Acea Ato 2 e Litorale Nord: da ora mai più controparti

Il protocollo che mette fine ad anni di contrapposizioni tra ente gestore ed enti locali. Il nuovo ruolo della Bonifica nel Lazio. Per combattere l'emergenza siccità.

Una intesa, un protocollo , un accordo. Tra i pochi in Italia e certamente unico nel Lazio, per ora. A siglarlo sono stati un gestore idrico Acea Ato 2 e un consorzio di bonifica quello del Litorale Nord. Nato dalla riforma voluta dalla Regione Lazio. Ora tra i più grandi d’Italia, non solo per estensione. Parte da Montalto di Castro, nel viterbese, e finisce i propri confini ad Aprilia, in terra pontina, passando da Tarquinia fino alla Capitale oltre che in zone delicate dal punto di vista idrogeologico come Ostia e Fiumicino, aeroporto compreso attraversando Ardea e Pratica di Mare.

Spesso con i gestori idrici non ci si comprende… Si sfiorano risse dialettiche e in qualche caso si finisce nelle affollate aule dei tribunali. A rimetterci, ancor più spesso, sono i consorziati. I cittadini. L’inversione di tendenza è proprio nella direzione di evitare, se possibile, tutto ciò.

I quattro punti

Messa in primo piano la sostenibilità ambientale si è deciso di guardare in almeno quattro direzioni. Tutela e sviluppo del territorio, sostenibilità e salvaguardia ambientale, sostegno alle attività produttive, prevenzione del dissesto idrogeologico e del rischio idraulico.

Questi i punti che hanno sottoscritto Claudio Cosentino, presidente di Acea Ato 2 e il commissario del Consorzio Litorale Nord Antonio Marrazzo. All’atto della sottoscrizione, avvenuta presso la sede romana del Consorzio a Casal Palocco presente il direttore generale della struttura, Andrea Renna che è anche direttore di Anbi Lazio, l’associazione che riunisce tutti i Consorzi di Bonifica del Lazio.

Dicono da Acea che ci sia stata tutta la capacità diplomatica di Andrea Renna, la sua dote di creare sinergia e fare sintesi: tutto concentrato nelle fasi che, nove mesi fa, hanno visto attivare procedure, riunioni ed incontri per arrivare alla firma. Messa dopo confronti anche in Autorità di Distretto e Provincia di Roma.

Un parto importante che permetterà il completamento della procedura di consegna, già avviata, degli acquedotti rurali di Ostia al Comune di Roma. Perché, a sua volta, li affidi in gestione ad Acea Ato 2.

Cosa e dove

In particolare si fa riferimento agli impianti di Anello via di Dragona – via della Macchiarella – via del Collettore Secondario – via Capo Due Rami. E poi nell’accordo troviamo lo studio della fattibilità del riutilizzo ai fini agricoli delle acque reflue depurate provenienti dal Macrobacino 5 – impianto di depurazione Fregene, Comune di Fiumicino, gestito da Acea Ato 2.

Questo consentirà il recupero delle acque reflue con il duplice scopo di riciclare a fini produttivi una risorsa altrimenti non utilizzata. E di migliorare la qualità delle acque superficiali.

Pochi casi in Europa meno ancora in Italia in questo ambito in questa direzione come sa bene Cosentino, presidente che ha sottolineato «Il recupero ai fini irrigui prevede un trattamento depurativo in grado di restituire acqua con standard di qualità elevati. Una soluzione estremamente innovativa in linea tra l’altro con le direttive dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente».

Il silenzio di Renna

Renna, come al solito, non vuole aggiungere altro alla nota condivisa con Acea e diramata in modo congiunto. Preferisce i fatti. L’unica cosa che si ottiene è un grazie insieme alla costatazione che si tratta di un punto di partenza per attivare in queste 4 direzioni attività importanti, riqualificando il ruolo di quanti lavorano nei Consorzi a favore della collettività.

Il tutto rientra nelle linee guida tracciate da Anbi Nazionale e dal direttore nazionale Massimo Gargano. Un invito a saper cogliere l’importanza, per esigenze di eco-sostenibilità e produttive, di introdurre il riuso delle acque depurate per far fronte al crescente fabbisogno di acqua necessaria allo sviluppo urbano. E alle attività agricole minacciate dai mutamenti del clima e dal ripetersi dei fenomeni di siccità.

Tutte misure amministrative, tecniche e finanziarie dice Renna – finalizzate alla tutela e al presidio del territorio sia in termini di economia sia di gestione di opere e impianti utili alla prevenzione del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico.

I problemi si affrontano insieme

Litorale Nord e Acea Ato2 si sono impegnati anche a collaborare all’analisi delle problematiche tecniche riconducibili alla gestione delle reti fognarie e dei depuratori.

Una sinergia a tutto tondo che Renna, in qualità di direttore di Anbi Lazio, auspica anche negli altri territori laziali.

Un’esigenza sollevata di recente anche nel corso dei lavori dell’assemblea dello Snebi, il sindacato dei Consorzi di Bonifica. Dove Anbi Lazio ha invitato ancora una volta a lavorare su progetti esecutivi con i quali farsi trovare pronti ad utilizzare risorse disponibili ora. (leggi qui Allarme siccità: “Un piano prima che il deserto arrivi nel Lazio”).

Progetti che possono contare anche su una nuova modalità di approccio con Ministeri, Regione, Province Comuni. E come in questo caso, con gli i Gestori Idrici, non più controparte ma parte attiva di confronto.

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