Ciccone vs Pompeo: la campagna elettorale allo specchio

La campagna elettorale allo specchio. Due approcci opposti. Tommaso Ciccone chiede la tessera dei quattro Partiti che lo sostengono. Antonio Pompeo lascia a casa il Pd e punta sull'azione amministrativa. E martedì inaugura la nuova stazione ferroviaria di Ferentino.

Una campagna elettorale allo specchio. Due modelli contrapposti. La sfida tra il sindaco di Pofi Tommaso Ciccone ed il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo per il rinnovo della presidenza della Provincia di Frosinone, segna un punto di svolta nella strategia di approccio al voto.

Dopo anni di reflusso e fuga dalla politica, Tommaso Ciccone propone ai quattro Partiti che stanno sostenendo la sua candidatura (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia) di tesserarlo. Un modo per mandare a tutti gli elettori un segnale di unità, equidistanza, equilibrio nel centrodestra.

Soprattutto è un chiaro segnale di ritorno alla Politica, ai suoi simboli, ai Partiti. Alle bandiere che appena quattro anni fa non potevano nemmeno essere esposte: a Ceccano e Sora i due sindaci in carica oggi vinsero obbligando le loro liste ad ammainare i simboli di Partito.

Ciccone, con l’operazione condotta nelle ore scorse ha riabilitato la Politica. Ha rivendicato la sua appartenenza a quel mondo. Ha mandato l’ipocrisia in soffitta.

 

Il presidente uscente Antonio Pompeo ha scelto un modello di approccio al voto del 31 ottobre del tutto opposto.

È un autorevole esponente del Partito Democratico ma non frequenta sagrestie e altari del Partito da quando il suo amico (e già capo corrente) Francesco Scalia ha lasciato la politica ed è tornato a fare l’avvocato.

Avrebbe potuto esibire un’ostentazione muscolare, chiedendo un documento unitario del Partito con cui venisse confermata la sua candidatura all’unanimità dei Circoli, della Direzione Provinciale, della Segreteria politica. Invece, nulla.

Antonio Pompeo ostenta la più olimpica delle tranquillità. Al punto che giovedì, per la prima volta, ha concesso il Salone di Rappresentanza per l’iniziativa di Partito: la presentazione della candidatura del suo avversario. Non solo: una volta terminata l’iniziativa è andato a stringergli la mano.

Il terreno sul quale ha scelto di portare lo scontro è quello amministrativo. I risultati concreti, le soluzioni portate ai cittadini, le opere date alla città.

È per questo che poche ore dopo la richiesta di quadritesseramento avanzata da Ciccone, Pompeo ha annunciato invece di avere il sostegno di 50 sindaci per la sua rielezione a Presidente della Provincia.

Con la fascia tricolore da sindaco, martedì taglierà il nastro della nuova stazione ferroviaria di Ferentino: alla presenza di Nicola Zingaretti e del presidente di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti.

Un modo per mettere davanti l’azione amministrativa. E lasciare sullo sfondo i Partiti. Perché la politica è soprattutto questo.

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