Candidato cercasi per capoluogo da governare

Centrodestra e centrosinistra dovranno indicare i loro candidati per le Comunali di Latina. Ma dietro al nome ci sarà una scelta strategica. Che imporrà di archiviare una fase. O continuare a coltivarla

Centrosinistra e centrodestra sono ad un bivio. Che gli imporrà di fare i conti con il loro passato se vogliono imboccare la scelta giusta per il futuro. Non hanno alternative. La designazione del prossimo candidato sindaco imporrà una profonda autocritica: al centrodestra per comprendere le ragioni delle sconfitte rimedite in questi anni su una città che l’aveva sempre votato; al centrosinistra per metabolizzare le ragioni di una non vittoria nonostante la recente opportunità offerta dai fatti con l’elezione del progressista Damiano Coletta, confermato ma senza una maggioranza e per questo sfiduciato. (Leggi qui: Latina, il centrodestra si dimette in massa. Coletta: «Lascio a testa alta»).

Il dilemma dei Progressisti

Il dilemma dei Progressisti ora è comprendere se sia ancora in atto la stagione dell’antipolitica che sei anni fa ha portato all’elezione del civico Damiano Coletta. O se quel periodo si sia concluso. E debba essere la politica a tornare al suo ruolo. Tradotto in termini pratici: se ci siano ancora le condizioni per riproporre come candidato l’uscente Damiano Coletta o sia giunto il momento di costruire una coalizione politica da contrapporre a quella di un centrodestra.

Le stagioni in politica vengono determinate dal vento generato ed alimentato dalle masse. I numeri delle elezioni Politiche nello scorso settembre sono stati chiari: il movimento che incarnava l’antipolitica ha dimezzato le sue preferenze, altrettanto ha fatto la Lega che si presentava come forza di destra ma antisistema. La scelta netta verso Giorgia Meloni segna un altrettanto chiara inversione di tendenza.

Il centrosinistra in questi anni ha cannibalizzato ad uno ad uno tutti i suoi leader. Anche a Latina. Eliminandoli dal dibattito. Impoverendolo e privandolo di un necessario elemento di crescita. Nasce anche da lì un movimento solido quale è Latina Bene Comune, la civica capace di eleggere un sindaco, governare il capoluogo per un’intera consiliatura, vincere con il suo candidato (ma non con la coalizione) anche le elezioni successive.

Ora il Pd deve decidere se uscire dal suo eterno dibattito, lasciarsi alle spalle le in finite discussioni sui massimi sistemi, cercare al suo interno temi e personaggi per governare la città.

Il candidato del centrodestra

Nel centrodestra la sconfitta di sei anni fa e quella dello scorso anno sono frutto del suo eccesso di sicurezza. Che l’ha portato ad alzare barricate invalicabili. Delle quali gli elettori hanno detto d’essersi stufati. È per questo che non hanno votato il centrodestra, per un principio elementare come è sempre la politica: ma se non riescono a mettersi d’accordo sul nome del sindaco come potranno mettersi d’accordo quando dovranno affrontare i problemi veri della città?

L’esperienza della volta scorsa potrebbe avere insegnato molto. O nulla. Dipende dal bivio che si vorrà imboccare. Una delle strade porta alla scelta unitaria. L’altra porta alla prosecuzione dello scontro che ha condotto allo stallo ed alla candidatura affidata a Vincenzo Zaccheo con la speranza che non vincesse.

Il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone ha già messo le mani avanti e rivendicato la scelta del candidato sindaco. La scelta è di esperienza: c’è l’opzione che passa per i Consiglieri uscenti dove gli azzurri possono pescare tra nomi come quelli di Mauro Anzalone, Giuseppe Coluzzi, Roberta Della Pietà, Fausto Furlanetto. Oppure quella che passa per una figura come Alessandro Calvi, coordinatore provinciale di lunghissimo corso.

Il dilemma dei Fratelli

Fratelli d’Italia nella sua scelta invece dovrà tenere conto di una variabile in più. I bookmaker danno come candidata a Governatore del Lazio la neo deputata Chiara Colosimo, eletta nel collegio di Latina. Se sarà lei a guidare il centrodestra per l’assalto alla Pisana sarà necessario ripetere le elezioni Politiche in caso di sua vittoria alle Regionali. Ed occorre un nome da tenere pronto per un collegio che alle Politiche è ultra blindato.

Un nome territoriale è quello del consigliere comunale Matilde Celentano. Che FdI potrebbe indicare anche come possibile sindaco di Latina. In alternativa c’è per il Comune il portavoce cittadino ed ex assessore Gianluca Di Cocco. Non quello del consigliere anziano presidente d’Aula Raimondo Tiero se il fratello Enrico dovesse essere candidato come Consigliere alle prossime Regionali.

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