Buschini al Festival dell’Unità: «Immorale che Roma mandi i rifiuti nelle province»

I soldi per risolvere il problema dei rifiuti a Roma, noi li abbiamo dati a Virginia Raggi. Le proposte per risolvere praticamente il problema: stiamo aspettando che la sindaca ce le invii.

Parole e musica di Mauro Buschini, assessore regionale ai Rifiuti nel Lazio. Le intona dal palco del “Festival dell’Unità di Roma”.  nell’iniziativa “Ambiente e Salute”.

Lo aspettano al varco, i romani. Poco conta che sia “uno dei nostri“, cioè che faccia parte di quel popolo del Pd che ha ancora senso di appartenenza ad un Partito. Lo aspettano e vogliono risposte perché Roma è piena di immondizia come mai nel suo passato. Nemmeno ai tempi in cui il ras della raccolta, Manlio Cerroni, lasciava che la politica provasse ad aggredire il suo impero: e lui si limitava a rispettare le loro disposizioni; lasciando che tutto si paralizzasse, così poi dovevano chiamarlo di corsa per trovare una soluzione.
Quella di oggi è la Roma del complotto dei frigoriferi abbandonati, dell’erba secca nell’aiuola di fronte all’Altare della Patria, dello scontro continuo tra Campidoglio e Regione Lazio. Con il Comune di Roma alla continua ricerca di qualcuno al quale addossare la colpa e la Regione Lazio rapidissima a non farsi trovare nel posto sbagliato al momento meno opportuno.
Il popolo del Pd viole chiarezza. Vuole sapere cosa sta succedendo. E cosa sta facendo la Regione.
L’assessore Mauro Buschini prende tutti in contropiede. Dal palco, parla prendendo i concetti grillini ma per dire che quelle cose lui le ha già fatte. Un esempio?
«La Regione Lazio guidata dal Presidente Nicola Zingaretti registra l’incremento più elevato della raccolta differenziata tra le regioni italiane nell’ultimo triennio. La raccolta differenziata ha raggiunto, infatti, il 41% nel 2016 permettendo di sottrarre all’incenerimento o all’interramento in discarica 1.217.000 tonnellate di rifiuti che sono andati, invece, al ciclo del recupero di materia. Nel 2013 la raccolta differenziata regionale era al 19%. Il progresso è consistente e innegabile».
Non basta. Oltre al presente c’è la pianificazione, ci sono i progetti per il futuro. «Nel prossimo triennio investiremo 57 milioni di euro per sostenere la raccolta differenziata nel segmento più delicato e complesso, quello delle infrastrutture leggere e dell’autogestione dei rifiuti. Finanzieremo la diffusione delle isole ecologiche e dei centri di raccolta quali sostegni fondamentali per la raccolta porta-a-porta e l’autocompostaggio domestico e di prossimità».
La soluzione? «La pratica del compostaggio sul luogo in cui i rifiuti sono generati e raccolti, permette di risparmiare, subito, milioni di euro. La Regione ha riservato nei bandi 5,6 milioni a Roma Capitale di cui 3 milioni per 15 centri di raccolta o isole ecologiche a supporto della raccolta differenziata e 2,6 per favorire la pratica dell’autocompostaggio». Insomma, compostiere di quartiere, impianti di paese: niente trasporto, terriccio fertilizzato gratis per tutti, da usare con le piante di casa o per i giardini pubblici.
I Comuni però devono fare la loro parte. «Auspico che arrivino progetti finanziabili perché sarebbe molto grave, avendo messo a disposizione risorse ingenti, soprattutto per Roma Capitale, che queste non vengano utilizzate per incrementare la raccolta e migliorare il riciclo dei rifiuti».
L’occasione però è troppo gustosa per non approfittarne: assessore, nell’ultimo anno, con Virginia Raggi, quanto è cresciuta la raccolta differenziata a Roma? «A Roma la differenziata è cresciuta nell’ultimo anno dello 0,1%»
Quindi i rifiuti di Roma vanno a finire in discarica, né più né meno come avveniva prima? «No, oggi a differenza del passato, ogni settimana parte un treno da Roma per l’Austria con i rifiuti di Roma. Tutto questo con costi assurdi per i romani».
Il Campidoglio dice che è colpa vostra. «Un elemento di trasparenza sarebbe quello di mettere diverse voci nella bolletta Tarsu, più o meno come funziona per l’acqua. In questo modo i romani potrebbero vedere i sovracosti legati ai trasporti in Austria. E non solo: ci sono i costi per lo smaltimento nelle province»
E’ vero che sono state le province del Lazio a salvare Roma dal collasso – rifiuti? «Basta vedere le cifre per capire come stanno le cose. Le province però sono stufe di doversi fare carico dei rifiuti che Roma Capitale continua a differenziare solo con le chiacchiere. In provincia di Frosinone, l’assemblea dei sindaci che sono proprietari dell’impianto pubblico di lavorazione dei rifiuti ha vietato l’ingresso a spazzature che arrivino da fuori provincia».
Non è un atteggiamento egoista? «Forse hanno considerato che in provincia di Frosinone ci sono Comuni che raggiungono il 75% di differenziata. Francamente trovo immorale che Roma si serva di quegli impianti».
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