La sfida di Frosinone: pronta a lastricare Roma. E impedirle di finire asfaltata

La sindaca di Roma ha trovato la soluzione: eliminare i sampietrini da Roma. Ultime vittime illustri: il king Barillari, la moglie di Macron, la stessa raggi. Il grido di Borgomeo: «In Ciociaria stiamo per produrli in gres, pronti a lastricare una via a scelta della sindaca»

Frosinone lastricherà Roma. E le impedirà di finire asfaltata. La sfida l’ha lanciata Francesco Borgomeo, il risanatore di aziende che con le sue intuizioni ha salvato la Marazzi Sud di Anagni, evitato il fallimento della Ideal Standard Roccasecca, riavviato la Tagina.

L’occasione per salvare Roma e la sua storia gliel’ha servita su un piatto d’argento Virginia Raggi e la sua soluzione pragmatica per combattere le strade del centro ormai ridotte ad un colapasta. Tanto per fare un esempio, Rino Barillari il King dei paparazzi, è ricoverato da ieri nella camera 315 di una clinica privata al Gianicolo: mentre andava a fare tana ad un celebre attore americano, in via di Campo Marzio un sampietrino rialzato vicino ad una maledetta buca lo hanno tradito. Piede che inciampa, non trova l’appoggio per via della buca ed il King cade fratturandosi una gamba.

Una premonizione, il destino gliel’aveva mandata: mentre Barillari scattava foto per un servizio esclusivo con il presidente francese Macron e sua moglie Brigitte mentre cenavano a Roma, lei si appoggiava a lui perché aveva paura di cadere mentre camminava in Corso Vittorio.

La goccia… pardon, il sampietrino che ha fatto traboccare la pazienza della sindaca è stato quello che l’altro giorno ha fatto inciampare pure lei. Le biche sono democratiche.

La soluzione? Via i selci. Al loro posto l’asfalto.

Una soluzione che ha fatto inorridire Francesco Borgomeo. «Eliminare la pavimentazione storica di Roma non ha senso. Anche perché il sottosuolo di Roma è vuoto e le pietre reggono il peso di auto e bus meglio dell’asfalto. casomai andrebbe vietato l’ingresso dei mezzi pesanti nel centro storico».

Il fatto è che i sampietrini di oggi non sono più quelli di una vola. Non hanno granché a che vedere con quelli che piazzavano i Romani. Le cave di basalto sono quasi esaurite in tutta l’Europa, estrarre il materiale ha costi enormi: i selci di oggi vengono in prevalenza dalla Cina e dalla Thailandia. Non hanno il grip (la capacità di creare aderenza) e la resistenza meccanica necessari.

Borgomeo sta trasformando per questo l’intero stabilimento di Roccasecca. Dove per quarant’anni sono stati realizzati gabinetti, lavandini e bidet lui ci vuole costruire i moderni sampietrini: fatti in gres porcellanato, arricchito con le ceneri stabilizzate e demineralizzate prese dai termovalorizzatori. Per i quali, ironia della sorte, sono una materia di scarto.

«Siamo pronti a fare un omaggio alla Grande Bellezza e fare una strada con i nostri sampietrini. Chiediamo a Virginia raggi di indicarci una strada di periferia, di una zona considerata difficile: la faremo diventare una via più bella del Corso, diventerà una Principessa».

C’è poi il tema dell’Ambiente. E dello sfruttamento dei bambini. Le pietre che oggi vengono usate a Roma, provengono da aree nelle quali lo sfruttamento della manodopera minorile è all’ordine del giorno, l’estrazione avviene con la dinamite determinando incendi. «Tra bambini sfruttati e impatto ambientale, il modello va cambiato» sostiene Borgomeo, che attraverso la produzione dei selci punta a restituire un posto di lavoro a tutti i dipendenti che Ideal Standard aveva già licenziato a Roccasecca. E che lui invece ha riassunto in blocco e messo in cassa integrazione per avviare la trasformazione degli impianti.

Una parte è stata appoggiata nello stabilimento di Anagni. Lì dove c’è il macchinario con il quale si stanno facendo le prove di laboratorio sui colori, sulla tenuta meccanica, sulla resistenza agli acidi.

L’avvio della produzione è previsto per l’inizio del nuovo anno. «I sampietrini sono ovunque, basta guardare le strade storiche di Londra. perché Roma dovrebbe privarsene?Papa Sisto V li volle per far camminare le carrozze. E se Roma non è sprofondata è grazie alla loro capacità di distribuire il peso. Blocchiamo i mezzi pesanti e vedrete… dove ci sono i cubetti le strade reggono».

Roma senza i suoi sampietrini è come Napoli senza la sua pizza. Per questo, Francesco Borgomeo, attraverso le colonne di Repubblica, questa mattina ha lanciato un invito alla sindaca Virginia Raggi: «Prima di rimuovere i sampietrini, incontriamoci».

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