Bio plastica dalla canapa: la nuova sfida di Roccasecca

Conferenza stampa al Consorzio industriale Cosilam. Via alla sperimentazione della Green Valley: la coltivazione di canapa industriale per bonificare i terreni e trasformarla poi in imballaggi per sostituire la plastica. Si faranno ricerche per realizzare plastiche bio.

Una rivoluzione, capace di cambiare tutto: il nostro modo di fare la plastica, imballare i prodotti, concepire l’industria. Se funziona è l’inizio della discesa dal Calvario per Roccasecca, crocefissa da oltre vent’anni sull’altare dell’Ambiente, costretta ad ospitare una discarica provinciale che non vuole.

La rivoluzione green è stata annunciata via Zoom dal presidente del consorzio industriale Cosilam Marco Delle Cese e dal sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. Hanno ufficializzato il protocollo d’intesa con Enea: l’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie e l’energia sostenibile, sarà partner scientifico al fianco dell’Università di Cassino per studiare una piantagione sperimentale di canapa industriale. È il primo lotto della Green Valley con cui bonificare l’area industriale di Roccasecca attraverso coltivazioni capaci di assorbire i metalli: quelli che per anni hanno avvelenato i terreni. E poi, una volta lavorate, di diventare imballaggi green con cui sostituire la plastica.

Studi sulla nuova plastica

Giuseppe Sacco e Marco Delle Cese

Ma c’è di più. Molto di più. Il presidente Marco Delle Cese ha annunciato che con Enea verranno studiati alcuni biopolimeri: in pratica? Si studierà il modo per ricavare la plastica partendo da molecole di canapa e non più da un processo di sintesi che parte dai derivati del petrolio. Plastica che non inquina, plastica green che è biodegradabile: il sogno è quello.

La realtà per il momento è quella degli imballaggi. C’è chi chiede di fare in fretta: il vicino stabilimento Grestone, quello dei sampietrini realizzati in quella che una volta era una fabbrica di gabinetti. È pronta ad acquistare la produzione per sostituire gli imballaggi in plastica. Sensibilità Green del presidente Francesco Bogomeo ma anche un bel risparmio industriale: la plastic tax incide non poco sui bilanci.

Oltre i confini di Roccasecca

Marco delle Cese non blinda il progetto. Al contrario. Lancia una serie di segnali. Il primo è al mondo industriale: «I partner scientifici li abbiamo. Enea ed Unicas sono il meglio che potessimo avere. Adesso servono partner industriali. Serve gente che abbia competenza ed esperienza nelle ricerche sulla plastica, sulla gestione del green, sulle energie. Serve chi è capace di prendere il prodotto e trasformarlo».

Piantagione di canapa industriale

Il progetto è quello di organizzare una filiera come quella collaudata che per mezzo secolo ha gestito il polo del tabacco tra Pontecorvo, Roccasecca, castrocielo, san Giovanni Incarico, Pignataro Interamna… Ci deve essere chi fornisce le piantine, chi si occupa di ritirare il prodotto e certificarne la qualità per poi consegnarlo al trasformatore. Garantendo i servizi ed i pagamenti agli agricoltori, assicurando al tempo stesso la materia prima per chi la lavora.

Il messaggio di Marco Delle Cese è chiaro: il Cosilam ha fatto la sua parte ora tocca al mondo industriale fare la sua. Cogliendo l’occasione, sostenendola, facedola decollare.

Un altro segnale è politico. Il Consorzio Industriale Unico del Lazio nascerà tra un paio di mesi. Così ha annunciato a Roma il commissario per l’unificazione Francesco De Angelis. Il Cosilam ne farà parte. (Leggi qui De Angelis ha finito: «Il Consorzio nasce a marzo»).

«Il Consorzio Unico darà gambe e solidità al nostro progetto. È una fortuna questa coincidenza dei tempi. – dice Marco Delle Cese Inutile, in questo contesto, fare gli egioisti. Ho apprezzato i segnali che arrivano da Ceccano con il loro progetto di disinquinare la Valle del Sacco. Noi non chiudiamo le porte a nessuno. Se ci fosse la volontà di condividere i nostrio sforzi noi siamo pronti a sederci e ragionare». Il messaggio all’assessore Riccardo Del Brocco è virtualmente lanciato.

Il miracolo di Peppe Sacco

Disinquinare, rimettere in attività i terreni, creare nuova occupazione. Soprattutto creare una nuova prospettiva. Nel corso del suo mandato da sindaco Giuseppe Sacco tranne vendersi l’anima al diavolo ha fatto di tutto per mettere fine ad un modello ambientale basato sulla discarica sul suo territorio. Costringendo addirittura il Consiglio dei Ministri a riunirsi per mettere mano alla questione e scavalcare tutti gli ostacoli giuridici che il sindaco aveva sollevato.

I sindaci Giuseppe Sacco, Paolo Fallone e Gioacchino Ferdinandi

«Ora – commenta Giuseppe Sacco la Green valley ci darà una nuova prospettiva, diversa. C’è un’opportunità di vedere le cose in maniera del tutto differente dal passato. Vogliamo guardare avanti».

Il sindaco non lo dice. Ma la Green valley, se funziona, potrebbe condurre al superamento della discarica provinciale. Accoglie ciò che resta dei rifiuti di tutta la provincia dopo che sono stati lavorati. Gestita bene quanto si vuole (lo dicono tutte le indagini avviate negli anni dalle magistrature), fatta in maniera che più innovativa non si può (lo dicono le istituzioni europee). Ma talvolta puzza, è scomoda. Ma quello che dà più fastidio è stata localizzata lì senza l’accordo con i cittadini.

Perché potrebbe superare l’attuale concezione? Perché con gli anni le discariche serviranno sempre meno: la Circular Economy prende gli oggetti usati e li trasforma in nuova materia prima. Il Green tra poco rischia di essere più conveniente.

Sacco è realista: «Io voglio restare con i piedi per terra. C’è un progetto per la filiera della canapa. Mi auguro che funzioni quello». È Delle Cese a mettere in agenda la questione: «Serve un territorio che dialoghi, solo così si attirano i grandi investimenti. Se la sperimentazione andrà bene, Roccasecca sarà un’area molto attrattiva».

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