Il bivio di Francesco De Angelis

Una consistente area del Partito Democratico, anche trasversale, si sta spostando sul ministro Andrea Orlando. Per provare a vincere il congresso, per avere un riconoscibile punto di riferimento per chi proviene dai Ds. Ma soprattutto per abbassare, magari sotto il 50%, la cifra politica di Matteo Renzi.

Se poi Michele Emiliano dovesse ottenere un risultato apprezzabile, allora all’interno del partito si scatenerebbe la corsa alle alleanze.

Con una percentuale inferiore al 50%, Matteo Renzi sarebbe in ogni caso un segretario politico azzoppato. L’obiettivo vero di tutti i suoi avversari all’interno del Partito Democratico è questo.

Naturalmente ci sarebbero effetti a cascata sulle candidatura e su tutto il resto. Andrea Orlando ha fatto parte dell’area di Matteo Orfini e quindi è perfino naturale che da quella parte in tanti guardano a lui. Se ne è accorto anche Francesco De Angelis, leader del Pd a livello provinciale, chiamato a tenere unita la componente. (leggi qui)

Non sarà facile, considerando che Sara Battisti starà comunque con Orfini (che appoggia Renzi), mentre Mauro Buschini guarda a Nicola Zingaretti (posizionato con Orlando).

Nella notte appena trascorsa ci sono state riunioni e confronti a raffica nell’area di De Angelis, il quale ha la necessità di rimanere maggioritario. Per non perdere terreno nei confronti di Francesco Scalia. Il momento è delicatissimo.

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