Caligiore: «Un sindaco alla Regione rafforzerebbe città e Ciociaria»

Il primo cittadino di Ceccano si dice grato per l’endorsement di vari colleghi amministratori alla volta di una sua candidatura alle Elezioni Regionali 2023. E tifa per un candidato presidente che «che magari presenti una squadra di sindaci in lista». Le Comunali di Frosinone: «FdI fondamentale per il successo di Mastrangeli»

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Un candidato Governatore che apprezzi la competenza messa in campo dai sindaci, magari proprio una “squadra di sindaci”. Ma può anche essere che voglia lasciare i bravi amministratori sul territorio». Roberto Caligiore parla della prossima lista di Fratelli d’Italia alle Elezioni regionali 2023.

Non è più un mistero: ci spera. Ha il sostegno di altri sindaci e consiglieri comunali in Ciociaria. Laureato in Scienze Politiche, 53 anni, graduato e pluripremiato elicotterista dei Carabinieri, due volte sindaco di destra in una citta storicamente di sinistra. C’è chi vuole lui tra i candidati ciociari al Consiglio regionale del Lazio: in rappresentanza del Centro Ciociaria. Lui ne è certo: «Il centrodestra stavolta vincerà, sempre se se sceglierà un candidato valido tempestivamente, non come avvenne con Stefano Parisi nel 2017, lanciato un mese prima della scadenza».

Nicola Procaccini

Ed è chiaro che il primo cittadino di Ceccano vorrebbe un candidato governatore del Lazio che incarni il primo identikit: quello che sceglie la “squadra di sindaci”. Magari l’ex sindaco di Terracina ed ora Parlamentare Ue Nicola Procaccini oppure Chiara Colosimo: i due nomi sui quali si sta concentrando con grande riservatezza il dibattito interno. Qualcuno assicura che non sia definitivo il No pronunciato da Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera: è un altro che sa cosa significa fare l’amministratore; è stato consigliere comunale a Subiaco, nella già Provincia di Roma, e anche assessore ad Ardea.  

Questione di feeling

C’è un filo diretto che collega Procaccini a Ceccano passando a volte per Terracina: con il senatore e leader provinciale Massimo Ruspandini e il sindaco Roberto Caligiore. Procaccini ha voluto Ruspandini sul palco della sua festa politica a Terracina lo scorso anno. Tra i due c’è sintonia e stima.

Ma c’è traffico sulla strada per la lista dei candidati in provincia di Frosinone. I posti disponibili sono sei: tre uomini e tre donne. Solo per restare al primo genere, aspirano l’ex presidente del Consiglio provinciale Daniele Maura, l’ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli, l’ex sindaco di Pontecorvo Riccardo Roscia, il vice presidente provinciale del Partito Gabriele Picano e naturalmente il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore.

Massimo Ruspandini, Roberto Caligiore e Daniele Maura

«Ci saranno tanti criteri per poi scegliere chi dovrà rappresentarci nella lista alle Regionali – esterna Caligiore -. Il presidente provinciale Ruspandini capirà e deciderà anche in base alle indicazioni del candidato presidente». Lui vorrebbe uno che punti sull’amministratore e non sul politico come candidato al Consiglio regionale. A detta del sindaco, se proprio non ti candidano, è perché magari ti vogliono lasciare sul territorio per la stessa motivazione: la bravura.

A completare il quadro una precisazione: «Non sto sui blocchi di partenza pronto a scappare via da Ceccano, anzi. Se togliessero il limite al secondo mandato, penserei anche al terzo». Ma poi, giura, è partito l’endorsement di vari amministratori dei Comuni della provincia di Frosinone.

«Caligiore? Perché no?»

Davanti alla potenziale candidatura di Caligiore alle Regionali, come riporta lui stesso, si chiedono: «Perché no?». Se lo è chiesto anche lui all’interno di una competizione non data da tutti per sana: visto che tra i favoriti resta il consigliere provinciale Daniele Maura: all’opposizione nel Comune di Giuliano di Roma a guida Pd, sostenuto anche da Ceccano in occasione dei rinnovi del Consiglio provinciale. (Leggi qui “Caligiore ha azzerato la Giunta perché Maura è andato alla Processione”).

Se si chiede direttamente al consigliere Maura risponderà che «se succederà non sarà per la mia vicinanza al senatore Ruspandini ma grazie alla mia lunga militanza nel Partito». Soltanto una questione di anzianità? A quella Caligiore, che stava con Alleanza Nazionale e sta dalla prima ora con Fratelli d’Italia, aggiunge altri criteri: competenza ed esperienza.

Il sindaco di Ripi Piero Sementilli con i parlamentari Ruspandini e Lollobrigida

Il sindaco si sente ormai, con alle spalle anche due mandati da consigliere di opposizione, un amministratore con abbastanza esperienza. E attorno a lui, senza girarci troppo intorno, si chiedono: «Ma perché FdI vuole candidare un consigliere di Giuliano di Roma invece del sindaco di Ceccano?». Tra l’altro, come ricorda il primo cittadino, «l’unico sindaco eletto con Fratelli d’Italia». Una polemica? «No, un dato di fatto, perché gli altri sono entrati dopo l’elezione». Si riferisce all’ex democrat Lucio Fiordalisio (Patrica) e a Piero Sementilli (Ripi). Poi c’è anche il sindaco di Castro dei Volsci Leonardo Ambrosi, ma viene dalla Destra giovanile. Caligiore è l’unico sindaco eletto, tra l’altro in un grande Comune: la quinta città della provincia. (Leggi qui Ruspandini: «La mia Destra piace pure ai Comunisti per la sua Ceccanesità»).

Lo vogliono alla Regione

Sindaco Caligiore, si è sempre limitato a dire che è «a disposizione del Partito». Ultimamente non aveva dato l’idea di un sindaco che vuole rimandare anzitempo i cittadini alle urne. Ovvio che, se scatta la possibilità per una candidatura importante, sarebbe davvero difficile dire no. Cosa si sente di aggiungere?

«In fin dei conti si riandrebbe a votare più o meno un anno prima del dovuto. Quando dico che sono a disposizione del Partito, non lo dico tanto per dire. Non sono stato di certo io a mettere in giro la voce riguardo a una possibile candidatura. Mi fa piacere che tanti amministratori dei comuni della provincia di Frosinone si domandino: “Perché no?”. Non deve essere vista come un abbandono di Ceccano ma come un rafforzamento della città e anche della provincia. Ci lamentiamo sempre che in politica occupano posti persone che non hanno capacità amministrative e politiche».

Chi la vede da fuori, secondo lei, cosa vede?
Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore

«Può vedere un sindaco in carica da sette anni dopo oltre otto anni come consigliere di minoranza con risultati anche abbastanza importanti. All’opposizione avevo fatto approvare delibere e modificare regolamenti delle entrate. Dopo il primo mandato, vinco al primo turno mettendo le mani su questioni importanti. Ceccano, soprattutto con le battaglie ambientali, sta emergendo. Al netto di questo sono contento di fare il Sindaco altrimenti, dopo esser stato commissariato, non mi sarei confrontato con le altre aree politiche e avrei riproposto la mia candidatura. Avrei fatto altre cose. La mia voglia di fare il sindaco è immutata e non si discute. Anzi, senza blocco al terzo mandato, valuterei pure l’opportunità visto che uno ci mette tanto di suo».

L’opposizione di centrosinistra la attacca dicendo che lei ormai starebbe pensando soltanto alla Regione. Cosa le risponde?

«Chiaro che l’opposizione sia contenta. È l’unico modo per togliermi di torno (ride, ndr). Il mio modo di fare politica e amministrare lo sto trasferendo anche agli assessori e ai consiglieri comunali. Anche in questo il sindaco deve dare il suo impulso politico e amministrativo. L’amministratore è a questo livello che si forma. Si stanno formando con il mio stesso modo di pensare e gestire in maniera oculata la città con un’idea di città».

La Regione? Il vaso di Pandora

Il Palazzo della Pisana, sede della Regione Lazio
Sembrano proprio parole di un sindaco pronto a lasciare un’eredità. Un’eventuale candidatura al Parlamento la escludiamo?

«Regionali o Nazionali noi siamo qua. È chiaro che faccio parte di un Partito e la città deve comprendere che oggi la Regione è il vaso di Pandora. Ma per la Comunità. Gli altri Comuni crescono più velocemente perché hanno dei riferimenti importanti in Regione ed è inutile nasconderselo. Arrivano più finanziamenti».

Quindi le piace la Regione. Non quella attuale guidata dal Pd…

«Stiamo riuscendo ad avere finanziamenti dalla Regione Lazio con un’amministrazione regionale di centrosinistra e un sindaco di centrodestra, senza avere nessun riferimento ciociaro di FdI alla Pisana. La prossima volta vincerà il centrodestra e c’è bisogno di un riferimento importante che possa essere vicino a tutta la provincia di Frosinone, con legami importanti con Ceccano. Il cittadino deve pensare alla crescita della città».

Secondo lei il Partito Democratico è il male assoluto?

«Posso dire che ho conosciuto un ottimo amministratore: il sindaco di Bari Antonio De Caro, presidente dell’Anci. È del Pd ma è una persona eccellente. Sindaci del genere sono da apprezzare. Siamo gli unici a essere eletti direttamente ma solo noi con il vincolo del secondo mandato. Sia data libertà di mandato e, una volta acquisito il know how, si consenta di portarlo in Regione e Parlamento».     

E poi le Elezioni di Frosinone

Giorgia Meloni con il candidato sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Ceccano ha avuto un ruolo organizzativo notevole per la venuta di Meloni nel Capoluogo ciociaro. Il candidato sindaco Mastrangeli si è detto «quasi imbarazzato, di certo emozionato» di accogliere Giorgia Meloni al Parco Matusa, averla tutta per sé nel verde del centrodestra realizzato dall’amministrazione Ottaviani.
Al Fornaci Cinema Village il sindaco uscente della Lega ha preso una sala per Matteo Salvini. E quasi tutta la scena con le sue due liste, di Partito e civica.

«Chiaramente siamo contenti della visita di Giorgia a Frosinone. Ci sentiamo parte in causa perché anche nella campagna elettorale di Frosinone stiamo cercando di dare una mano importante. Fratelli d’Italia ha avuto un ruolo fondamentale, ma non tanto per dire, per la candidatura a sindaco di Riccardo Mastrangeli e la compattezza della coalizione di centrodestra. A fine febbraio non erano tutte rose e fiori. Se non ci fosse stato il passo di lato di Fabio Tagliaferri, il centrodestra sarebbe andato spaccato alle elezioni. Non so quanti volessero davvero un centrodestra unito, ma noi stiamo sempre dalla stessa parte a livello nazionale, regionale e locale».  

Nel 2020, tra l’altro dopo esser stato dimissionato, lei è stato riconfermato sindaco al primo turno con il 51% dei voti. Pensa che ci siano le condizioni affinché anche Mastrangeli, dopo il secondo Ottaviani, chiuda la partita prima del ballottaggio?

«È chiaro che io qua a Ceccano avevo una sensazione diversa perché avevo il polso della città avendo già fatto il Sindaco. Io dico che Riccardo Mastrangeli vincerà. Vincere al primo o secondo turno è soltanto un discorso numerico. Però, come a Ceccano, vedo che non c’è tutto questo fervore verso un’idea di cambiamento. Anzi, paradossalmente, non si fa che rafforzare la voglia di continuità. A Frosinone, se non arriverà la vittoria al primo turno, sarà per poco. La vittoria di Mastrangeli, come quella del sottoscritto a Ceccano, è avere un centrodestra unito contro un centrosinistra spaccato. Marzi però ha recuperato e non ci dimentichiamo che Mauro Vicano ha messo in campo liste importanti. Il primo turno non sarà semplice soltanto per queste motivazioni».

C’è un’altra Lezione delle Comunali, quella di Alatri, che pare non considerata dal campo largo di centrosinistra di Frosinone. Anche lì, per via delle fratture interne, il centrodestra unito ha prevalso e c’è mancato poco che Maurizio Cianfrocca vincesse al primo turno. In caso di ballottaggio tra Mastrangeli e Marzi?

«Sento ancora dire che vanno divisi e poi si uniscono al secondo turno. Le persone hanno ormai capito da tempo l’inciucio del ballottaggio. Inutile sperare che vadano a votare l’alternativa che propone chi hanno votato inizialmente. Nel 2015, stando alla falsa regola della somma algebrica, mi avrebbero dovuto doppiare. Invece sono stato io che ho doppiato loro».     

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