Candidato sindaco, Lega e Forza Italia muovono la… Torre

Lega e Forza Italia, dopo la rottura definitiva con Fratelli d'Italia, devono indicare il candidato sindaco a Terracina. Il presidente d'Aula Gianfranco Sciscione, con il suo intervento, ha posto l'ipoteca. Ma se passa la linea del rinnovamento allora c'è il commercialista Luigi Torre

Una domenica utilizzata per recuperare gli stracci (tanti) volati sabato in una conferenza stampa che ha sancito il definitivo divorzio elettorale con  l’alleato Fratelli d’Italia. È quella trascorsa a Terracina dove la Lega e Forza Italia hanno fatto quadrato dopo gli atti d’accusa al vetriolo rivolti sabato all’amministrazione comunale in carica: guidata sino a qualche mese fa dal sindaco Nicola Procaccini (Fratelli d’Italia) diventato ora deputato europeo. (leggi qui Non c’è l’effetto Durigon: centrodestra diviso alle urne).

Matteo Salvini e Claudio Durigon Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu’ e Guaitoli

L’uomo forte della Lega nel Lazio Claudio Durigon e il deputato e coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri da una parte, il senatore e coordinatore per il Lazio di Forza Italia Claudio Fazzone, al termine della conferenza stampa del “ristorante Centosedici” si sono guardati in faccia. Ed hanno capito che il rapporto ormai compromesso con i Fratelli d’Italia impone una scelta immediata. Necessaria per recuperare il terreno ed il tempo perduto rispetto all’ex alleato FdI. Devono individuare il candidato a sindaco di questo asse: che con matematica certezza sarà riproposto a meni di venti chilometri di distanza in primavera, al comune di Fondi.

La delegazione leghista e quella azzurra – secondo quanto è trapelato dai rispettivi quartier generali – ha chiesto ed ottenuto di vedere Luigi Torre, classe 1962, dottore commercialista e revisore dei conti. Da un mese è in “nomination” per essere della partita. E sfidare in primavera Roberta Tintari, di 51 anni, sindaco facente funzioni del comune di Terracina.

Una contrapposizione ormai inevitabile quella tra Fratelli d’Italia e Lega con Forza Italia. Con il Carroccio che rimprovera all’amministrazione uscente di di avere governato con i Civici, ritenuti “pericolosi nascondigli” di transfughi…

Chi è Torre

Francesco Zicchieri e Nicola Procaccini

Luigi Torre risponde in pieno ai requisiti dell’identikit politico amministrativo stilato dall’asse dei due “Claudio”, Durigon e Fazzone: meritocrazia, autorevolezza e capacità di gestione dell’ente comune (di Terracina).

Considerato un amico di vecchia data di Francesco Zicchieri, Torre è titolare di uno studio in cui “sin dal 1988 – si legge sul profilo web – è leader in provincia ed assiste con cura e pazienza tutti i suoi clienti consigliando sempre le scelte migliori per una gestione efficiente delle attività fiscali di aziende e privati”.

Non mette piede nel palazzo municipale da quasi dieci anni. Era sindaco il medico primario Stefano Nardi quando il consiglio comunale, a guida centr sinistra, nominò il dottor Luigi Torre quale revisore dei conti del Comune… Erano tempi terribili per Terracina alle prese con un pericolo di default finanziario, fortunatamente sventato nel corso dei due mandati amministrativi successivi.

Il commercialista di via Roma rimase in carica tre anni. E stando agli annali del Comune, l’incarico ricevuto dalla maggioranza Nardi agli sgoccioli fu l’unico ricevuto per sovrintendere al ruolo di “sentinella” dei conti, in affanno, dell’ente. Poi la normativa cambiò ed i componenti dei revisori dei conti furono scelti prima attraverso un sorteggio e poi direttamente dalla Prefettura secondo il criterio della rotazione.

Prima scelta

La conferenza stampa al Centosedici

Luigi Torre è una prima scelta” della Lega ma non dispiace affatto alla stessa Forza Italia. Terracina è una città bellissima di circa 47mila abitanti, tutti si conoscono e nello studio del dottor Luigi Torre lavora come segretaria la compagna di Augusto Basile, l’unico consigliere comunale di Forza Italia a Terracina (ma anche un imprescindibile punto di riferimento nella confinante Monte San Biagio). Che “apriva” da sinistra il tavolo della conferenza stampa del “Centosedici” sabato scorso, seduto alla destra del senatore Claudio Fazzone. (leggi qui Non c’è l’effetto Durigon: centrodestra diviso alle urne).

Il parlamentare di Fondi può dire così di non essere “ostaggio” dell’alleato leghista. E di avere condiviso la scelta del candidato sindaco da mettere in campo. Se passerà la linea del rinnovamento.

Il via libera alla candidatura di Luigi Torre passa attraverso una fase di confronto interno alla Lega. Perché fino ad oggi il punto di riferimento politico ed amministrativo a Terracina è stato il presidente del Consiglio Comunale, lo storico editore televisivo Gianfranco Sciscione. Che proprio nella conferenza stampa di sabato scorso aveva lanciato autentiche “fatwe” nei confronti dell’amministrazione Procaccini. Accreditandosi de facto come potenziale candidato a sindaco.

La corsa di Luigi Torre passa da una preventiva rinuncia dello stesso Gianfranco Sciscione? Appena la Lega (e anche Forza Italia) scioglierà questo nodo, la campagna elettorale potrà ufficialmente iniziare.

Nicola: Mi aspettavate?

A stretto giro, già sabato era arrivata la risposta del leader di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini. Che nelle ore successive ha approfondito la sua posizione. Sintetizzabile così: Mi avete aspettato? Ma come, ve l’avevo detto che non Sare venuto! E vi avevo spiegato anche perché: non rinuncio ai civici con cui ho governato bene e con i quali non ho mai litigato.

Nicola Procaccini

L’europarlamentare in una nota ha spiegato innanzitutto le ragioni per le quali non ha partecipato alla conferenza stampa “tra Lega, Forza Italia, Sciscione e altri”.

Mi ha stupito soprattutto il fatto che mi si attendesse malgrado avessi anticipatamente declinato l’invito, ringraziando. D’altra parte, avevo fatto presente ai rappresentanti della Lega, organizzatori dell’evento, che parteciparvi non sarebbe stato corretto nei confronti degli uomini e delle donne che condividono con Fratelli d’Italia l’Amministrazione della città da diversi anni, pur appartenendo a movimenti civici.

Il rispetto delle persone e l’etica del lavoro, non sono per noi una barzelletta da raccontare in campagna elettorale, ma il segreto del piccolo grande successo che ha consentito a Terracina di intraprendere il percorso di risanamento largamente apprezzato sia dai nostri concittadini che dai nostri turisti.

Procaccini ha ribadito quello che è il suo pensiero non negoziabile sull’altare dell’unità del centrodestra. E cioè “Siamo disponibili a condividere la nuova esperienza amministrativa con altri Partiti e movimenti civici, ma senza “buttare a mare” i risultati conseguiti, l’armonia raggiunta, le persone incontrate, i progetti ancora da realizzare per la nostra città”.

Ma a Procaccini non è andata giù “una conferenza stampa piena di insulti, volgarità e minacce, non è proprio il miglior viatico per il futuro della nostra città, piuttosto sembra essere la triste riproposizione di un passato dal quale allontanarsi decisamente. Si può andare avanti, insieme e di più, ma non si può andare indietro”.

E gli altri?

In questa vivace situazione che sta animando il campo del centrodestra, lo schieramento opposto e il Pd in particolare non sono mai stati avvistati da qualsiasi radar. Sia a Fondi che soprattutto a Terracina.

Una palese incapacità politica a produrre un’adeguata offerta elettorale o un’anticipata dichiarazione di resa e di debolezza? Il litigioso Partito a Latina pensa che la provincia termini a  Borgo Isonzo o a Borgo San Michele.

Ma fortunatamente così ancora non è ….

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