)

Pierluigi Bersani potrebbe rappresentare un padre da nobile da recuperare per il Pd. Perché è l’unico che non ha imbarazzi a rivendicare e dire cose di sinistra.

Nel recupero dell’identità culturale che Enrico Letta ha avviato serve un esponente politico che marchi i confini, che dica le cose, che non abbia paura di tacere perché magari non ha la popolarità o il seguito social che di questi tempi fanno la differenza.

Forse la politica italiana ha bisogno di recuperare la dimensione de Il Rosso e il Nero. Perché destra e sinistra esistono ancora. Giorgia Meloni lo sa, Pierluigi Bersani pure.

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