“L’episodio che ci ha condannato” ed i luoghi comuni nel calcio (di A. Biagi)

A riflettori spenti e pallone molto lontano dal tappeto verde, le riflessioni sull’ultima partita del Frosinone. Quando i luoghi comuni rischiano di rovinare il bello ed imprevedibile del calcio.

Alessandro Biagi
Alessandro Biagi

Pensieri & Parole a palla lontana dal campo

Ci ha condannato un episodio” … “Puniti da un episodio” … “La partita è fatta di episodi”. Queste frasi fanno parte del repertorio delle banali verità che cingono il contesto di una partita di calcio e del bailamme di commenti che ne scaturiscono.

Il gol della vittoria del Palermo nelle dichiarazioni dei protagonisti canarini, è stato un episodio. Lo è stata l’espulsione di Soddimo (evitabilissima) costata il primo ko casalingo contro il Perugia. I due rigori dati alla Cremonese, rimontati dai canarini, sono stati due episodi (evitabilissimi anche questi), così come lo è stato, un episodio, il “goffo” retropassaggio di Mantovani che ha favorito l’1-0 finale del Frosinone sul Novara.

Lo scrittore Paolo Soglia nel suo “Hanno deciso gli episodi: 20 racconti sul calcio e sui suoi luoghi comuni”, ci spiega bene come “… il calcio per raccontare se stesso utilizza in modo ossessivo il luogo comune, la perenne reiterazione di frasi fatte che costituisce l’ossatura dialettica dell’epica del pallone”. Soglia lo chiama “luogocomunismo del pallone”.

Di luoghi comuni nel calcio ce ne sono tanti, soprattutto nelle dichiarazioni dei protagonisti, addetti ai lavori, commentatori, etc., ma ogni banalità, ogni luogo comune, così come può scorrerci sulla pelle o nei pensieri, può anche rimanere nel codice genetico di una storia, anche sportiva, ed indirizzarne l’identità. Che vuol dire “E’ stato un episodio?”.

Tutto e niente. Lo sport, come la vita, è fatta di episodi … il segreto è portarli a proprio favore.

Nella lotta al vertice della Serie B, le forze in campo sono note e nel caso di specie molto vicine per valori. La differenza ora la farà la “chimica” che si svilupperà nel gruppo, la capacità di essere squadra, l’abilità di chi scende in campo a conservare la giusta concentrazione, di rinunciare alle leziosità e di correre un passo in più degli avversari, di portare a proprio vantaggio e non a sfavore, gli “episodi”.

Le vittorie sono figlie di questi atteggiamenti, gli “episodi” ne rappresentano l’incarnazione in campo.

Quindi anche nel linguaggio “luogocomunista” non diamo più al termine “episodio” una accezione giustificativa.