Camera di Commercio: Unindustria schiera Pigliacelli

Ufficializzati i nomi dei 5 componenti di Unindustria nel Consiglio Camerale della nuova Camera di Commercio. C'è Pigliacelli. Le Banche decideranno nelle prossime ore. Cianfrocca per Federlazio. Capuano per i sindacati. Le prossime tappe.

Unindustria mette in campo Marcello Pigliacelli: è lui il candidato sul quale proverà a costruire la coalizione per eleggere il presidente della nuova Camera di Commercio del Basso Lazio.

Il nome del presidente uscente della Camera di Frosinone fa parte dei cinque indicati per sedere nel nuovo Consiglio Camerale composto da 33 persone, in rappresentanza di tutte le categorie produttive del Basso Lazio. Con Marcello Pigliacelli sono stati designati anche il presidente di Uniondustria Frosinone Giovanni Turriziani, il presidente di Unindustria Latina Giorgio Klinger, il presidente della sezione Elettronica ed Elettrotecnica di Unindustria e past President di Confindustria Latina Paolo Marini, il vice presidente del comitato Piccola Industria di Unindustria e tesoriere di Ance Latina Carla Picozza.

Giovanni Turriziani, Foto: © Stefano Strani

Sotto il profilo territoriale sono 3 industriali della provincia di Latina e 2 di Frosinone. Ma i processi all’interno dell’associazione sono codificati, scanditi da liturgie precise. Unindustria ha superato l’organizzazione su base provinciale già alcuni anni fa, ai tempi della presidenza Pigliacelli: unendo le forze di tutto il Lazio ha dato forma alla seconda organizzazione in Italia dopo Assolombarda, giocando da quel momento un ruolo decisivo nella designazione dele board nazionale di Confindustria.

Questo significa che la presenza di un nome in più da Latina non indica affatto la decisione di sostenere un candidato pontino. Nella liturgia del linguaggio confindustriale, la presenza di Marcello Pigliacelli nella cinquina significa che i voti convergeranno su di lui: se il mondo industriale del Lazio non avesse voluto votarlo in blocco, non l’avrebbe designato affatto nel Consiglio.

Commercio e sindacati

La coalizione di Confcommercio mette in campo due nomi di Confesercenti e 1 di Federlazio. A rappresentare la Federazione delle Piccole e Medie Imprese del Lazio sarà Luciano Cianfrocca, già vice presidente regionale della sezione Logistica nella sua associazione.

Il nome più pesante è quello di Giovanni Acampora, presidente di Confcommercio Lazio Sud. È il nome intorno al quale potrebbe aggregarsi una coalizione alternativa a quella di Pigliacelli. (leggi qui i possibili schieramenti e le pedine sulla scacchiera: Il grande Risiko per il controllo della Camera di Commercio).

I sindacati hanno indicato Enrico Capuano, segretario generale provinciale della Cisl di Frosinone. A tessere la tela dell’accordo era stato nei mesi scorsi il segretario regionale Enrico Coppotelli, con un fitto dialogo portato avanti con Cgil e e Uil. Oggi è partita la comunicazione ufficiale alla Regione Lazio.

Le banche

Il presidente di BPC Donato Formisano, componente uscente della Camera di Commercio

Nelle ore scorse si è riunita anche l’Associazione Banche Italiane: Abi ha diritto ad un seggio nel nuovo consiglio camerale. Ed anche l’associazione dei banchieri ha linee guida e liturgie molto chiare e consolidate. A meno di accordi diversi individuati dal territorio il seggio va all’istituto bancario con il maggior numero di sportelli. Tra Latina e Frosinone è Unicredit ad avere quel primato.

Ma al colosso milanese fino ad oggi non è interessato entrare nel Consiglio Camerale. Così ha avuto il via libera la Popolare del Cassinate. Che quast’anno però – con la Camera unificata Frosinone-Latina – deve confrontarsi non solo con la Popolare del Frusinate e la Banca del Centro Lazio (ex Fiuggi e Anagni unite). Ma deve tenere conto anche della storica Popolare di Fondi.

Fino ad oggi da Palazzo Altieri in Piazza del Gesù a Roma non è filtrata alcuna indiscrezione: né sulla linea da seguire, né su eventuali richieste arrivate dai territori.

Le prossime tappe

Ad una ad una, le varie categorie produttive indicheranno i nomi dei loro rappresentanti nel Consiglio Camerale a 33. Ma si tratta solo di designati. Perché a quel punto partirà la verifica sui numeri prodotti dalle associazioni e sulla legittimità delle ripartizioni. I controlli termineranno non prima della fine di febbraio.

La sede della nuova Camera di Commercio

Se non ci saranno intoppi e nemmeno ricorsi, a marzo potrebbe insediarsi il nuovo Consiglio. A quel punto inizierà la discussione per l’individuazione del nuovo presidente della camera di Commercio di Latina-Frosinone e del nuovo presidente dell’azienda speciale unica.

Non c’è vincolo di mandato: i 33 possono votare chi vogliono e seguendo lo schema che ritengono. Potrebbe prevalere la logica territoriale (Latina vs Frosinone) o la logica di categoria (due blocchi di associazioni contrapposti). Fino ad oggi i due papabili presidenti, Pigliacelli e Acampora, sono stati concordi su una cosa: il nuovo presidente deva avere una visione di insieme del sud Lazio e non una logica di campanile.

A parole è una bella cosa. La prova dei fatti è dietro l’angolo.

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