«Buongiorno Mosca, sono Stefano Gizzi e sto con Vladimir Putin»

L'ex assessore di Ceccano Stefano Gizzi intervistato dal canale Channel One russo. È 'il politico italiano cacciato perché solidale con la Russia'. Attacchi a Biden ed al governo italiano per l'invio di armi all'Ucraina. E solidarietà alla Russia

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

È come accendere la televisione, mettere su Rai 1 e vedere l’intervista a un politico russo sulla Guerra in Ucraina. Ecco: è successo incredibilmente l’inverso. L’avvocato Stefano Gizzi, ormai ex assessore leghista alla cultura di Ceccano, è stato intervistato stamane durante un programma del Channel One russo: una sorta di “confutatore” di presunte fake news. Con il presentatore famoso, i commentatori, l’interprete e tutto il resto. È come se fosse stato intervistato da Alberto Matano, però biondo, per La Vita in Diretta russa. L’intervista è stata registrata e dovrebbe andare in onda domani. (Leggi qui il precedente: Caligiore e la Lega silurano Gizzi: via l’assessore putiniano).

Il politico italiano cacciato perché solidale con la Russia

Il post pubblicato da Gizzi e condannato subito dal Pd

Stefano Gizzi si è collegato con Skype dal suo studio legale in via Villanza. È un vicoletto del centro storico di Ceccano, che affaccia sulla Chiesa abbaziale di San Nicola. Nell’intervista, l’ex assessore ha ribadito quanto dichiarato in successione nelle interviste a La Zanzara, Alessioporcu.it e Zona Bianca. Ci ha messo, però, il carico da novanta. È di fatto rientrato nel meccanismo della comunicazione post sovietica: il politico italiano cacciato perché solidale con la Russia.  (Leggi qui Gizzi esce dal silenzio stampa: «Anche Caligiore sulle praterie del pensiero unico»).

È stato innanzitutto mandato in onda il post con la Zeta in «solidarietà alla Russia, con il nastro di San Giorgio vittorioso sul Drago». Hanno spiegato che è stato defenestrato “semplicemente” per quello.

La realtà è che Gizzi è abituato alla provocazione culturale, a trovare luce nella posizione controcorrente. Questa volta è stato troppo. L’onorevole Claudio Durigon, coordinatore regionale della Lega, ha chiesto subito la testa del suo assessore assessore. E questa volta, di fronte all’indata di indignazione, il sindaco di FdI Roberto Caligiore ha proceduto.

«Buongiorno, Mosca, sto con Putin»

L’avvocato Stefano Gizzi, ex assessore alla cultura di Ceccano

Nel corso della trasmissione Gizzi ha elogiato il popolo russo e il suo leader Vladimir Putin.

Altrettanto apprezzato in studio, dal presentatore e dai due commentatori, un duro attacco nei confronti del presidente Usa Joe Biden. «Ho rimarcato che in Italia c’è un clima intollerante nei confronti delle opinioni favorevoli alla Russia – racconta l’avvocato Stefano Gizzi -. Soprattutto c’è uno scollamento fra il Governo ormai appiattito sulle posizioni degli Usa con scandaloso servilismo».

L’ormai ex esponente della Lega, che sui social già criticava spesso e volentieri il Capitano Salvini, ha lamentato che «una parte del popolo italiano è contrario nettamente alle posizioni del governo che invia armi all’Ucraina». Vero: nei sondaggi, pur magari condannando la Russia, c’è almeno un quaranta per cento degli italiani che è contrario.

Poi un saluto di Gizzi al «grande popolo russo, che rappresenta uno dei due grandi polmoni, quello orientale dell’Europa, nonché al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin». Al termine del collegamento si è detto «felicissimo di aver avuto questa occasione di poter parlare al popolo russo».

Il collegamento da Ceccano, via Villanza

Il ritratto di Billot e uno scorcio storico di Ceccano

L’avvocato Gizzi si è collegato alle 10.30 con la Russia. A Mosca erano le 11.30. Era seduto alla scrivania ottocentesca del suo studio del centro. Alle sue spalle il ritratto a olio di Louis Billot, gesuita e teologo francese di inizio Novecento: famoso per esser stato l’unico cardinale a rinunciare alla dignità cardinalizia nel ventesimo secolo. Di certo a lui molto più gradito dell’altrettanto gesuita Papa Francesco, che a Casa Gizzi è «un perito chimico».

C’è anche un olio su tela del locale Maestro Angelino Tanzini, che ritrae Piazza Vecchia e il campanile della Collegiata del patrono San Giovanni Battista. Testimonia il grande legame di Gizzi con la città, la sua arte, la sua storia. «In tv mi è sembrato un clima molto sereno e professionale – commenta l’ex assessore alla cultura di Ceccano -. Veramente una esperienza indimenticabile quella di oggi con il collegamento con il primo canale nazionale della Russia».

Gizzi ha ancora qualche sassolino nella scarpa di ex assessore comunale. Nell’intervista rilasciata ad Alessioporcu.it ha smentito parzialmente il sindaco Caligiore. Quest’ultimo aveva parlato di un Gizzi «pentito e conscio della gravità dell’accaduto» tanto da chiedere immediatamente scusa a tutta la maggioranza di centrodestra.

Gizzi: Putin, libertà di stampa e cultura

Stefano Gizzi

Gizzi si è scusato per aver consentito al centrosinistra di poter scatenare un putiferio per il suo post. Non per la Zeta solidale con la Russia, pubblicata nella Giornata nazionale della vittoria dell’Urss contro il Nazismo. Letta così: solidarietà a Putin contro i neonazisti ucraini. Nella geopolitica, al di là dell’intenzionalità, lui sta con Putin e contro Biden: con la Russia e contro la Nato.   

«È stata una bella lezione anche per il mondo politico locale qui da noi, che sul mio caso esploso la settimana scorsa non ha voluto nemmeno lontanamente ascoltare le mie ragioni – lamenta Gizzi nei confronti dei media che non glielo avrebbero consentito -.  I giornalisti russi, con grande attenzione e rispetto, hanno formulato varie domande alle quali ho risposto».

L’ex assessore ne ha approfittato anche per dichiarare tutto il suo amore culturale per la Russia. «Innanzitutto per i legami secolari che hanno unito l’Italia alla Russia – argomenta l’avvocato Stefano Gizzi -. Si pensi ai compositori italiani che nel Settecento hanno raggiunto la Russia, accolti con grandissimo entusiasmo. Da Giovanni Paisiello a Domenico Cimarosa, da Francesco Araja a Baldassarre Galuppi, da Vincenzo Manfredini ad Alessio Prati. E senza dimenticare i grandi architetti che hanno segnato le grandi realizzazioni in Tardo Barocco e Neoclassico russo. Come Giacomo Quarenghi, Carlo e Francesco Rastrelli, pittori come Pietro Antonio Rotari».  

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