Buschini: «Come Roma anche noi portiamo i rifiuti ad altri»

Foto: © Stefano Strani

La discussione sui rifiuti. I troppi che parlano senza sapere. Che i rifiuti non verranno interrati in Ciociaria. E che anche la Provincia di Frosinone porta i suoi rifiuti ad altri, esattamente come fa Roma. L'ora delle responsabilità. E le accuse a Ottaviani

Tre anni sulla linea del fronte. Il responsabile delle discariche nel Lazio in quel periodo è stato lui. E sempre lui ha messo a punto le linee guida del nuovo piano regionale dei Rifiuti. Gli scontri con il Comune di Roma, con l’assessore Pinuccia Montanari e con la sua sindaca Virginia Raggi erano ormai come il caffè del mattino: può cambiare l’ora in cui lo bevi ma uno al mattino ci deve essere. Mauro Buschini ora è presidente del Consiglio Regionale del Lazio. E l’emergenza esplosa nella Capitale l’aveva prevista ed annunciata.

Il gioco delle parti

Lo scontro tra Comune di Roma e Regione Lazio appartiene ad un vecchio gioco delle parti che solo in pochi non hanno capito: nessuno tra vuole scottarsi con gli elettori, nessuno vuole la responsabilità d’avere indicato il posto dove le immondizie vanno portate. Perché un dato è certo: Roma non è attrezzata per gestire tutta la spazzatura che produce ogni giorno, ne è consapevole, sperava di risolvere attraverso la raccolta differenziata. Sicuramente sarà così: ma occorreranno anni per arrivare a realizzare il progetto della sindaca Raggi che è nulla di più e nulla di meno di quanto già fanno le province. Niente di rivoluzionario. Nel frattempo? O si trovano le aree o non c’è posto per lavorare tutti quei rifiuti. La Regione attende che Roma indichi le aree, per poter varare il piano regionale dei Rifiuti. Roma risponde indicando le sue aree libere da vincoli ma non dice su quale si deve fare la sistemazione delle immondizie. E il piano resta fermo, i rifiuti vanno nelle strutture delle Province. Il gioco ha retto fino a quando gli impianti che lavorano i rifiuti a Roma hanno funzionato. È bastato che che uno si rompesse per far andare tutto in tilt.

Ora il gioco è a passarsi il cerino. Un gioco che all’ex assessore Mauro Buschini non piace. Perché «è proprio sui temi più delicati e sensibili come questo, molto sentito, giustamente, dalla nostra gente, che noi amministratori e figure istituzionali dovremmo evitare di cadere nel facile populismo, come quello che ispira da tempo ogni posizione del sindaco di Frosinone».

Nicola Ottaviani ha proposto di bocciare il bilancio Saf e dire no ai rifiuti di Roma. Un gesto che però farebbe precipitare la provincia di Frosinone nell’emergenza rifiuti. (leggi qui Banane e cetrioli: così si combatte la guerra (mediatica) dei rifiuti in Ciociaria). «Non si tratta – spiega Buschini – di difendere la propria parte politica e le sue scelte. Si tratta di trovare soluzioni. Perché i rifiuti hanno bisogno di soluzioni e se queste seguono la sola strada del populismo diventano un problema ambientale sempre peggiore».

La crisi? Tutti gli anni, ma ora…

La crisi di questa estate è la solita che si presenta ogni anno in questo periodo. Ma con una differenza. «È proprio per non fare scelte che la città di Roma si ritrova in questa situazione. Roma ha due picchi di produzione di rifiuti annuale, maggio /luglio e dicembre/gennaio. Quando a governare la Capitale c’erano persone avvedute riuscivano a programmare la gestione dei picchi. La Raggi pensa solo a chi scaricare rifiuti e responsabilità, senza nemmeno una telefonata ai sindaci per dire semplicemente “grazie“».

La posizione del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio è nota. «È per le mancate scelte di Roma e della Raggi se la Regione non ha ancora un nuovo piano rifiuti: tutte le province ci hanno comunicato le loro scelte, Roma no».

L’ora della responsabilità

Il provvedimento adottato l’altro giorno per pulire Roma finalmente e subito è stato, per Mauro Buschini un gesto di responsabilità nei confronti della Capitale. «Davanti a questo disastro, davanti alla Capitale piena di rifiuti il Ministero e la Regione cosa dovrebbero fare? Fregarsene? Oppure provare ad affrontare la situazione con provvedimenti emergenziali e temporanei?».

Il timore della gente è che le Province diventino ancora una volta la pattumiera di Roma. Così è stato nel passato. «È qui che bisognerebbe ragionare con calma. È sicuramente necessario fare in modo che ognuno gestisca i rifiuti nel luogo più prossimo alla produzione, ma vale anche per noi, per la nostra provincia. Nessuno dice che, grazie al lavoro di Lucio Migliorelli, i rifiuti che arrivano dalla Capitale verranno lavorati alla Saf e rispediti fuori. Nessuno dice che anche il nostro territorio esporta rifiuti: il nostro umido da raccolta differenziata (gli scarti che produciamo in cucina, quelli che fermentano e puzzano) va a Padova. Il nostro vetro viene tritato in provincia, poi va a riciclo fuori. Stessa sorte per plastica e carta».

Azioni concrete

La nostra Provincia vive una drammatica situazione ambientale, alla quale va risposto con azioni concrete. Mauro Buschini ritiene che quelle azioni siano state attuate. «Le abbiamo messe in campo e potrei fare tanti esempi (li farò nei prossimi giorni in un comunicato), moltissimo c’è da fare. Ma con le scelte, il coraggio e la determinazione. Non sparando a casaccio per avere un titolo e dire “io non condivido”».

«Che è eletto è chiamato a fare scelte, non solo a difendere la propria immagine. È cosi che dovrebbero fare tutti quelli che ricoprono responsabilità di governo . E non come spesso fa, ad esempio, il Sindaco di Frosinone».

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