Il business del gas va avanti: e sarà come con Acea

 

La cosa buona è che questa volta hanno registrato: almeno, a futura memoria resterà una testimonianza. Non come nella seduta scorsa, quando i sindaci hanno deciso di spianare la strada alla ‘Acea’ del gas ed hanno ‘dimenticato’ di accendere l’impianto che memorizza tutto ciò che viene detto nella sala del Consiglio di Palazzo Iacobucci, sede della Provincia di Frosinone (leggi qui cosa è successo nella seduta precedente).

Ora la registrazione c’è e ci sono pure tutte le frasi del dibattito. Comprese quelle dei sindaci di Ceccano, Arnara e Castelliri che dicono ai loro colleghi, in sostanza, ma non vi è bastato vedere cosa è successo con l’acqua e adesso volete farlo con il gas.

E certo che lo vogliono fare. E pure in fretta. Perché i loro Comuni incamereranno un bel po’ di soldi. Poi, che saranno i cittadini a doverli tirare fuori, poco importa: accadrà come con l’acqua e se la prenderanno con Acea, non con i sindaci che hanno fatto fare all’azienda privata tutto quello che voleva.

Il business ve lo abbiamo raccontato in due puntate: qui la prima e qui la seconda volta.

Cosa è accaduto nelle ore scorse. Che i sindaco sono stati costretti a tornare a riunirsi. Perché hanno dovuto rivotare una parte dei temi già dibattuti la vota scorsa: mancavano alcuni criteri di legittimità. Per farla breve: la Provincia, dopo essere stata designata ‘stazione appaltante del servizio di distribuzione del gas naturale’ ha provveduto a redigere la Convenzione che regolerà i rapporti tra i Comuni ed il privato che si aggiudicherà il servizio di fornitura del gas per 12 anni. Se ci sono delle norme capestro dalle quali non si potrà scappare, stanno tutte lì.

Rispetto alla seduta scorsa nessuno ci ha ripensato. Ma i dubbi questa volta sono aumentati Ceccano, Arnara e Castelliri hanno domandato al presidente dell’assemblea, il vice presidente della Provincia Andrea Amata: «Scusate, ci spiegate in base a quale norma ci chiedete di votare il documento che regolerà i rapporti tra i nostri Comuni ed il futuro gestore unico (una società che avrà il controllo di tutto il servizio del gas, un po’ come oggi fa Acea con l’acqua) e pretendete che noi non ne parliamo prima nei nostri Consigli Comunali? Noi non abbiamo il potere per firmare un documento così vincolante per il futuro dei nostri Comuni. Eppure voi ci dite che possiamo mettere quelle firme: ci dite dove sta scritto?»

Inizia una lunga dissertazione giuridica. All’esito della quale Adriano Roma, vice sindaco di Arnara, risponde al Demostene che aveva appena arringato i sindaci: «Benissimo, lei mi ha appena detto che in base a tutte queste norme occorre votare ed è necessaria una maggioranza dei due terzi, ma lei non mi ha detto quale norma mi consente di sostituirmi all’intero consiglio comunale democraticamente eletto dei miei concittadini. Io non ho questi poteri, non li hanno nemmeno gli altri presenti, quindi dubito che questa votazione sia legittima. Questi fatti devono passare all’esame dei Consigli Comunali ai quali i cittadini possono e devono assistere, così sanno cosa sta accadendo alle loro spalle».

Poi, approfittando dell’impianto di registrazione he questa volta è acceso, inizia ad elencare i punti di illegittimità indicati già durante la seduta precedente.

Finisce 42 favorevoli pari al 71% dei Comuni, al 74% della popolazione e al 76% dei punti di riconsegna.

Al termine dei lavori, l’amministrazione provinciale diffonde una nota, nella quale sostiene «che stabilire equazioni fra l’ACEA Ato 5 e l’Atem Fr 2 è fuorviante perché: per quanto attiene la gara per la distribuzione del gas lo Stato ha definito, con DM 226 del 12.11.2011 come modificato ed integrato con il DM 106 20.05.2015, il bando e il disciplinare tipo ed emesso vincolanti linee guida, con Deliberazione della AEEGSI n. 310/2014 del 26.06.2014, per la valorizzazione della rete, mentre per il servizio idrico si poteva agire con maggiore discrezionalità. Inoltre, sono i gestori privati che forniranno i dati sulla rete del gas e non i Comuni, pertanto informazioni non veritiere potranno essere oggetto di azioni risarcitorie da parte di chi si aggiudicherà la gara nei confronti dei gestori mendaci».

Insomma, dice il vice presidente Andrea Amata, se provano a fregarci possiamo andare in causa. Bravo: proprio come con Acea.

Ma al vice presidente non basta e specifica pure che «E’ importante in fase di definizione delle linee d’ambito, prevedere le modalità di espansione della rete e il suo completamento ove inesistente o parzialmente presente, da condividere con i componenti dell’Assemblea. Pertanto, è bene sterilizzare polemiche e spauracchi finalizzati solo a generare confusione”».

Va bene presidente. Poi, quando porterete il gas anche a Viticuso, come è stato detto durante la seduta precedente, ci farete un fischio. Anzi no. Perchè questa volta, si spera, la gente non dormirà come ha fatto con l’Acqua.

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