Sassoli o Gualtieri per Roma: dipende dalle Regionali

Fonti del Pd confermano che il Partito punta su David Sassoli o Roberto Gualtieri come possibili candidati sindaco di Roma. Cosa farebbe puntare su uno e cosa sull'altro. Calenda si tira indietro: "Il Pd non mi voterebbe”

David Sassoli e Roberto Gualtieri: lo scenario per le Comunali di Roma passa attraverso i nomi dell’attuale presidente del Parlamento Europeo e quello del Ministro dell’Economia con un passato a Bruxelles come parlamentare Ue per ben 3 mandati. Pensava a loro Nicola Zingaretti quando ieri ha annunciato che il Pd un candidato sindaco per la Capitale lo ha e “sarà una delle personalità politiche di maggiore rilevanza in Italia e a livello internazionale”. (Leggi qui Zingaretti: il nome del sindaco c’è).

Sassoli o Gualtieri, dipende da…

David Sassoli

A confermarlo sono fonti interne al Partito Democratico. Assicurano che “Le elezioni Regionali saranno un vero e proprio spartiacque. Se andranno bene, e non ci saranno ripercussioni sul Governo, anche David Sassoli potrebbe rientrare nella partita per il candidato sindaco di Roma e dirci di si’. Il suo mandato in Europa è di due anni e mezzo e scade poco dopo la data delle Comunali, quindi potrebbe prendere in considerazione di candidarsi con un Governo amico alle spalle”.

Se le elezioni, invece, andranno male, e il Governo traballerà fino al punto di cadere, potrebbe essere presa in considerazione anche la carta di Roberto Gualtieri. Che a quel punto potrebbe anche non sarebbe più’ il ministro dell’Economia“.

Al Nazareno, al momento si limitano a confermare che il nome del candidato, i Partiti della coalizione ed il programma amministrativo arriveranno solo in autunno: dopo le regionali del 20 e 21 settembre.

Per ora nessuna richiesta

Roberto Gualtieri © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

Un ragionamento però è in corso da tempo. E dal Pd fanno sapere che se da un lato calano le quotazioni di Enrico Letta, che ha smentito per la seconda volta in pochi mesi un suo coinvolgimento nella corsa romana, restano al contrario invariate quelle che portano a Sassoli o a Gualtieri.

Due identikit che rispondono a quanto vorrebbe lo stesso segretario Nicola Zingaretti, che recentemente ha parlato della necessità di trovare come candidato “una delle personalita’ politiche di maggiore rilevanza in Italia e a livello internazionale“.

Al momento, nessuna richiesta ufficiale è arrivata sul tavolo dei diretti interessati in attesa dell’esito delle imminenti amministrative. “Il dossier nomi – proseguono le fonti Pd – non ha ancora portato ad una discussione interna al Partito ma una rosa ben precisa esiste“. E non sono esclusi colpi di scena.

Poi si aprirà anche la partita del coinvolgimento degli alleati e delle eventuali primarie.

Calenda ed il Pd nel Tevere

Carlo Calenda. Foto © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

In mattinata, dalle colonne del quotidiano Il Tempo, aveva respinto le avances fatte da Roberto Giachetti il ledaer di Azione Carlo Calenda. (leggi qui Giachetti lancia Calenda. Morassut lancia i temi).

L’ex ministro ha risposto che non ci sono le condizioni. Perché è convinto che il Pd “piuttosto che appoggiarmi si butterebbe nel Tevere preferendo appoggiare la Raggi. E, in secondo luogo, io non credo che con questo Pd si possa governare Roma

Carlo Calenda è convinto che il Pd sia nel pallone e non abbia una rotta già definita per le candidature a Roma. In ogni caso è disposto a dialogare e verificare se ci siano le condizioni per una convergenza. Certo che lo sono. Sono a prescindere disponibile a lavorare per trovare un candidato adatto, a ripartire ideando insieme un piano articolato per la citta’. Sono pronto a farlo con il Pd e con le forze piu’ di centro”.

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