Caligiore bis: «Arroganza del potere? No, pragmatismo del centrodestra unito»

Dall’esecutivo di Ceccano un primo bilancio del secondo mandato del sindaco di FdI: 270 delibere di Giunta, 10 sedute di Consiglio comunale e le opere realizzate in un anno. In conclusione, però, anche l’analisi politica di Caligiore: «Stiamo dimostrando come si lavora bene per la comunità con un centrodestra unito», proposto come modello in Ciociaria. Con tanto di controverso attacco al Pd

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

L’opposizione lo taccia di essere arrogante e poco trasparente. Lui, al pari di tutto il centrodestra di Ceccano, ritiene invece di essere «pragmatico»: pronto, anche in maniera spregiudicata, ad ottenere risultati concreti. Il sindaco di Fratelli d’Italia Roberto Caligiore, in occasione della conferenza stampa indetta ieri per tracciare un primo bilancio annuale della sua seconda amministrazione, ha rispedito ai mittenti le accuse di incapacità e inefficienza amministrativa.

E ha definito il suo centrodestra unito un modello da seguire in tutta la provincia di Frosinone. A dimostrazione della sua operosità – prima della rendicontazione degli assessori Federica Aceto (Fratelli d’Italia), Ginevra Bianchini (Caligiore Sindaco, in quota FdI), Riccardo Del Brocco (Grande Ceccano, in quota FdI), Stefano Gizzi (Lega) e Mario Sodani (Patto Civico) – ha sfornato i numeri: 270 delibere di giunta, in media 5 a settimana, nonché 10 sedute di Consiglio comunale, evidenziando una tempestiva trattazione delle interrogazioni, interpellanze e mozioni dei consiglieri di minoranza.

Alla vigilia dell’anniversario, caduto esattamente lo scorso 14 ottobre, era stato il coordinamento di centrosinistra Il Coraggio di Cambiare a riportare «cosa non ha fatto» il Caligiore bis. Al J’accuse, lanciato all’unisono dagli oppositori Emanuela Piroli e Andrea Querqui nell’incontro pubblico “Cosa succede in città”, si era accompagnata la reprimenda del decano della sinistra ceccanese Angelino Loffredi: «Caligiore? L’arroganza al potere».

Secca la risposta di Caligiore: «A chi ci accusa di essere arroganti rispondiamo che noi stiamo lavorando e stiamo attuando quello che i cittadini ci chiedono». (Leggi qui “Cosa succede in città”: un anno di Caligiore bis).

«Fascisti? Pensiamo solo ad amministrare»

Lo striscione “Ceccano antifascista” de Il Coraggio di Cambiare (PH Davide Luigi Cerroni)

È al termine di una conferenza stampa durata oltre due ore, durante le quali la Giunta Caligiore 2 ha riferito in sala consiliare «cosa ha fatto» sinora, che è scattata l’analisi politica del sindaco. Replicando inizialmente e indirettamente ai consiglieri di opposizione Piroli e Querqui.

Che avevano criticato lui e la sua amministrazione, nonché il senatore ceccanese di FdI Massimo Ruspandini, per non aver condannato pubblicamente il noto assalto di Forza Nuova alla sede nazionale della Cgil.

Eloquente lo striscione “Ceccano antifascista” dispiegato da Il Coraggio di Cambiare prima nell’evento di scena a Ceccano, nell’ex Stalingrado ciociara diventata roccaforte di Patrioti, e poi a Roma durante la manifestazione contro i fascismi. Corteo che si è svolto durante il silenzio elettorale per le Amministrative 2021, finite in larghissima parte a favore del centrosinistra, ed è stato ritenuto propagandistico e contestato dal centrodestra.

«A fronte di quanto accaduto a livello nazionale – ha dichiarato a riguardo Caligiorementre ad altri interessa soltanto vedere occupazioni, che comunque condanniamo, soltanto per strumentalizzare alcuni momenti storici che l’Italia attraversa, noi siamo consapevoli che le nostre aree politiche sono fatte di persone che vogliono lavorare». In altre parole: ci associate all’estrema destra e allo squadrismo, ma noi non c’entriamo nulla e pensiamo soltanto ad amministrare.

Il centrodestra unito di Ceccano

Il sindaco Caligiore e il neo primo cittadino di Alatri Maurizio Cianfrocca

Rieletto nel 2020 al primo turno con una vittoria doppiamente storica – in quanto avvenuta in una città per decenni rossa e, contrariamente alla consuetudine, dopo una caduta dovuta a note dimissioni di massa – il sindaco ha poi accentuato: «La gente ci ha dato fiducia. Il centrodestra a Ceccano, con i suoi Partiti e le sue liste civiche, sta dimostrando di lavorare bene per la comunità e cosa significa il centrodestra unito. Siamo stati precursori perché l’anno scorso siamo stati i primi a presentarlo».

Emblematica, a tal proposito, la photo opportunity che ritrae Caligiore mentre fa indossare la sua fascia tricolore al nuovo primo cittadino di Alatri Maurizio Cianfrocca. Nella Città dei Ciclopi, come nella Contea di Ceccano, l’unione del centrodestra ha fatto la forza. Con le dovute differenze. A Ceccano FdI, Lega e Forza Italia si sono stretti attorno alla ricandidatura di un esponente di Fratelli d’Italia. Mentre ad Alatri si è raggiunta la sintesi sul nome di un civico.

In entrambi i casi, però, una designazione chiara e tempestiva. A differenza di Sora, dove il candidato Federico Altobelli è stato presentato tardivamente al posto dello sfiduciato Giuseppe Ruggeri e non è arrivato nemmeno al ballottaggio. Ed è soltanto uno dei tanti casi nazionali di coalizione nata come una bomba a orologeria destinata a fare cilecca ed essere smontata. (Leggi qui Cianfrocca, il sindaco civico che non è tiepido e anche qui Sora, il centrodestra rompe le righe. In ordine sparso al ballottaggio).

A proposito del presidente del Consiglio

Il sindaco Caligiore e l’ex presidente del Consiglio e alleato Marco Corsi

C’è poi la questione trasparenza. I consiglieri di opposizione Piroli e Querqui hanno lamentato il fatto di essere invitati a consultare l’albo pretorio online o recarsi presso gli uffici comunali ogni volta che chiedono delucidazioni al sindaco Caligiore.

Lui, in tutta risposta, ha sottolineato che alle loro domande formali viene data risposta in Consiglio «con assoluto tempismo». Facendo altresì un distinguo tra la gestione dell’assise dell’attuale presidente dell’assise Fabio Giovannone e quella del suo predecessore Marco Corsi, «quando le interrogazioni, interpellanze e mozioni venivano esaminate dopo due anni».

Altra frecciatina scagliata, dunque, all’odierno consigliere di minoranza Corsi. È l’ex “direttore d’orchestra” e alleato di Caligiore che nel 2019 contribuì a farlo cadere e l’anno seguente si candidò a sindaco contro di lui, anche con il sostegno del Partito Democratico, salvo poi perdere al primo turno al pari dell’altra competitor Piroli.

Gli stessi Corsi, Piroli e Querqui, nonché gli altri oppositori di centrosinistra Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi), sono stati bacchettati dal segretario del Pd Ceccano Giulio Conti. «L’assenza di dibattito in Consiglio comunale sta giocando un ruolo favorevole per questa maggioranza latente su più fronti. Soprattutto sui grandi temi che attanagliano la vita della nostra città». Li vuole più battaglieri e incisivi. Come pensa di esser stato lui quando era capogruppo consiliare del Pd.

Consiglio aperto… alle polemiche

L’intervento del senatore Massimo Ruspandini nel Consiglio comunale aperto del 2018

Giulio Conti ha anche invitato «Partiti e liste che compongono la minoranza e hanno interesse a perseguire l’unità della coalizione di centrosinistra» a richiedere un Consiglio comunale aperto sull’ambiente. L’impegno a convocare ogni tre mesi un Consiglio in materia, all’occorrenza aperto, era stato unanimemente assunto il 16 giugno 2018 da maggioranza e opposizione approvando una mozione bipartisan.

Ovvero alla fine della prima e sinora unica adunanza aperta della doppia Era Caligiore. Presero parte tra gli altri il senatore di FdI Massimo Ruspandini, la deputata della Lega Francesca Gerardi e i consiglieri regionali Mauro Buschini (Pd), Paolo Ciani (Demos) e Giancarlo Righini (FdI). Nonché, come previsto dal regolamento, associazioni territoriali e privati cittadini interessati al tema.

Caligiore è stato chiamato in causa a tal proposito nel question time della conferenza stampa. Ha tuonato: «Noi siamo assolutamente favorevoli ai Consigli comunali aperti. Noi non dobbiamo difendere nessuno. Anzi, sono l’occasione per ridire come stanno veramente le cose e rimettere la barra al centro. Il Pd è quello che ha massacrato l’ambiente nella nostra provincia e ancora qualcuno parla del Pd, anche se il depuratore è dell’Asi, le autorizzazioni le dà la Provincia e i finanziamenti li dà la Regione».

I sottintesi boomerang di Caligiore

La Giunta Caligiore bis durante la conferenza stampa

Il primo sottinteso. L’impianto di depurazione situato a Ceccano, già finito sotto inchiesta per presunto inquinamento ambientale e tra le proteste per il suo impatto odorigeno, è di proprietà del Consorzio Asi presieduto dal democrat Francesco De Angelis.

Il secondo sottinteso. Le Autorizzazioni integrate ambientali (Aia), che accertano l’ecocompatibilità delle aziende, vengono rilasciate dalla Provincia di Frosinone presieduta dal democrat Antonio Pompeo.

Infine, il terzo sottinteso. I fondi per la bonifica del Sito di interesse nazionale della Valle del Sacco, stanziati da un accordo di programma firmato il 12 marzo 2019 dall’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa e dal presidente democrat della Regione Lazio Nicola Zingaretti, li sta investendo in ritardo la stessa Regione.

A Caligiore, però, ricordano spesso che De Angelis, ormai presidente del Consorzio unico del Lazio, è stato confermato nel 2018 alla guida dell’Asi Frosinone anche grazie al suo voto. E pure quello degli altri sindaci di centrodestra. Il tutto in cambio di una quota nel Consiglio di amministrazione: occupata da Gianfranco Pizzutelli, leader del Polo Civico, forza di maggioranza dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, nel capoluogo ciociaro.

Al sindaco di Ceccano, inoltre, viene continuamente fatto presente che la Provincia di Frosinone si regge su un patto d’aula. Quello stretto da Partito Democratico e Fratelli d’Italia. Che, a seconda delle situazioni, passa in secondo piano. (Leggi qui Caligiore 1 e Caligiore 2 su Bosco Faito, la differenza è “Fratello Pompeo”).

Caligiore: «Stufi delle passerelle del Pd»

Una tappa del Festival dell’ambiente promosso da Mauro Buschini

Pur affatto contrario alle sedute consiliari aperte, Caligiore si è detto «stufo di far fare le passerelle a Buschini e Zingaretti. Perché ricordo il signor Buschini seduto là». Ovvero il posto occupato a suo tempo dal già assessore all’Ambiente e presidente del Consiglio regionale. «Buschini proponeva l’ennesimo tavolo di concertazione. Noi siamo stufi di tavoli di concertazione».

Il sindaco ha anche ricordato come l’assessore comunale al ramo Riccardo Del Brocco abbia velenosamente invitato lo stesso Buschini a far approdare il “suo” Festival dell’ambiente a Ceccano: ossia in una cittadina non amministrata dal Pd o sua simpatizzante.

Del Brocco aveva stilettato anche la sottosegretaria M5S ciociara alla Transizione Ecologica Ilaria Fontana. E per l’invettiva contro Buschini era stato tacciato di prepotenza dal responsabile organizzativo Pd Vincenzo Cacciarella, vicesindaco di Ceprano. Ma Del Brocco attende ancora la già programmata tappa ceccanese dell’eco-kermesse: per «fare la festa», come ha detto lui, a Buschini.

Il festival ha toccato inizialmente le città filo-dem Ceprano, Piglio, Posta Fibreno e Veroli. Sono state trattate, nell’ordine, tematiche come recupero ambientale, tutela della terra e delle acque, e smart city. Ieri, però, c’è stato il focus sul dissesto idrogeologico a Pontecorvo: il primo comune guidato da un sindaco di centrodestra, Anselmo Rotondo (Lega).

Evidentemente è iniziato il giro fuori dai confini del Partito Democratico. (Leggi qui Del Brocco attacca la Fontana e vuole “fare la festa” a Buschini).

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