Il grande ballo del ballottaggio a Sora e Alatri

Sia ad Alatri che a Sora saranno due settimane di fuoco. Le strategie di Maurizio Cianfrocca ed Enrico Pavia, ma anche quelle di Luca Di Stefano ed Eugenia Tersigni. Complicati gli accordi con partiti o coalizioni, più semplici le intese con i grandi signori del voto.

Al ballottaggio si riparte davvero da zero a zero? Come possibilità di vittoria sì, da un punto di vista statistico. Ma, sempre per restare nel campo della statistica, sono più le volte che vince chi è davanti. Anche se le rimonte fanno sicuramente maggiore effetto. E ci sono state.

Ad Alatri e Sora si profilano due duelli importanti. Al ballottaggio la percentuale dei votanti scende ulteriormente e manca la spinta della maggioranza dei candidati al consiglio comunale, perché i giochi sono ormai fatti e quelli rimasti fuori non hanno più alcuna possibilità di conquistare uno scranno in aula.

Il ballottaggio di Alatri

Maurizio Cianfrocca ed Enrico Pavia

Ad Alatri Maurizio Cianfrocca al primo turno ha raggiunto un risultato molto importante. E all’interno della sua coalizione ha gente come Roberto Addesse (Lega) e Antonello Iannarilli (Fratelli d’Italia) che hanno preso molte preferenze. E che continueranno quindi a spingere tantissimo. (Leggi qui Il Pd scarica Morini: «È evidente il malcontento». Nemmeno un grazie).

Enrico Pavia è uno tostissimo, che non mollerà su nulla. Ha alle spalle una coalizione civica. Già cinque anni fa raggiunse un risultato notevole, ma dovette fare i conti con le spaccature del centrodestra e con il veto di Antonello Iannarilli. I numeri dicono che furono proprio gli elettori dell’ex presidente della Provincia, cinque anni fa, a determinare la sconfitta dell’avvocato Pavia al ballottaggio: votarono il suo avversario rieleggendo così Giuseppe Morini.

Complicato immaginare accordi con il Pd o con la coalizione di centrosinistra. Un’ipotesi di apparentamento non è ad oggi all’ordine del giorno. Più semplice che possano esserci intese con singoli esponenti. O un appoggio di fatto e non dichiarato, simile a quello compiuto cinque anni fa dagli elettori di Iannarilli in favore di Morini. Ma in generale ad Alatri sarà un ballottaggio molto agguerrito e tosto, giocato però alla luce del sole. Perché sia Cianfrocca che Pavia non hanno molti spazi di ulteriore crescita negli schieramenti di appartenenza. Dovranno cercare intanto di mantenere il risultato raggiunto e poi provare lo scatto finale. Se ci saranno, i confronti diretti potranno fare la differenza.

E quello di Sora

Eugenia Tersigni e Luca Di Stefano

A Sora sia Luca Di Stefano che Eugenia Tersigni hanno una forte carica emotiva. (Leggi qui Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 5 ottobre 2021).

Il primo ha pianificato la sua discesa in campo nell’attimo stesso in cui è uscito dalla Lega. Ha messo in piedi una coalizione civica, ma poi ad un certo punto è arrivato anche il gruppo con al suo interno il Partito Democratico. E quei voti sono stati importanti per alzare la percentuale del primo turno. Ma per il ballottaggio occorre ricalibrare la strategia. Puntando sul porta a porta a tappeto. Di Stefano ha ottenuto meno voti di quelle delle liste. E’ su questo aspetto che deve lavorare. (Leggi qui I mattatori e gli sconfitti, tutti i numeri del voto a Sora)

Eugenia Tersigni, invece, ha fatto segnare più voti di quelli delle liste. Segno che ha beneficiato del voto disgiunto. Ha il problema però di mantenere il trend del primo turno, cioè un consenso personale più forte di quello delle liste che l’hanno sostenuta. Anche per lei sarà necessario ricalibrare la strategia: partendo proprio da questo fattore del consenso personale.

Sarà un secondo turno scoppiettante. Perché è certo che nessuno degli esclusi resterà ai box: tanto nella coalizione di Federico Altobelli quanto in quella di Roberto De Donatis. Al quale, con intelligenza, già nel comizio di chiusura Luca Di Stefano ha mandato un messaggio molto chiaro; lo ha fatto quando ha detto che il progetto della scuola di Renzo Piano, fiore all’occhiello dell’amministrazione De Donatis, è stata una buona idea e che la farà sua. Segnali analoghi sono stati mandati, con altrettanta lungimiranza, da Eugenia Tersigni: sempre attenta a non inquinare il suo progetto di rinnovamento con idee che possano snaturarlo.

Un fattore sarà determinante. Il centrodestra è arrivato diviso fino a 48 ore prima del deposito delle candidature. Dialogare con i suoi colonnelli sarà fin troppo facile: da Lino Caschera e Massimiliano Bruni. Resta da capire se i due candidati al ballottaggio avranno un vantaggio a farlo.

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