Brunetta propone Gasparri per la Regione Lazio

Brunetta propone il nome di Gasparri come candidato unitario del centrodestra alla regione Lazio. Salvini si allinea ai leader nazionali: decidere insieme il candidato. Berlusconi dice no a Pirozzi. Che continua per la sua strada

Il nome viene lanciato sul tavolo nel corso di una riunione ristretta: Maurizio Gasparri candidato unitario per la presidenza della regione Lazio, sul quale far convergere tutto il centrodestra.

A proporre la candidatura del vice presidente del Senato è stato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

Ha sottolineato il profilo autorevole di Gasparri, la figura istituzionale, la levatura del personaggio: in questo modo – ha spiegato il presidente Brunetta – sarebbe chiaro a tutti gli elettori cosa intendevamo quando dicevamo che a Sergio Pirozzi mancava la caratteristica fondamentale per poter aspirare al governo di una realtà complessa com il Lazio.

Al termine della riunione, il capogruppo incontra i giornalisti a Montecitorio e dice: «Per quanto riguarda la Regione Lazio, ma anche per tutte le altre che devono andare al voto, si farà un tavolo di coalizione con cui scegliere il candidato migliore. Le autocandidature sono un atto di ricchezza, ma una coalizione non si può fare determinare dalle autocandidature».

La chiusura totale arriva con la frase successiva: «Non c’è alcun problema ma una totale
convergenza sul fatto che le candidature di Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Molise saranno decise, sulla base del buon senso, dal tavolo del centrodestra unito. Visto che Lega e Fratelli d’Italia hanno individuato il proprio candidato vincente, e di questo siamo felici, in Sicilia, è chiaro che le altre regioni, pensando anche alla Lombardia di Maroni, saranno nella disponibilità di Forza Italia per l’indicazione dei candidati».

 

LA RETROMARCIA DI SALVINI

In mattinata Matteo Salvini aveva ingrana la retromarcia alla ruspa e lasciato a piedi Sergio Pirozzi lungo la strada della Regione.

Il leader della Lega ha detto che il candidato governatore del Lazio andrà scelto insieme agli alleati. Fino a poche ore fa era il più convinto sostenitore della discesa in campo fatta dal sindaco di Amatrice.

 

«L’importante è scegliere le donne e gli uomini migliori per mandare a casa i governi di sinistra disastrosi. Nel Lazio come in Friuli Venezia Giulia: ho visto che Debora Serracchiani scappa da lì e si rifugia chiedendo una candidatura a Roma. Noi siamo pronti. Però concordando con gli alleati, scelta per scelta, città per città, le candidature migliori» ha detto Matteo Salvini ai giornalisti che lo hanno incontrato alla Camera dei Deputati.

 

LA BOCCIATURA DI SILVIO

La retromarcia arriva a poche ore dalla più autorevole delle bocciature: quella di Silvio Berlusconi. Al Quotidiano Nazionale ha confermato le indiscrezioni riportate nei giorni scorsi da Alessioporcu.it: «Non ho mai incontrato il sindaco Pirozzi, non conosco i suoi programmi, e non mi sento di esprimere una valutazione su di lui».

In genere, quando uno come Berlusconi dice ‘Non lo conosco’ è già una stroncatura. Ma se la bocciatura non fosse stata chiara, arriva la frase successiva: «Governare una regione come il Lazio è un impegno molto complesso: credo che le forze politiche del centrodestra dovranno ragionare insieme e scegliere una figura di alto profilo».

 

PIROZZI: SCARPONI E ZAINO IN SPALLA

Sergio Pirozzi non si preoccupa. Va avanti per la sua strada. «Non voglio fare litigare nessuno, io  sono sereno. Se si trovano persone con un maggiore spessore, ben  vengano. Io sono solo un piccolo amministratore che da ventidue anni presta  il proprio servizio in favore della comunità. Il mondo è pieno di gente migliore di me. Non  voglio entrare in questioni inerenti alle segreterie e ai Partiti. Io  sono altro».

Conferma l’appuntamento di mercoledì per la presentazione ufficiale della sua candidatura a governatore del Lazio. L’appuntamento è per mercoledì 15 novembre alle 12 al Sgm Conference Center di via Portuense 741.

«Presenterò ufficialmente la mia candidatura ma con  serenità, con il sorriso. Io un lavoro ce l’ho, non voglio creare problemi a nessuno. Ma è un  fatto che la gente mi voglia bene. Mi fa piacere sentirmi dire, come è avvenuto ieri, da dei ragazzi di Subiaco ‘grazie a te ritorniamo al  voto dopo dieci anni».

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