Brogli elettorali, indagato l’ex assessore Igor Fonte

L’avviso glielo hanno notificato dalla Polizia Giudiziaria. L’ex assessore alla Sicurezza Igor Fonte è indagato per i brogli elettorali alle scorse elezioni comunali di Cassino. L’accusa ipotizzata per lui è il concorso morale in violazione della legge elettorale.

L’ACCUSA
Il quadro investigativo ricostruito dal sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi con i carabinieri della compagnia di Cassino è chiaro. Prende di mira una sola sezione elettorale: la numero 30.

E’ il 30 giugno 2016: il giorno delle elezioni comunali. Siamo al primo turno, nel quale tutti i candidati sono in lizza e non si sa ancora se il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone verrà confermato. Se le elezioni finiranno quella sera oppure sarà necessario un secondo turno di ballottaggio. Nella sezione 30 – ricostruisce la Procura della Repubblica di Cassino – ad un certo punto della giornata il presidente Nacca mette mano al Registro dei votanti. Compila tutte le caselle che vanno riempite nel momento in cui si va a voatare: ma quegli elettori non sono passati al seggio. Come ha fatto a conoscere il numero del loro documento di identità? Non lo sapeva, al suo posto ha scritto ‘Conoscenza personale‘. Cioè: conosco di persona questo elettore e non c’è bisogno che mi esibisca il documento per identificarlo.

C’è un secondo passaggio però. Va riempita anche la casella con il numero della scheda elettorale. La complila inventando i numeri, ipotizza la procura. E in questo modo fa votare una decina di elettori fantasma.

L’IMPREVISTO
Ma accade un imprevisto. In modo del tutto inaspettato, al seggio si materializzano due di quei fantasmi. Non votavano da anni, nessuno immaginava che riprendessero a farlo proprio quel giorno.

Quando arrivano però le caselle accanto ai loro nomi sul registro risultano già compilate. Il presidente glissa dicendo che c’è un equivoco e fa barrare la scritta ‘Conoscenza personale’. Al suo posto fa inserire i numeri del documento.

Ci sono, a quel punto, un paio di schede di troppo nell’urna. Sono le schede degli elettori fantasma che poi invece si sono presentati al seggio.

Per pareggiare i conti bisogna creare altri due fantasmi. E’ a quel punto che qualcuno si accorge della cosa. Nasce una discussione accesa. Al punto che la viglanza al seggio fa intervenire i carabinieri.

I DIECI VOTI
In tutto sono una decina i voti fantasma che sono stati messi nell’urna. Quei voti – ipotizza l’accusa – sono andati tutti all’assessore Igor Fonte. Come fa a dirlo? Ci sono dieci preferenze per lui, scritte dalla stessa mano: lo ha stabilito una perizia calligrafica.

Chi ha scritto quelle preferenze. La grafia non appartiene ad alcuno degli scrutatori. E nemmeno alla segretaria (pure le indagata). Neanche all’assessore. Il presidente ha rifiutato di sottoporsi alla perizia.

IL CONCORSO MORALE
Il presidente Nacca è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di falso elettorale. Igor Fonte invece è accusato di concorso morale nel reato. Cioè: non ha falsificato i registri e non ha scritto le preferenze fanstasma ma sapeva che il presidente lo avrebbe fatto. E il presidente avrebbe agito trovando la spinta e la motivazione proprio nel fatto che l’assessore sapesse.

“E’ UN COMPLOTTO”
Nega tutto l’ex assessore e parla di un complotto. Si dice «sinceramente affranto e, al contempo, furente per essere divenuto vittima di un’azione così vile, diretta ad infangare l’immagine e la posizione sociale e politica che mi sono costruito, con impegno, sacrificio e con grande onestà, negli anni».

E’ sicuro che intorno a lui sia stata tesa una trappola. «E’ palese che, dietro quello che si vuole far credere, c’è la volontà, da parte di qualcuno, di incastrarmi, coinvolgendomi in una vicenda alla quale sono totalmente estraneo».

Ai suoi avvocati, Gianluca Ciaraldi e Alessandro Marcucci, ha chiesto di acquisire tutta la documentazione del procedimento, in modo da preparare tutte le azioni con cui chiarire la sua posizione.

L’ULTIMO TASSELLO
Con l’iscrizione nel registro degli indagati, Fonte ha ricevuto anche l’invito a presentarsi dai carabinieri per essere interrogato. Lo aveva già fatto all’inizio dell’indagine: ma all’epoca era stato ascoltato come persona informata dei fatti e non con la veste di indagato.

La procura ha iscritto l’ex assessore solo all’ultimo momento per un motivo strategico ben preciso: evitare qualsiasi strumentalizzazione, tenere l’Ufficio ben lontano da ogni possibile polemica politica.

Completata questa formalità, la Procura potrà chiudere le indagini. E passare il fascicolo alla sezione Udienze preliminari con le sue richieste. Archiviazione o apertura di processo.

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