A Cagliari il Frosinone mette in campo tutti i limiti della stagione (di A. Salines)

Una squadra che deve provare a restare aggrappata al campionato non può limitarsi a fare il compitino su un campo infuocato come quello di Cagliari e al cospetto di un’avversaria che tra le mura amiche ha costruito le sue fortune.

Alessandro Salines

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L’unico impegno è che noi non consentiremo mai a nessuno di far percorrere una strada minimale al Frosinone o che possa creare problemi alla società”: dopo la ventesima sconfitta ed una retrocessione ormai dietro l’angolo (il quartultimo posto si è allontanato ed ora è 10 punti), si deve ripartire per forza dalle parole del presidente Maurizio Stirpe che in settimana è stato intervistato dal Media Center del club in occasione della chiusura del sondaggio online lanciato dalla società giallazzurra.

Un sondaggio sui 16 anni di gestione dell’imprenditore ciociaro. Un sondaggio che ha ribadito la fiducia dei tifosi nei confronti di Stirpe al di là dei risultati deludenti di questa stagione disgraziata.

Anche se mancano ancora cinque giornate il futuro è forse già iniziato e la certezza sarà rappresentata ancora una volta da una società pronta a rilanciare in campo e non solo. E a continuare a portare avanti i suoi progetti ad ampio raggio che spaziano dalle infrastrutture al settore giovanile.

Come ribadito dal patron il Frosinone “è un patrimonio della città e del territorio e non può essere banalizzato”.

La classifica non lascia scampo

La sconfitta a Cagliari spegne ogni speranza di salvezza se pure ancora ce ne fossero.

Il Frosinone, bloccato a quota 23, scivola a 10 punti dal quart’ultimo posto occupato dall’Udinese (1-1 col Sassuolo). Il Bologna vola addirittura a +11 dopo il 3-0 rifilato alla Sampdoria.

La squadra più vicina è l’Empoli (ko al Castellani con la Spal) che ha 6 lunghezze di vantaggio e a oggi sarebbe la terza formazione retrocessa. Resta solo la matematica a tenere in vita i giallazzurri che domenica prossima alle 12.30 affronteranno in casa il Napoli. In caso di sconfitta e di altri risultati sfavorevoli (successi di Udinese e Bologna e pareggio del Genoa) i ciociari potrebbero retrocedere aritmeticamente con quattro turni d’anticipo.

La speranza è che Ciofani e soci riescano a rinviare il più possibile la sentenza.

Troppo “leggeri” per la “Sardegna Arena”

Una squadra che deve provare a restare aggrappata al campionato non può limitarsi a fare il compitino su un campo infuocato come quello di Cagliari e al cospetto di un’avversaria che tra le mura amiche ha costruito le sue fortune (30 punti su 40, 8 vittorie e 6 pari).

Il Frosinone nel primo tempo è mancato dì aggressività e ha pensato a contenere le sfuriate dei rossoblu determinati a vincere per blindare la salvezza. Al primo errore è stato punito con il rigore di Zampano su Ionita. Eppure il Cagliari, privo di elementi importanti come Barella e Pisacane, non è apparso imbattibile. Ma i giallazzurri non sono stati neppure lucidi e precisi: 2 tiri altrettanti fuori bersaglio, occasioni sprecate da Paganini e Ciofani. 

Nella ripresa invece è prevalsa la confusione e neppure i cambi hanno convinto come del resto le scelte iniziali (perché ad esempio lasciare fuori Pinamonti per un Ciano appannato?). Anche in superiorità numerica (espulso Farago per somma d’ammonizioni) i giallazzurri non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa. I numeri non mentono: il Frosinone ha tirato 7 volte ma solo 1 nello specchio.

Si sperava in una partita gagliarda sulla falsariga di quella vinta a Firenze ma i canarini hanno annaspato senza concludere nulla.

Le vacanze possono attendere

Si è detto e scritto più volte che il Frosinone in questo finale di stagione dovrà quantomeno salvare l’onore. Il timore è che possano subentrare rassegnazione e sfiducia dopo l’ennesima sconfitta e una classifica ormai segnata.

Toccherà al tecnico Marco Baroni tenere tesa la corda scegliendo magari quei giocatori che non vogliono arrendersi e dimostrano di avere le motivazioni per arrivare fino in fondo a testa alta.

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