Buttate giù Zingaretti: la Lega prepara la sfiducia

Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

La Lega parte subito all'assalto della Regione Lazio. In preparazione una nuova mozione di sfiducia. Blindata rispetto a quella fallita a dicembre. Una black List per vietare la candidatura a chi non la sostiene. Iniziativa di Zicchieri e Durigon

L’ordine di preparare l’assalto è partito direttamente dal cuore della Lega: Milano, via Bellerio. La missione è complessa: colpire al cuore il Partito Democratico, buttare giù Nicola Zingaretti, assalire il suo fortino della Regione Lazio e conquistarlo. Gli incursori sono stati già individuati: Orlando Tripodi, Laura Corrotti e Daniele Gianni, cioè i tre consiglieri regionali del Lazio che compongono il Gruppo del carroccio. Lo strumento con cui eseguire il blitz è una nuova mozione di sfiducia, blindata però a differenza di quella sventata a dicembre 2018. (leggi qui Zingaretti vola, l’opposizione si schianta: la Mozione di sfiducia finisce in farsa)

La mozione di sfiducia

Il piano d’attacco è stato studiato dal responsabile della Lega su Roma mil sottosegretario Claudio Durigon e dal Coordinatore regionale del Lazio l’onorevole Francesco Zicchieri. È soprattutto il primo dei due a volare la caduta di Nicola Zingaretti e la crisi in Regione Lazio: vuole candidarsi governatore al suo posto. C’è già stato in quegli uffici: ai tempi di Renata Polverini quando vennero chiusi quasi tutti gli ospedali in provincia di Frosinone era uno dei colonnelli della Governatrice.

L’intenzione di mettere a segno l’assalto è così concreta che Durigon e Zicchieri hanno studiato una mozione di sfiducia con cui scardinare il Patto d’Aula che a dicembre ha fatto fallire la precedente operazione.

Il Patto d’Aula è l’accordo raggiunto da Mauro Buschini (all’epoca capogruppo Dem in Aula, oggi presidente del Consiglio regionale del Lazio) e Daniele Leodori (predecessore di Buschini alla presidenza e oggi vice governatore di Zingaretti). Prevedeva l’appoggio tecnico dei due consiglieri usciti dal centrodestra e transitati tra gli indipendenti nel Gruppo Misto, Enrico Cavallari (uscito dalla Lega) e Giuseppe Cangemi (Forza Italia). Con quei due voti Nicola Zingaretti aveva la maggioranza che le urne non gli avevano dato quando è stato rieletto a marzo 2018. (leggi qui Buschini porta a Zingaretti la nuova maggioranza in Regione).

La lista nera

La mina con cui fa saltare il Patto d’Aula è stata indicata da Francesco Zicchieri a Claudio Durigon. Semplice e micidiale: i numeri maturati nel Lazio domenica con le elezioni Europee disegnano uno scenario politico del tutto differente da quello che esisteva a gennaio 2018; ora non sarà Forza Italia a dare le carte e dover coordinare il tavolo con cui individuare il candidato governatore del Lazio; tantomeno Fratelli d’Italia. Quindi? La Lega rivendicherà la candidatura a governatore del Lazio e deciderà chi si potrà candidare al Consiglio.

In pratica? Zicchieri minaccia di mettere in una lista nera Enrico Cavallari e Giuseppe Cangemi se anche questa volta non voteranno la mozione di sfiducia. Chi verrà scritto in quell’elenco non potrà essere candidato: né alle Regionali né altrove con il centrodestra, né ora né mai.

Non sono gli unici a rischiare di finire in quella black list. Nel mirino c’è anche Pasquale Ciacciarelli (Forza Italia) che la volta scorsa fu assente alla votazione per via di una missione istituzionale tra i laziali emigrati in Scozia. E Laura Cartaginese (Forza Italia) che a dicembre non solo votò contro la mozione ma anche a favore del Bilancio. O l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che la volta scorsa si dovette assentare per prendere l’aereo: ora è rientrato in Fratelli d’Italia. Ma in Regione non è transitato nel Gruppo ed ha mantenuto il suo schieramento Lo Scarpone.

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