Caligiore 2, quello che sa dialogare. Per fare il Presidente

La metamorfosi del sindaco di Ceccano Roberto Caligiore. Prima era sempre sul piede di guerra. Ora, invece, ostenta collegialità: per accreditarsi come candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Se il Caligiore 1 è stato tacciato di isolamento amministrativo e politico, il Caligiore 2 ha tutt’altro refrain: «Buoni rapporti con i vari enti». È la metamorfosi del sindaco di Ceccano, che a otto mesi dall’inizio della sua seconda era vuole essere il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Frosinone. Anche se si riandrà al voto nel 2023, quando sarà potenzialmente in carica per altri due anni: la metà della mandato presidenziale a Palazzo Iacobucci. Servirebbe una staffetta: improbabile ma non impossibile. In attesa dei nuovi sindaci che verranno eletti da qui al prossimo anno, ad oggi altre candidature non sembrano a portata di mano. (Leggi qui Presidenza della Provincia: se l’uomo forte fosse Mister X e anche qui Troppi Fratelli: Ruspandini deve inviarne 3 a Casablanca).

Caligiore 1 e Caligiore 2

Roberto Caligiore alla finestra del municipio dopo la prima vittoria elettorale

Il primo cittadino del Caligiore 1, a difesa degli esclusivi interessi della Contea, attaccava di continuo il Pd regionale e ciociaro. A dirla tutta, ogni pretesto era buono. Il Caligiore 2 sta mostrando un profilo politico diverso: punta ad accreditarsi come figura istituzionale che incarni l’intera Ciociaria e possa, per l’appunto, intrattenere costruttive relazioni esterne.

Come dimostrano le amministrazioni provinciali guidate dal Dem Antonio Pompeo, bisogna scendere a patti per costruire una maggioranza: è un po’ lo spirito delle Province dopo la riforma Delrio. Pompeo ha costruito il suo primo governo provinciale dialogando con Forza Italia, il secondo si tiene attraverso l’interlocuzione con Fratelli d’Italia. A parti inverse non è escluso che sia necessario un compromesso anche dopo le future Elezioni Provinciali.

Il dialogo trasversale

Per questo Caligiore ha iniziato a preparare il terreno: accentuando di avere buoni rapporti con il Consorzio Asi di Frosinone e l’Azienda Strade Lazio. Ossia l’ente consortile guidato dal democrat Francesco De Angelis e il gestore della rete viaria che fa capo alla Regione guidata dal Partito Democratico.

Prima non era affatto così, anzi: attacchi e lamentele sui ritardi erano spesso e volentieri all’ordine del giorno. Anche se, nel caso del Consorzio tanto criticato in materia ambientale, anche lui alzò la mano durante la votazione unanime dei soci a favore del De Angelis bis. Perché, facendo così, il centrodestra ottenne una quota nel Cda dell’Asi: Gianfranco Pizzutelli, leader del Polo Civico, gruppo di maggioranza nell’amministrazione comunale di Frosinone.

In quanto alla Provincia, la morsa nemica è stata allentata da tempo: per via del Patto d’Aula tra Pd e FdI.

A completare il quadro, oltre al consenso nei confronti del Consorzio industriale unico del Lazio, il suo cambio di passo rispetto all’idea di una città intercomunale: messo anche quello nero su bianco nel Piano strategico per la transizione sostenibile di Ceccano. (Leggi qui Il “Recovery” di Ceccano: il piano per diventare (quasi) normale e anche qui Tutto ma proprio tutto: quello che non avete letto sul Consiglio).

Dall’Asi in poi

Il senatore Massimo Ruspandini

A giugno, procedendo per gradi, Caligiore ha incontrato due volte De Angelis. A inizio mese ha presenziato con vari rappresentanti delle aziende dell’agglomerato industriale di Ceccano: nel quale saranno realizzati sei chilometri di fibra ottica di ultima generazione, una nuova strada e anche una rotatoria ai confini con Patrica. Cos’ha detto nell’occasione il sindaco? «Sono soddisfatto perché insieme abbiamo condiviso le esigenze del territorio». Venerdì scorso, poi, ha preso parte alla visita dei Fratelli d’Italia presso la sede del Consorzio di viale Mazzini.

La delegazione istituzionale era guidata dal senatore ceccanese Massimo Ruspandini, presidente provinciale del Partito di Giorgia Meloni. Con lui anche gli altri primi cittadini ciociari di FdI: Piero Sementilli, da Ripi, e la new entry da Patrica, il già democrat Lucio Fiordalisio. È stata l’occasione per riparlare anche del potenziamento del depuratore consortile di Ceccano: per migliorare la qualità dello scarico e limitare le contestate emissioni: di rumori e cattivi odori. E non poteva di certo mancare un focus sul Consorzio industriale unico del Lazio: che nascerà entro il prossimo 19 luglio e sarà il più grande d’Italia.

Cos’ha detto nell’occasione Caligiore? «Sulle opere di Ceccano abbiamo offerto il nostro contributo per portare avanti un lavoro migliore sulla nostra città e da subito, senza avere dubbi, abbiamo sposato l’idea del Consorzio Unico». Quello che piace ormai anche al sindaco di Frosinone, nonché coordinatore provinciale della Lega, Nicola Ottaviani. (Leggi qui L’asse Pd – Lega genera la più grande occasione di ripartenza per il Lazio e Top e Flop, i protagonisti del giorno 25 giugno 2021 – Massimo Ruspandini).

E rotatoria sia

Il progetto della rotatoria

Nei giorni scorsi, però, è arrivata anche una notizia che Caligiore attendeva da tempo: la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha espresso parere favorevole alla realizzazione di una rotatoria strategica. Quella che l’Astral ha programmato da anni in sostituzione di un impianto semaforico lungo la strada regionale 156 dei Monti Lepini: all’incrocio tra via Anime Sante, viale Fabrateria Vetus e l’innesto per via Dante Schietroma.

Cos’ha detto nell’occasione il primo cittadino? «I buoni rapporti con i vari enti sono ormai davanti agli occhi di tutti – ha sottolineato -. Questo è il tipo di politica che sto portando avanti, insieme alla mia squadra, in questa seconda consiliatura. Una politica intesa in modo costruttivo e concreto, tesa a risolvere problemi concreti». Ha dato il via, d’altronde, alla fase due della rigenerazione urbana: quella prevista dal Piano strategico improntato al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

E tra i principali punti del Recovery plan di Ceccano, tornando ai buoni rapporti con De Angelis, c’è il recupero e la valorizzazione delle aree Asi al fine di poterle includere nello sviluppo sostenibile della città.

Il dialogo con i vicini

Roberto Caligiore

Ma ce ne sono altri due che introducono una visione di insieme. In primis, l’avvio di un tavolo di concertazione con le realtà amministrative limitrofe. È un tavolo che serve a definire politiche territoriali ampie. A che serve? Più Comuni riuniti in uno stesso progetto hanno maggiori possibilità di centrare i finanziamenti europei. A ruota la programmazione urbanistica ed economica per i grandi contenitori dismessi presenti nel territorio comunale e le ex aree produttive: al fine di creare una rete di infrastrutture che possa fornire opportunità e servizi ad un’area vasta ovvero molto più estesa del solo territorio comunale.

In pratica, dunque, una città intercomunale: come quella proposta da tempo da Unindustria Frosinone, ovvero il Grande Capoluogo. Che in campagna elettorale, tra il Caligiore 1 e il Caligiore 2, è stato fortemente osteggiato dalla coalizione di centrodestra: in contrapposizione all’apertura del competitor Marco Corsi, sostenuto dall’asse di centrosinistra Pd-Psi.

Tra i principali oppositori l’odierno assessore Riccardo Del Brocco: che, per esternare tutto il proprio dissenso, ha chiamato la sua lista Grande Ceccano. Cos’ha detto Caligiore nell’omonimo comitato elettorale? «Qui ci sono persone delle quali posso fidarmi, possono fidarsi i ceccanesi, una grande squadra, per una Grande Ceccano appunto!».

Ora, però, pensa alla Grande Provincia.  (Leggi qui La grande furbata di Riccardo Del Brocco).

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